Via Giovanni Vitelleschi, 23
Tel: 06 68135297

CUCINA: 31/40
AMBIENTE: 18/20
SERVIZIO: 18/20
PREZZO: 19/20
Un posto che mette allegria.
E questo, come dice la pubblicità della Mastercard, non ha prezzo.
Dietro Viale del Vignola, a due passi dall’Auditorium, si cela il miglior bistrot di Roma. Il locale è piccolo, i muri sono coperti da bottiglie di vetro magicamente piene di liquidi colorati, i tavoli sono di legno e le sedie di paglia. Una grande lavagna nera annuincia i piatti del giorno. Alle pareti quadri e disegni che creano una bella atmosfera.
Adesso però è arrivato il momento di confessarvi l’inconfessabile. Volete sapere qual’è la vera forza del Tiepolo? Che non hanno la cucina.
Credo abbiano un fornetto elettrico o un micro-onde. E questo vuol dire pochi piatti ben fatti, niente intingoli, cucina leggera e creativa. E sana.
Sono cose semplici, pulite, mai stracotte (non avendo la cucina è difficile in effetti!)
Nel menù convergono elementi di cucina scandinava, vegetariana e qualche rivisitazione di piatti etnici.
Avocado Skagen ( una grande idea a base di yogurt e gamberetti dentro un avocado tagliato a metà ), salmone con erba cipollina, Brie caldo con pomodoro e ottime verdure al cartoccio tra gli antipasti.
Poi insalate molto ricche, che sono praticamente dei piatti unici, e tanti piatti del giorno, che tengono conto delle limitazioni tecniche date dall’assenza della cucina: tra questi zuppe di stagione, tortini di riso o di patate, un piatto di couscous con verdure, (l’ultimo che ho mangiato era condito con una spruzzata di olive nere e feta caldo sbriciolato: da urlo), un tortino di patate e carciofi ordinato dal mio commensale che ha scatenato la mia invidia.
Ma la vera specialità della casa sono le patate al cartoccio. Cotte al forno e guarnite in tanti modi diversi, da provare praticamente tutti (anche se ammetto una certa dipendenza da quella con il gorgonzola...).
I dolci, poco romani, sono fatti in casa. Torta di mele, al cioccolato e pere, di carote:ognuna con la sua crema o gelato d’accompagnamento.
Quando non fa troppo freddo si può stare fuori ‘accroccati’ su delle mini-sedie attorno a dei mini-tavolini lungo il marciapiede. Si sta stretti, ma grazie ai funghi elettrici con un pò di coraggio si può mangiare fuori anche d’inverno.
Carta dei vini ricca e a prezzi molto onesti, c’è anche il vino della casa che non è un granché ma è economico.
Complessivamente si possono spendere tra i 15 e i 25 euro per persona a seconda della fame, e, se volete abbassare ancora il prezzo, ricordate che la patata al cartoccio è la migliore amica degli squattrinati!
Insomma, il Tiepolo è un posto da consigliare senza alcun dubbio. Si mangia bene, l’atmosfera è piacevole, costa poco, e ha qualcosa che ricorda i migliori bistrot parigini.
Ora che ci penso credo che sia la lavagna nera appesa all’interno, che fa molto Parigi.
In questa città dove i ristoranti tendono a essere tutti uguali, anche una lavagna può fare la differenza...
Nota: Il Tiepolo è un ottima soluzione per il dopo teatro, perchè chiude alle 2. Ma prenotate, anche in seconda serata. E’ sempre pieno, e la vicinanza con l’Auditorium garantisce una ulteriore ondata di clienti tra le undici e mezzanotte.
Zelda
02-05-2008