Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti

"Working on a dream"
(Columbia)
2009
Voto: 7
A meno di un anno da “Magic”, uno Springsteen vulcanico torna con nuovo album e nuovo tour mondiale. Verso questo “Working on a dream” c’era da parte mia un’attesa venata di diffidenza: troppo ravvicinate le uscite, un pò di paura che il nostro si stesse lasciando prendere la mano dalla foga creativa.
Dopo una settimana di ascolti del disco, non ho ancora sciolto tutte le riserve, ma il percorso attraverso l’anima del disco l’ho finalmente terminato, quindi riesco a parlarne.
Una premessa.
Non stiamo parlando di un cantante, ma di un monumento vivente. Non più ormai considerato soltanto la “Rock ‘n roll machine” degli anni '80, ma un raffinato autore di testi (piccole novelle in forma canzone, fatte di intensità di sguardo e maturità), un opinion-maker rispettato e seguito (adesso è diventato pure il cantante ufficiale del presidente degli Stati Uniti...), un uomo soprattutto in grado di raccontare il mondo che cambia, di triturarlo e risputarlo fuori in concerti di oltre 3 ore da far impallidire chi ha 30 anni meno di lui.
Quando ci si avvicina a un artista che nella sua carriera ha fatto così tanto, bisogna cercare un approccio filologico, e non fermarsi al semplice ascolto.
E allora la prima domanda è:
Perchè WOAD?
Per unire dei fili, probabilmente. Il disco suona come un omaggio al rock degli anni '50 e al pop, tenuti insieme mirabilmente da un Boss in grande forma vocale e evidentemente divertito.
Woad è un disco divertente e colorato, allegro e scorrevole. Questi sono i suoi meriti, questi sono anche i suoi limiti.
Vedremo poi nel dettaglio come in realtà le canzoni migliori siano quelle meno allegre, dove questa ventata pop lascia il posto allo Springsteen più classico, cantore di solitudini e umane miserie, di assenze e redenzioni.
Il disco si apre con un maestoso western di oltre otto minuti, “Outlaw Pete”, splendido racconto di fuorilegge in cerca di redenzioni impossibili. Gli archi sostengono un brano strano per la discografia di Springsteen, smisurato e magniloquente, di grande suggestione.
Segue “My Lucky Day”, già lanciata come singolo. Potente ma un pò piatta, un brano che per Springsteen sa di puro mestiere: ho la sensazione che ne potrebbe scrivere 5 al giorno senza nessuna fatica. Sicuramente il brano crescerà molto nell’esecuzione live, come spesso capita alle canzoni del ragazzo di Freehold, che considera la pubblicazione di un Lp solo come il prodromo di un tour, in cui far “esplodere” la musica.
La title track che ha tirato la voltata al presidente Obama è delicata e allegra nei toni, nemmeno questa comunque memorabile.
Poi tra la storia di amore minimale di “Queen of the supermarket” che trasuda leggerezza eccedendo nel pop, e la poco riuscita “What love can do”, si arriva la blues storto di “Good Eye”, notevole e intenso.
Buona “Life Itself”, che sembra un pò la “Devil's Arcade” dell’album precedente.
“Kingdom of day” torna su territori da anni 50, ma con una orchestrazione un po’ facile che non mi convince a pieno. Lo stile produttivo di Brendan O’Brian, ormai fedele compagno della E -Street Band, di cui Springsteen dice mirabilie, a me continua a sembrare una scorciatoia che ha tolto forza al suono rock tipico del gruppo. Ma tant’è.
“Surprise surprise” è davvero carina, sembra un pezzo dei Byrds d’annata.
Si arriva così allo straordinario finale del disco.
La straziante “The Last Carnival”, scritta per la morte di Danny Federici è splendida e commovente, e anche se c’è un coro finale forse un pò sopra le righe il brano resta pieno di emozione sincera.
Chiude il disco “The Wrestler”, scritta per il film di Aranovky vincitore a Venezia, e che ha portato a casa Springsteen il secondo Golden Globe dopo quello per “Streets of Philadelphia”.
Un piccolo capolavoro dello Springsteen dolente, formato, per intenderci, “Ghost of Tom Joad”.
Insomma un disco di alto artigianato, ma non travolto da un’ispirazione sublime. Adesso non resta che testarlo dal vivo, dove di solito il Boss regala sorprese.
Nota: il disco è uscito anche in versione Deluxe, con un DVD completo di backstage e Making of dell'album.
Nicola Ravera Rafele
23-01-2009
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