14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

Andrè Helena
(Le Demi-Sel)
Fanucci Editore
192 pp.
Introduzione di Leo Malet
16 Euro.
Autore da molti sottovalutato e semi sconosciuto in Italia, Andrè Helena è una specie di “altro Simenon”, etichetta non facile da portare, e che forse ha contribuito alla sua prematura scomparsa.
Helena è infatti morto povero e divorato dall’alcol nel 1972, a 53 anni. I suoi noir sono parabole di disperazione metropolitana, dove esistenzialismo e letteratura di genere (ammesso che la definizione abbia ancora un senso) si fondono in un equilibrio che ricorda i polar francesi di quegli anni.
Leggendo le sue pagine infatti vengono in mente i film di J.P.Melville, e non si può escludere un’influenza diretta.
Praticamente inedito in Italia, oggi Helena viene riscoperto grazie a Fanucci, che decide di far tradurre “Un uomo qualunque” (Le demi-sel), con corredo di introduzione d’epoca firmata dal grande Leo Malet, e postfazione di Massimo Carlotto e Laurent Lombard.
In “Un uomo qualunque”, Balthazar, piccolo criminale di mezza tacca, si trasforma in una specie di angelo della morte per una serie di coincidenze sfortunate.
Quasi per caso si ritrova braccato dalla polizia e da una banda di mafiosi di origine italiana.
In una Parigi mostrificata di nebbia e puttane, di bar periferici con i vetri sferzati di pioggia, si compie il destino inevitabile del protagonista, destino di dissoluzione e autodistruzione, cui Helena guarda con evidente partecipazione emotiva.
Helena passava le notti in giro per quei bar, bevendo e cercando ispirazione per i suoi romanzi. Era uno scrittore torrenziale e istintivo.
La forza del libro è tutta nella sua grande modernità: sesso e violenza gratuita, raccontate senza facili moralismi, hanno un’intensità superiore a molta letteratura di oggi, distante una cinquantina d’anni dall’uscita del romanzo.
E poi, come si diceva, è forte la sensazione che Helena abbia giocato un ruolo in certe codificazioni visive del grande noir francese al cinema.
La debolezza è tutta nella scrittura: metafore banali e riflessioni a volte superficiali fanno da cornice alla storia, e lo sguardo sul milieu criminale parigino non ha la incredibile profondità simenoniana.
Nel complesso un buon romanzo, consigliato agli appassionati del genere che non si accontentano della pura struttura, ma cercano nei gialli anche un pò di umanità derelitta.
Nicola Ravera Rafele
25-02-2009
14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870