Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti

Stiff Little Fingers live
24 ottobre 2008
Forte Prenestino
Roma
Voto: 8
Foto: Giovanni Cerro
I seguaci del punk a Roma, dopo gli U.K. Subs e gli Adicts, quest’anno hanno anche la fortuna di vedere dal vivo nella loro città gli irlandesi Stiff little fingers.
Lo spazio interno del Forte Prenestino è stretto e puzzolente, il prezzo popolare (solo 5 euro) richiama molti appassionati che hanno ancora nitido il ricordo della grande performance dei Buzzcokcs di 2 anni fa.
Il tasso alcolico medio è oltre il livello di guardia, tutto sembra far pensare a una grande serata punk.
Il manager ed il fonico della band sono visibilmente preoccupati perché il suono che esce dal piccolo impianto del Forte non sembra essere quello voluto, ma gli ascoltatori non sono dello stesso avviso.
Il pubblico si scalda fin dalle primissime note di “Wasted Life”.
Dopo qualche minuto il pogo inizia a farsi brutale e l’appesantito Jake Burns si preoccupa di far sapere che per divertirsi ai loro concerti non c’è bisogno di tanta violenza.
A dispetto della sua apparenza il frontman irlandese non ha perso un minimo di potenza sia nelle suoi riff incendiari suonati come ai tempi d’oro sia nella voce molto convincente per i totali 45 minuti di concerto.
Le fiamme che da quasi 30 anni accompagnano il loro percorso campeggiano sulle loro camicie, sugli amplificatori, su tutte le parti di batteria.
Nella storia del punk avere un simbolo vincente è sempre stata una parte importante di una band, e loro dal 1979 sono la band dei “materiali infiammabili”.
Il pubblico dimostra di essere preparato e canta convinto i pezzi dei primi lavori: “Nobody’s Hero”, “Roots, Radicals”, “Rockers and Raggae”, come i pezzi delle ultime uscite discografiche “Guitar and drum”.
Sulla poderosa “At the Edge” le prime file se le danno di santa ragione e sulla rallentata versione di “Barbed wire love” si abbracciano con tanto di sciarpe al cielo come quando allo stadio entra la squadra del cuore.
Subito dopo arriva “Strummerville” omaggio a Joe Strummer, composta dopo la prematura scomparsa del leader dei Clash.
Il finale della prima parte è affidata all’attesissima “Suspect device” dove l’intonatissima folla riesce a strappare gli applausi della band che esce appagata dal calorosissimo affetto dei “kids” romani.
Dopo un paio di minuti del classico coro “We want more! We want more!” ecco risalire i 4 musicisti che regalano 2 brani di bis: “Tin soldiers” e “Alternative Ulster”, quest’ultima è forse il punto più alto dell’intensità sonora generata ed il giusto epilogo di una serata all’insegna del buon vecchio punk.
Su tutte manca all’appello “Gotta gettaway” che qualcuno prova anche ad invocare invano.
Le 3 diverse generazioni che si sono date appuntamento sui sanpietrini del Forte Prenestino, quando sono ormai le 2 del mattino e la band si ritira definitivamente nei camerini, se ne vanno ampiamente soddisfatte per aver assistito ad un bel concerto.
L’ondata del ’77 sembra avere un suo ritorno glorioso nei live dell’ultimo anno.
A chi si aspetta concerti che sfruttino la vena nostalgica per riempire le casse di band che non hanno più molto da dire non resta che meravigliarsi di fronte a delle formazioni che non solo non hanno perso la loro originaria energia, bensì regalano spettacolo, divertimento e un senso di sana spensieratezza adolescenziale a tutto il pubblico.
Giovanni Cerro
Donatella Di Giovanni
27-10-2008
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