Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso

Auditorium - Parco della Musica
Viale Pietro de Cubertin 30
Tel: 06 802411
Fax: 06 80241 211
Infoline 06 80241281 (dalle 11 alle 18)
Lunedì - Sabato: 10:00 - 20:00
Domenica: 10:00 - 20:00
info@musicaperroma.it
www.scalamercalli.it
Scala Mercalli è il nome che definisce il terremoto dell'arte in corso da quasi vent'anni. Il nuovo traguardo del fare, dell'espressione che si appropria di spazi pubblici e li reinventa, li decora, li promuove, recuperando quelle finalità che fin dalla fine dell'ottocento sono state il motore di correnti e scuole di pensiero internazionali.
Scala Mercalli è un progetto che abbraccia numerosi spazi messi a disposizione dal Parco della Musica, a cominciare dal Garage, edificio riadattato a spazio espositivo, che mantiene nei segni a terra il suo precedente passato.
Ed è proprio nel Garage che inizia un percorso fatto di installazioni e motivi più o meno dichiaratamente apologetici, di personali denunce, sottili o esplicite, tutte con un sottofondo di rottura.
La mano diabolica di Kemh o le donne dalle fattezze angeliche di J Brock che ti guardano senza alcun timore, mentre alle loro spalle uno sfondo di simboli fanno trasformano quello spazio in un dolce caos. C'è la mano di Sten sul volto femminile, malinconico che emerge da manifesti di sapore rotelliano, mentre Senso scopre in un labirinto di globluli rossi persi in un labirinto cerebrale acido la ragione del suo fare.
C'è l'opera outsider di Flavio Carbonaro, definita dall'autore opera situazionista, "Secchio", in disparte e silenziosa, evidente nel suo discreto silenzio. Ci sono gli idoli del nuovo mondo trapiantati da Fupette, che si alternano alla parola, elemento decorativo che la street art ha fatto proprio, dal carattere eclettico nella sua simbologia.
L'installazione di Why Style è un manichino dal volto incappucciato, chiuso nella sua lettura di Snoopy. Il disordine attorno è la sua normalità.
Pax Paloscia propone tre individui circondati da frasi sparse. Una è emblematica e chiarificatrice: "La ketamine est un sedative particolarment reactive" e poco più in basso "Puor les animaux". Accanto, fotografie che ricordano la sua origine artistica lasciano pensare al sogno drogato che le figure potrebbero vivere.
Vicino lo schermo bucato di Kiv invade lo spazio di Pax Paloscia, occupa porzioni della sua narrazione e ne concede altrettanti in cambio, per creare un filo discorsivo continuo. La realtà televisiva raccontata da Kiv ha prevaricato i limiti consenti, infrangendo il sottile muro che le impedisce di restare fenomeno d'intrattenimento. I colori sono sul ciglio dell'irrealtà cui si è abituati. Brandelli di titoli alla maniera futurista si insinuano a incorniciare la dinamica composizione.
In mezzo alla sala un cartello dalle direzioni emotive di Pino Boresta aiuta nella visita di questo spazio artistico. Di fronte ancora una mano dal guanto acido si disfa in direzioni casuali nell'immaginario di Zen Two.
Felipe Cardena sceglie un preciso momento storico, recente. "Flower free Tibet" è la scritta che compare al di sotto di una composizione floreale variopinta. Il Dai Lai Lama e il corpo esanime di un uomo, avvolto nel suo sudario, sono i protagonisti di questa storia.
L'installazione trasparente di Joys e il Manifesto per la poesia di strada e l'assalto poetico di Ivan conducono la street art verso latitudini cerebrali, fatte di parole che svaniscono nel proprio farsi.
The Diamond Retorica dell'omonimo artista Diamond riporta alla memoria, con la sua carta da parati, le vecchie case: le cornici inquadrano temi difficili da masticare.
Lucamaleonte propone l'urlo in formato gigante, su uno sfondo monocromo impattante. L'opera di Tawa è un capolavoro di astrattismo recuperato dal recente passato storico mondiale: dinamica nel colore e nella forma, accentua il coinvolgimento visivo grazie alle proporzioni tipiche della Street Art, che riportano alla memoria l'espressionismo astratto degli anni '40.
Pendo fa emergere tre installazioni che invadono lo spazio museale, Iabo ne segue l'esempio occupando entrambe le dimensioni, bidimensionale e tridimensionale, con un manichino ancora intendo a raccontare, per mezzo di manifesti, un'Italia sottosopra, facile preda di anonimi elicotteri neri.
La passeggiata di Eno ha il carattere della stampa giapponese Ukyo-e nel tratto e nella scelta monocroma. Figure rosse aggrediscono la tranquilla e ignara coppia. Int55 propone il rovesciamento di un tema stratificato come la Pietà: è Gusù che tiene fra le braccia una Madonna priva di vita. Ma le due figure si collocano all'interno di un programma come Photoshop, impedendo di credere alla verità ieratica della composizione, in favore di una realtà più comune come il computer.
Airone realizza il suo personale caos metropolitano incorniciato. Sonda crea un vero e proprio spazio teatrale: i protagonisti, in versione caricatura, sono il papa e due dei maggiori esemplari del credo cristiano. Un uomo ricco inginocchiato ai suoi piedi paga in contanti la sua salvezza. Un uomo povero, ridotto a stenti dalla fame, paga con la sua pelle la stessa la salvezza.
Nais e Gatto Nero scelgono il tema della donna. Il secondo crea figure di particolare bellezza dal carattere molto vicino al fumetto, anche nel taglio. El Gato Chimney si muove nelle regioni surreali della narrazione.
Luca Barcellona attraversa sul binario della protesta, al limite dell'invettiva: la violenza è il sottofondo narrativo del suo fare. Mambo segue lo stesso percorso anche se in maniera più sottile: la sua squadra di caccia in formazione variopinta lascia pensare a un privato esercito dell'arte, pronto a colpire.
Anche Lex cerca la protesta per il suo fare, per bocca di un'infanzia stanca di tutto ciò che non quadra più. Atomo scopre in quattro tele una diversa evoluzione, che partendo dalla scimmia e passando per una zebra arriva allo squalo e al Suv. Sullo sfondo dominano i più comuni simboli del consumismo.
Per Bol è un fascio di cavi che attraversa l'intera parete verticalmente il corto circuito, mentre Tv Boy ha il suo personale protagonista in un giovane eroe che ridipinge la sua Roma. Pao quasi ricorda i maiali protagonisti della Fattoria degli animali con il loro articolo sulla libertà di non espressione in evidenza e Serpeniseno dipinge tre figure mostruose come espressione della sua fantasia.
Il terremoto, che nel Garage trova il suo spazio, si estende al Foyer con opere di grande formato improvvisate, e con un progetto fotografico di Marina Alessi sul ritratto degli artisti presenti alla mostra, che intervengono sul risultato finale per dar vita a un progetto incrociato che fuoriesca dai canoni classici dell'obbiettivo.
Matteo Olivieri
26-06-2008
Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso
Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.
Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187