14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

‘Io sono morto quest’anno’. Così comincia il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, andato in scena il 13 Giugno al Villaggio Globale.
‘Io sono morto quest’anno’. La frase cardine attorno alla quale ruota una trama lieve di matti e elettroshock.
Entrare in uno spettacolo di Celestini è come partire per un viaggio, un percorso in equilibrio sul filo delle parole, trasportati da cortocircuiti narrativi e linguistici continui, trovate, immagini, divagazioni.
Il tentativo è quello, virtuoso, di parlare di cose serie attraverso la comicità. Un codice che in questo strano paese accomuna un numero sempre maggiore di artisti: attraverso la risata c’è chi arringa le folle, chi racconta tragedie, chi legge Dante.
‘La pecora nera’ parla di manicomi. Racconta, avvalendosi in pochi, intensi momenti di una voce fuori campo ‘originale’, l’accanimento e l’ottusità di chi ha trattato l’anormalità come una malattia.
A sostenere il racconto, un gioco ininterrotto di battute, richiami, tormentoni, giochi, salti di senso. Nella comicità di Celestini la parola si fa segno ritmico, il pensiero segue un rintocco musicale, istintivo, senza pause, modulato sul respiro.
E’ in questi momenti, questi momenti di travolgente libertà linguistica, che lo spettacolo vive i suoi passaggi migliori.
Qualche problema in più si sente nella seconda parte, quando la narrazione si fa più coerente, e mostra i limiti di un assunto un pò facile: la contrapposizione/sovrapposizione tra malattia mentale e società dei consumi non è nè nuova nè illuminante, i tempi del racconto si allungano e perdono smalto, qualche battuta cede un pò al prevedibile della comicità televisiva.
Ma sono piccole cose, che non intaccano l’intelligenza del testo, il talento di narratore di Celestini, e la forza complessiva del tema trattato.
Ce ne fossero, in ogni caso, di spettacoli così.
Da segnalare in apertura il bel mini-concerto di Giulia Anania (con Max Trani alla chitarra acustica), giovane cantautrice romana che tiene il palco con la naturalezza dei predestinati, e mette in fila tre canzoni di grande intensità vocale e interpretativa. Il talento c’è, e si sente subito. Se ne risentirà parlare.
Nicola Ravera Rafele
14-06-2008
14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870