Hamilton si avvia a vincere il mondiale F1

Grande classica all’inglese della domenica sportiva, finale di Winbledon e GP di Formula1.
Per molti la F1 è uno sport noioso, una sfida tra un paio di piloti che guadagnate quelle posizioni a inizio gara procedono monotonamente fino alla fine. Non provo neanche a convincerli parlando di rombo di motori, mito della velocità, eccetera, però di certo questo è uno di quegli anni in cui il campionato non è così. Dopo la vittoria di Kubica un paio di gran premi fa, una griglia di partenza insolita a Silverstone: Kovalainen primo e Webber secondo. (In seconda fila Raikkonen e Hamilton)
E se devo scegliere se finire di vedere la gara o passare a vedere l’ennesima maratona di finale di torneo tra Federer e Nadal, be’, con tutto il rispetto non ho dubbi. Splendido sport il tennis, non fosse che per le telecronache di Rino Tommasi e Gianni Clerici (propongo di fare dei migliori scambi dialettici un libro o un dvd), ma se uno si fosse stancato di questo confronto a due, non si trovano grandi alternative.
Alle 14 è partito forse per l’ultima volta il GP di Silverstone.
Se c’è una cosa poco gradevole della Formula I degli ultimi anni è semmai l’eccessivo protagonismo di personaggi, discutibili, che dovrebbe restare sullo sfondo e che hanno reso sempre più esplicito come le scelte siano determinate dal flusso del denaro (sì, d’accordo, si è sempre saputo che la F1 non è uno sport per signorine ma per miliardari ma prima non c’era il cartellino del prezzo su ogni cosa). Da una parte la primadonna Ecclestone che decide il destino dei circuiti vendendoli ai migliori offerenti (l’anno prossimo entrerà Abu Dabi, mentre Magny Court lo vorrebbe spostare in un posto vicino Eurodisney e Silverstone pare andrà in pensione a favore di un altro circuito non molto diverso); dall’altra il pornonazi Mosley che vorrebbe soldi dalle scuderie anche per l’aria respirano durante il GP e che ora vuole istituire anche un servizio meteo unico a pagamento per tutti i team.
Le informazioni dei servizio meteo sono state infatti l’elemento chiave di questa gara, quelle che appaiono sul teleschermo annunciano condizioni che puntualmente non si verificano, quanto ai team, per ora ognuno ha le sue in base al quale adottare tattiche diverse.
Si sapeva che un cielo come quello inglese avrebbe riservato cambiamenti a più riprese ma, se è sempre impressionante per chi guarda quanto i valori in campo siano sconvolti dalla scelta dei pneumatici adatti alle condizioni della pista, i team, soprattutto la Ferrari, non possono farsi sorprendere.
I dati meteo sono per così dire neutri, sono le scelte dei box quelle che fanno la differenza. E così quando ci si avvicina al primo pit stop, Hamilton e Raikkonen, primo e secondo, sono impegnati in un testa a testa in cui il finlandese gli mangia decimi come cipster.
Rientro ai box, Lewis mette gomme nuove, a Kimi, in base alle valutazioni sul tempo, fanno tenere le vecchie. E la storia cambia. Kimi sembra alla guida di una utilitaria, comincia lui a perdere secondi, nemmeno decimi, e a farsi passare, mentre un afflitto Luca Colaianni, ufficio stampa Ferrari, viene spinto a forza a parlare con la giornalista per dire che, sì insomma, si fanno sempre delle scommesse ma poi non riesce a trattenersi e sbotta, sempre compostamente, macché caso e caso, certe cose bisogna saperle. Almeno io lo interpreto così.
Ciao ciao Raikkonen, Hamilton si piazza in testa e mette da parte un vantaggio che diventerà impossibile demolire.
Da qui in poi, quando arriva la pioggia vera, si scatena lo show, fuoripista, testacoda e ritiri. Raikkonen si barcamena ma di nuovo dopo un po’ non ha le gomme giuste e anche lui fa un testacoda, Massa, che ha inaugurato la moda già a inizio gara, li colleziona. Alla fine si darà un premio al telespettatore che ne indovina il numero esatto come si faceva per i fagioli nel barattolo della Carrà. Succede che un certo personaggio di nome Ross Brawn, per alcuni ferraristi San Ross Brawn ma il processo di beatificazione procede lento, sia passato alla Honda (PERCHE’?! torna a casa Ross). Mette le gomme heavy rain a Barrichello e quello si trasforma in Superman.
Mentre alla scuderia Ferrari restano invece tutti lì imbambolati, filo di saliva dalla bocca aperta, a vedere che succede. Non fosse che Kimi ha la pelle dura non ci sarebbe neanche quell’onorevole quarto posto.
La vittoria va al pilota di casa, stavolta ci sta. Lewis alla fine potrebbe essere simpatico (forse), sicuramente lo è suo fratello quando lo va a salutare a fine corsa, Heidfeld (conferma la BMW) secondo e Barrichello, come un pensionato ringalluzzito dal viagra, terzo, in conferenza stampa dice di sentirsi giovane.
Tre piloti (Ham, Rai, Massa) a pari punti in testa al mondiale, si riparte da qui.
La Ferrari deve fare i conti con una assoluta mancanza di scelte coraggiose e tempestive. A Roma si direbbe: ragazzi, che vogliamo fa’?
Maddalena Libertini
07-07-2008
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