14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

Al Teatro Quirino fino al 26 Ottobre
Dal romanzo di Susanna Tamaro
Regia di Emanuela Giordano
Con: Marina Malfatti, Agnese Nano, Carolina Levi
Dovevamo aspettarcelo... Prima il romanzo, poi il film, e ora la riduzione teatrale. A quando la fiction?
Per chi non avesse avuto il piacere di leggere il libro, “Va dove ti porta il cuore” è la confessione, scritta in forma epistolare, che un’anziana donna fa alla giovane nipote, facendo emergere le silenziose menzogne che hanno travolto la sua famiglia.
La nonna (Olga) è interpretata dalla magnetica e ineccepibile Marina Malfatti. La figlia (Ilaria) da Agnese Nano e la nipote (Marta) dalla bravissima Carolina Levi.
Ed è proprio la maestria e la forza delle attrici a tenere in piedi un testo che ha cadute drammaturgiche così vertiginose che sembra di stare su un aereo in picchiata.
Il tono del testo e della storia è quello classico del melò appiccicoso dei feuilletton ottocenteschi a cui noi italiani, ma non solo visto che il romanzo ha venduto 14 milioni di copie in tutto il mondo, siamo attaccati con le unghie e con i denti.
Per farla breve una donna di origine aristocratiche (la nonna Olga per essere chiari) sposa un ricco e noioso borghese di provincia che tradisce con un esuberante medico conosciuto alle terme. La donna rimane incinta. Il medico muore poco dopo in un incidente stradale (gli incidenti stradali hanno preso il posto delle cadute da cavallo dei romanzetti ottocenteschi, ma il gioco è sempre quello, comunque… ).
Da quelle nottate di autentica (sigh) passione nasce Ilaria che, crescendo durante il fermento della contestazione degli anni settanta, vive in maniera disordinata e senza regole. L’arrivo di Marta, figlia di Ilaria e di chissacchì visto che lei non vuole dirlo a nessuno, non migliora il rapporto fra Ilaria e Olga. Infatti l’attrito e l’incomunicabilità fra madre e figlia è evidente e definitivo. Dico definitivo soprattutto perché, durante l’ennesimo litigio, Olga si fa scappare l’orribile verità: Ilaria è figlia del medico. La figlia la prende male. Esce di casa, sale in auto e si schianta contro un albero. (ci risiamo con gli incidenti stradali… possibile non esista nient’altro da utilizzare come snodo narrativo?)
Comunque nonna Olga si prende la nipotina e la cresce lei…
Dicevamo che le attrici sono tutte brave. Personalmente mi ha convinto la Malfatti e commosso l’interpretazione di Carolina Levi che è riuscita a rendere il testo vero, reale, contemporaneo. Vivo.
Gradevole la regia di Emanuela Giordano.
Molto interessante la scenografia: un semplicissimo pavimento beige con morbide salite e discese di poche decine di centimetri. Anche i vestiti delle attrici sono beige e questo colore neutro, indefinibile, usato in maniera ossessiva avvolge i tre personaggi come una cappa ed è il simbolo cromatico del perbenismo in cui è vissuta l’aristocratica Olga.
Ma il beige è perfetto anche per descrivere l’angusto orizzonte narrativo e drammaturgico di Susanna Tamaro.
Al Teatro Quirino
Via delle Vergini 7
info 800 013 616
Alessio Cremonini
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12-10-2008
14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870