Recensione live: Sigur Ròs a Londra

La band islandese continua il suo tour internazionale toccando anche la prestigiosa piazza britannica. L'Islanda conquista anche l'Inghilterra

Recensione live: Sigur Ròs a Londra

Sigur Ròs live
il 20 novembre 2008
Alexandra Palace
Londra
Voto: 8-

 

 

 

 

 

 

I Sigur Ros, una delle band senza alcun dubbio più importanti ed influenti dell’ultimo decennio, conquistano anche Londra.

 

Nella data di questa sera i quattro elfi islandesi sciorinano un’ottima prestazione, regalando oltre un’ora e mezza di grande musica.
Già la location, l’Alexandra Palace, un teatro posto in una bellissima cornice, e la consueta ottima organizzazione degli inglesi, contribuiscono a rendere la serata speciale.
L’acustica del locale è  invidiabile e il mixaggio degli strumenti perfetto.
L’unica nota stonata è  un pubblico troppo chiacchierone, non sempre educato e partecipe (in realtà bastano pochi stolti a rovinare parte del concerto).

 

Il sound dei Sigur Ros, più meditativo e triste in studio, si trasforma nella dimensione live in un rock molto coinvolgente con improvvise esplosioni chitarristiche e con una voce che, a parte in qualche occasione, si è rivelata oggi sempre all’altezza.

Il gruppo ha qui un seguito di molti fan, di varie nazionalità, anche gente che ha superato non da poco la trentina, e questo si deve anche al fatto che hanno dato alle stampe quest’anno un disco più orecchiabile e accessibile, "Með suð í eyrum við spilum endalaust" intitolato in italiano “Con un ronzio nellle orecchie suoniamo all’infinito”.

Loro stessi nelle recenti interviste hanno affermato di attraversare una fase meno depressiva, anche se i loro lavori più apprezzati sono senza dubbio il secondo, "Ágætis byrjun", ed il terzo, "()", che non sono propriamente un inno alla gioia (nonostante questa tristezza insita nella loro musica annoverano fan famosi, che in fin dei conti hanno avuto molto dalla vita, come Brad Pitt, Tom Cruise e Madonna,).
L’album da cui hanno più pescato è però l’ultimo, dal quale sono tratte ben 6 canzoni.

 

Gli headliner della serata non si presentano affatto in pompa magna, nonostante lo status acquisito ed il sold out (anche il giorno successivo) e partono con due pezzi subito apprezzati e molto noti, "Svefn-G-Englar" e "Ný Batterí".

L’atmosfera si scalda veramente solo con "Við Spilum Endalaust" pezzo più pop e movimentato che viene suonato con grande energia.

Il cantante chitarrista Jonsi non parla quasi mai, ringrazia solo una volta in inglese ed il suo tentativo di far cantare il pubblico sulle note di una poco incisiva "Með Blóðnasir" non ha grande riscontro.

 

Le scenografie sono azzeccate e non banali e concentrano spesso l’attenzione sull’abituale archetto utilizzato dal cantante per suonare la propria chitarra elettrica.

Alla fine di qualche canzone vengono lanciati dei coriandoli che raggiungono però solo quelli delle prime file.

I momenti migliori sono senza dubbio la parte finale di "E-Bow" e il bis, con un devastante ed emozionantissimo outro di "Popplagið" che i fan italiani hanno già avuto modo di apprezzare quest’estate.

 

Un po’ di amaro in bocca resta per la mancanza di alcuni pezzi stupendi, ma sarebbe stato davvero difficile accontentare tutti.
I quattro elfi, che suonano in giro per l’Europa da ben 8 anni e non hanno più la timidezza degli esordi, dimostrano di conoscersi a memoria.
Jonsi tiene la voce per tutto il live e non porta più gli occhiali da sole né Kjartan si traveste più da donna, in compenso l’ottimo bassista Georg ed il batterista Orri, la cui tecnica percussiva costituisce uno dei punti di forza della band, indossano un copricapo che toglieranno solo per il bis.

 

Durante alcune canzoni la band è affiancata da un quinto componente e durante "Gobbeldigook", più bella dal vivo che su disco, sono altri ragazzi in divisa, che diventano primedonne per pochi minuti, a suonare dei tamburi.

 

Rispetto alle date del Belpaese va segnalato in favore del concerto londinese la presenza di un vero e proprio gruppo spalla di interesse, i For a Minor Reflection (voto: 7+), band di Reykjavik che ha saputo scaldare bene il pubblico con una voce calda e potente ed echi di post-rock.

 

Tornando ai Sigur Ros, che hanno suonato ben 15 canzoni giustificando anche il prezzo del biglietto (leggermente più caro che in Italia), si sono confermati uno dei pochi gruppi in grado di coniugare successo commerciale, ottima resa live, e dischi qualitativamente di livello molto alto.

 

Sigur Ròs

Sito Ufficiale
Myspace

 

For a minor refelction
Myspace

 

Paolo Agnoletto



26-11-2008

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