Via Giovanni Vitelleschi, 23
Tel: 06 68135297

CUCINA: 30/40
AMBIENTE: 18/20
SERVIZIO: 16/20
PREZZO: 17/20
Questa è una Roma che cambia come dovrebbe. In un non luogo, fra binari del tram e giardinetti brulli, un vecchio chiosco è stato ristrutturato ed è diventato il TreeBar, bar-ristorante-enoteca, a via Flaminia 226, che dalla mattina fino a mezzanotte offrirà da mangiare, musica dal vivo e altre esperienze sotto gli alberi del suo piacevolissimo giardino (dal primo giugno aperitivo con dj set).
Io ci sono stato per cena e sono stato benissimo. L’ambiente, come detto appena rifatto, è moderno ma caldo, con il legno a farla da padrone. Il servizio, seppur da rodare, è pronto e veloce, colmo di giovanile freschezza si potrebbe banalmente descrivere.
Il menù non è ancora ampissimo ma già sostenuto da un aggiunta giornaliera di proposte scritte su una lavagna all’interno.
Fra i primi definirei semplici ma squisiti i lombrichelli, strozzapreti, alla matriciana, più insipidi quelli asparagi e carciofi. Tutti e due a 9 euro.
I secondi e i contorni offrono più scelta anche se, pure qui, per adesso le preparazioni rasentano la semplice cottura, ma di prodotti di prima qualità. Roastbeef, straccetti, entrecote, uno splendido hamburger, vitello tonnato, carpaccio con spinaci e pecorino sono la base su cui farsi un’idea: la carne è buonissima, ben presentata, già con un paio di contorni a scelta, e soprattutto a prezzi molto onesti (dai 9 ai 13 euro).
Non mancano possibilità per chi predilige il pesce, il polpo con patate e piselli si scioglieva in bocca e il salmone marinato all’aneto non era triste come pessimisticamente mi aspettavo (9 euro ambedue); né per chi vuole evitare botte proteiche: la parmigiana estiva (senza frittura delle melanzane), l’insalata di spinaci, mele e noci o una classica caprese ne danno la possibilità.
Buona l’offerta di formaggi e di salumi, da assaggiare assolutamente lo speck “sauris”, e di dolci (tutti a 4 euro) come la torta al cioccolato con panna, molto particolare per via di quest’ultima che mi ha ricordato quasi una mousse. Crostate, torte sbrisolone (fatte in casa) e vari sorbetti completavano la carta.
Degna di nota la cantina sia per la qualità, la possibilità di bere al bicchiere tutti i vini presenti e, anche qui, l’assoluta equità del ricarico.
Per adesso un luogo ancora da scoprire e quindi da capire completamente, ma a mio avviso, una scommessa già mezza vinta in partenza.
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Zelda
11-05-2008