Roma Jazz Festival 2008

Note a margine con la bilirubina alta su jazz (e non solo) in città, partendo dalla rassegna novembrina al Parco della Musica.

Sun Ra Arkestra
Sun Ra Arkestra

Presentato in Campidoglio il programma del longevo Roma Jazz Festival , giunto alla trentaduesima edizione, dal 5 novembre fino a fine mese al Parco della Musica.

 

Il direttore artistico Mario Ciampà si è detto grato al Comune di Roma e all’Auditorium, partner istituzionali da qualche anno, ricordando di aver “girato luoghi insoliti, come la Stazione Ostiense” per precedenti edizioni. Eppure, ricordo con chiarezza che l’”insolito” Air Terminal all’epoca funzionò. John McLaughlin che suona una chitarra (amplificata wireless) scendendo dalla scala mobile è un'immagine indelebile: parecchio cafona, magari, ma spassosa. Sono anche condivisibili le parole di Gianni Borgna: l’ex assessore alla Cultura, sedendo accanto all’assessore in carica Croppi, nel ruolo di Presidente della Fondazione Musica Per Roma ha descritto le strutture stabili (Auditorium) al fianco dei privati come un “fattore moltiplicatore” della produzione di jazz a Roma; è ovvio però, che oggi si stenta persino a concepire eventi di un certo rilievo senza una partecipazione pubblica di qualche tipo. Beninteso, col deficit dell’amministrazione cittadina queste iniziative sono preziose, a maggior ragione.

 

Il festival parte con la Count Basie Orchestra, perfetta macchina da swing con gli eredi del mitico Basie, e ha proprio nelle orchestre il tema portante. Ciampà ha ricordato come queste, pur con un calo di popolarità dopo l’era dello swing, abbiano attraversato in realtà, creativamente, tutta la storia del jazz. Da qui la scelta di ospitarne di ogni tipo: da formazioni storiche dell’improvvisazione, la tedesca Globe Unity (13 novembre) e l’Italian Instabile (20 novembre) all’Arkestra con alcuni dei musicisti che accompagnarono il compianto Sun Ra nelle sue cosmiche esplorazioni; dalla PMJO (sorta di orchestra jazz residente dell'Auditorium) che omaggia Duke Ellington (8 novembre) alla riduzione per coro e orchestra del Porgy and Bess di Gershwin prodotta dall'Accademia di Santa Cecilia (15, 17-18 novembre); dal quintetto di Furio di Castri con l'Orchestra del Conservatorio di Torino, alle prese con un intelligente Zapping tra Monk, Zappa e brani originali (15 novembre - il disco di riferimento è stato recensito su Crak) al mix di jazz e kletzmer di Roy Paci & Frank London con la Boban Markovic Orkestar (27 novembre).

 

Incontri a tema (su l'Epopea delle Big Band) anche alla Casa del Jazz ogni lunedì, e collaborazione con alcuni club cittadini (Fonclea, Gregory’s, Bebop, Cotton Club, The Place) che con uno sforzo produttivo lodevole hanno a loro volta inserito orchestre nella programmazione. Tornando all'Auditorium, ci sono anche una sezione Eventi (il quintetto di Chick Corea & John McLaughln, il 16; il nuovo sestetto di Herbie Hancock, il 26; Milton Nascimento che celebra Jobim e i 50 anni della bossa nova, il 12) e una denominata Anteprime, con cui veniamo a sapere si intende "nuovi progetti" e non debutti romani: la novità assoluta per il pubblico romano inserita in questa sezione è infatti solo la notevole pianista nipponica Chihiro Yamanaka (11 novembre); la cantautrice jazzata Terez Montcalm (7 novembre) si era già esibita in città, alla Casa del Jazz; per il solito Paolo Fresu, che all'Auditorium ha messo le tende, e la vecchia volpe Ralph Towner invece, di inedito a Roma c’è giusto il loro duo (19 novembre).

 

Il programma completo è consultabile su:

Auditorium Sito Ufficiale

Roma Jazz Festival Sito Ufficiale

 

Pubblicato (in forma diversa) anche su l'Unità.


Adriano Lanzi


04-11-2008

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