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Roma, 19 Luglio. Secondo il prefetto il concerto di Bruce Springsteen non s’ha da fare, causa compresenza dei mondiali di nuoto al Foro Italico.
Troppo vicini i due eventi, si rischierebbe, secondo la polizia, non si è ben capito quale misterioso “problema di ordine pubblico”.
Se non rischiasse di tramutarsi in realtà, la notizia farebbe ridere.
La stessa polizia che ogni domenica amministra 80.000 tifosi (e lo fa anche in concomitanza con, per esempio, gli internazionali di tennis che si svolgono nello stesso posto dei mondiali di nuoto...) non è in grado di gestire rockettari e nuotatori?
Quello che si legge nelle motivazioni ha un sottotesto che mette i brividi: chi va ai mondiali di nuoto, gente sana nel corpo e nello spirito, non può essere attorniata dalla polizia. Che invece va benissimo per la teppa che frequenta i concerti rock.
Non risulta dalle cronache che i fan di Springsteen, per altro ormai piuttosto cresciuti, abbiamo mai divelto e bruciato, devastato e saccheggiato, nè aggredito bagnati. Non risulta nemmeno che abbiano particolari conti in sospeso con Michael Phelps o con Federica Pellegrini.
E allora?
E allora il problema sembra essere più generale: frequentare concerti ha un connotato sinistro, così come bere (vedasi i vari decreti Alemanno), bere passeggiando (vedasi i medesimi decreti Alemanno), ballare (vedasi chiusure coatte di locali in ossequio ai soliti decreti Alemanno), e forse pure mangiare cornetti la notte (vedasi decreti poi rimangiati da Alemanno).
A Milano, pochi mesi fa, Springsteen è stato denunciato per schiamazzi da 46 residenti della zona San Siro, reo di avere sforato di 22 minuti la mezzanotte, turbando i sonni della “gente perbene”, che a quell’ora dorme.
Adesso si ritrova in guerra con gli adepti dei tuffi.
Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sul perchè l’Italia sta finendo fuori dalle mappe dei concerti internazionali, ecco la risposta. O almeno una delle risposte: ci sono anche le strutture, poche, complicate da ottenere (la burocrazia per avere gli stadi), e l’organizzazione spesso latente.
Più in generale, l’Italia è un paese per vecchi, che guarda con occhiuta diffidenza tutto ciò che turba il rispettabile ciclo del sonno. E sempre più usa “l’ordine pubblico” come oscuro strumento per vietare tutto ciò esula dal sua idea di “giusto”.
Per la cronaca, l’organizzatore ha reso noto che, ovviamente, il concerto non si può spostare. Sono già stati venduti 40.000 biglietti, e della concomitanza tra gli eventi già si sapeva da mesi.
Probabilmente alla fine non succederà nulla. E lo speriamo,non solo per chi vuole andare a sentire il Boss, ma pure per evitare a questo paese l’ennesima figura da Repubblica delle Banane.
Nicola Ravera Rafele
10-04-2009
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