Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso

Luigi Recchi è un pittore. Espone in questo periodo alla Creativeroom Art Gallery . Solitario è il nome che riassume le diciotto opere esposte. Solitario è anche il nome della serie di quadri più numerosa che la mostra accoglie. E solitario è infine il più famoso gioco di carte al mondo.
Recchi trasforma un momento privato in indice dall'alto potenziale artistico, operazione questa non nuova, se pensiamo ad autori quali Cézanne (Giocatori di carte), o a quel cubismo ai suoi primi passi, con la ricerca analitica di giganti quali Picasso e Braque.
I tasselli cromatici che compongono la serie dei solitari diventano veri e propri mosaici, dove il colore si stende a seconda dell'emozione che la mano sta vivendo: in tutti si evidenzia un grafismo nervoso, frenetico, che cancella con il movimento rapido infinitesimali porzioni di tavola, senza per questo annullare la dimensione ludica prima, il momento riflessivo poi, che quelle stesse carte da gioco inducono.
Numero 14 è l'unico a mostrare un punto di vista diverso: non è un mosaico, o un'impalcatura di colori e segni, di simboli e riquadri, ma un lungo elenco compilativo di anonimi dorsi che riposano l'uno accanto all'altro. È il momento dell'attesa, della riflessione che prelude o conclude, una pagina sospesa per lasciare all'immaginazione il mistero delle piccole protagoniste in rosso.
Accanto, dipinti fatti di confusioni cromatiche, come Sogno, con i suoi elementi in rilievo, parvenze di geometrie che fanno da cornice e l'omonima scritta da cui prende il nome, quasi al centro, quasi fosse un arrivo improvviso, inaspettato, rovesciando l'idea di un graduale abbandono fra le braccia di Orfeo.
Come Penelope, un'architettura in rosso e verde dalla superficie irregolare, dal grafismo a tratti isterico, dove quattro numeri identici campeggiano in cima al costrutto di colori.
Come Portogallo, fatto di cielo e di case sospese, frutto più della memoria emotiva di Recchi che della sua capacità, certamente non in discussione, come paesaggista; o come Paese mio, trattato alla stessa stregua di Portogallo. I paesaggi di Recchi sono visti con gli occhi di un bambino. L'intera produzione esposta lascia pensare che ogni suo lavoro sia affrontato con la capacità di emozionarsi e di emozionare, semplicemente lasciando coinvolgersi nel gioco iniziato.
Matteo Olivieri
12-10-2008
Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso
Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.
Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187