Interviste Internet:Paolo Murgia di Splinder

Splinder è la prima community di blog in Italia. Abbiamo fatto due chiacchiere con Paolo Murgia che da anni fa parte del team.

Interviste Internet:Paolo Murgia di Splinder

Splinder, con oltre 300 mila blog aperti, è la prima community in Italia.
Paolo Murgia, che da anni fa parte del team, si occupa di comunicazione ed è responsabile dei contenuti e della community di Splinder; oltre a essere blogger per passione, è anche uno degli autori di Blog al 100% (2006) e ha curato la prima edizione di Vita da Blogger (2007).
Oggi è ospite su Crak! per la rubrica Nuove Tecnologie.

Ciao Paolo, benvenuto! Che cosa rappresenta il blog per te, oggi?
Sostanzialmente ciò che ha sempre rappresentato, e posso dirlo dopo più di cinque anni di frequentazioni, sia in qualità di utente che di addetto ai lavori. Per me il blog è un angolo su cui annotare tutti quei pensieri e quelle idee che altrimenti non avrebbero trovato un giusto spazio nella vita quotidiana, pressata da impegni di lavoro, persone e distrazioni. Una sorta di moleskine speciale, condivisa con un pubblico potenzialmente enorme che, poco a poco, diventa parte integrante del blog stesso, con i suoi stimoli e i suoi interventi.

La domanda è a brucia pelo... ritieni che il "blog" sia ancora un fenomeno in termini di cambiamento della comunicazione, delle abitudini dei navigatori e di diffusione, oppure qualcosa è cambiato nella blogosfera?
Credo che il concept fondamentale del blog sia rimasto invariato. Con gli anni si sono aggiunti tantissimi strumenti, soprattutto tecnologici, per rendere il blog ancora più potente (media, script di ogni tipo, soluzioni per aggregare sempre meglio i contenuti) e anche servizi che hanno spostato l'interesse verso aspetti più specifici (microblogging o mediagallery) ma quel che rende il blog tale, e che di fatto attira la gente, è la possibilità di esprimersi, farsi leggere e condividere informazioni e opinioni: questo c'è sempre! In fondo la stessa espressione "blog" è generica: significa web-log, registro/diario sul web e non indica una forma strutturale precisa.

In questi ultimi anni abbiamo assistito a blogger passare dal virtuale alla carta stampata e alla diffusione di siti che permettono l'autopubblicazione di manoscritti. Che tipo di bisogno si nasconde dietro la ricerca di una ufficialità?
Con il blog molte persone sperimentano per la prima volta la sensazione di avere un pubblico e di ricevere un feedback su ciò che riescono a comunicare. Questo è valido sia per gli aspiranti scrittori - e quindi il passaggio verso la carta stampata, anche se in proprio, è assolutamente naturale - che per i più amatoriali: in entrambi i casi passare a forme più "ufficiali" di diffusione può essere un tentativo di mettersi ulteriormente alla prova e cercare fasce di pubblico più ampie rispetto a quelle dei propri lettori online.

Che tipo di legame si nasconde dietro ai blogger e i media tradizionali?
Io credo... nessuno, o molto pochi. I media tradizionali tendono a offrire una sola cosa a tante persone contemporaneamente, che non possono parlarsi. Internet, e in questo caso i blog, rompe questa monolitica impostazione uno-molti (tipica dei giornali o della televisione) facendo sì che ognuno scelga il proprio palinsesto e che la sommatoria dei gusti delle persone, sottoforma di pagine viste o commenti o link, decreti quali siano i contenuti più popolari o autorevoli. E' la famosa rivoluzione dal basso: la blogosfera nella sua frammentata e molteplice identità si autoregola senza l'intervento di redazioni.

Cosa dobbiamo aspettarci ancora dal blog?
E chi lo sa? Scherzi a parte, come già risposto poco più su: il blog nella sua struttura concettuale è già definito e penso che non possa cambiare. Tutt'al più potrà passare di moda (speriamo di no!) o integrarsi a nuovi favolosi strumenti tecnologici per essere aggiornato super-velocemente o anche dai più incalliti tecnofobici.
Ma finchè ci sarà internet e qualcuno con voglia di raccontare qualcosa di sé o del mondo, pubblicamente, allora si potrà parlare ancora di blog.


Maura Cannaviello


16-06-2008

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