Recensione live: Wildbirds & Peacedrums

Bellissimo concerto per il duo svedese composto da voce, batteria e altri minuti strumenti. E' molto semplice prevedere per loro una meritata fama

Recensione live: Wildbirds & Peacedrums

Wildbirds & Peacedrums live
il 29 novembre 2008
Init Club
Roma
Voto: 7.5

 

Già su questo sito qualche tempo fa si parlò in maniera positiva del duo svedese Wildbirds & Peacedrums, autori del convincente esordio “Heartcore” (vedi recensione) composto da batteria, voce, piccole tastiere e strumenti di origine mediorientale.
Quel lavoro era uscito in precedenza per il mercato locale, ma è grazie alla sempre importante Leaf records che i due compagni artistici e nella vita trovano ben più grande visibilità a livello internazionale.

 

Ed ecco allora che  Marias Wallentin e Andreas Werlin, con alle spalle anche studi di conservatorio, acquisiscono sempre più interesse da parte della stampa ma anche del popolo di internet che negli ultimi tempi ha un ruolo fondamentale di promulgazione.
Ed anche in questo caso le indicazioni non sono state deludenti bensì utili per conoscere una formazione che fà della grazia, tecnica e gusto melodico le sue armi vincenti.

 

Che la fama per i due sia prossima ad arrivare lo si è percepito proprio nel concerto all’Init in una serata dove è stato chiaro come si fosse di fronte ad una band in fase di lancio, la next big thing pronta ad esplodere.

 

Prima di tutto un applauso particolare va al pubblico che, caso sempre più raro, ha ascoltato in religioso silenzio e con attenta partecipazione il set di un’ora, con quella curiosità mista a certezza di applaudire un gruppo realmente capace.

 

La Wallentin nelle movenze, nel look e nell’approccio al cantato ha ricordato spesso la bravura di Feist anche se ancora initmidita tra un pezzo e l’altro rispetto alla singer canadese molto più in confidenza con gli astanti.
Questo atteggiamento però non è stato colto come distacco o freddezza proprio perché a supplire c’era una grazia ed eleganza sincere che hanno preso per mano la platea facendola sognare con carezzevoli ballate, ma anche fatto scuotere la testa ed i piedi quando il batterista Werlin ha dato più corpo ai ritmi.

 

Molto bravo infatti anche il secondo componente, capace di accompagnare con una musicalità percussiva le vocalità della sua dolce metà utilizzando il suo strumento fornito di piatti e piattini, campanelli ed altri meno convenzionali elementi del kit del bravo percuotitore di pelli.

 

Di sicuro prossimamente, quando Wildibirds & Peacedrums sarà un nome più celebre e “alla moda”, parteciperà ai loro live molta più gente con il conseguente fastidioso chiacchericcio in sala di quei menefreghisti che rientrano nella serie “ci devo essere perché fa figo e poi lo racconterò agli amici”.

 

Averli goduti in un’atmosfera più intima e appassionata è sicuramente un ricordo prezioso che i partecipanti conserveranno nel tempo.

 

Sito Ufficiale
Myspace


Gianluca Polverari


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