30 luglio-Festambiente: Gli Occhi di Piero

Lo spettacolo dello sctrittore Massimiliano Coccia smuove le coscienze e commuove riportando in auge un fatto di cronaca insabbiato dai Poteri Forti

30 luglio-Festambiente: Gli Occhi di Piero

 

 

 

Gli Occhi di Piero
30 luglio
Festambiente
Vico del Gargano

 

 

Mercoledì 30 Luglio alla Festambiente andrà in scena lo spettacolo teatrale: "Gli occhi di Piero" tratto dal omonimo libro del giovane e già pluripremiato scrittore Massimiliano Coccia.
Lo spettacolo è un adattamento del testo teatrale composto dallo stesso con Fabrizio Giannini
che ne è anche l'unico intenso interprete.

"Gli occhi di Piero" è già andato in scena alla Festa Dell' Unità il 23 Luglio davanti ad un pubblico numeroso poco abituato al teatro e facilmente corruttibile da salsicce e chiacchiere. Spettacolo coinvolgente  e che commuove, smuovendo anche le coscienze.

 

Gli occhi di Piero è la storia di un ragazzo degli anni settanta. Un ragazzo che è morto e che è stato sepolto dal silenzio dei Media, un caso immediatamente insabbiato e dimenticato dalla politica, ma che a trent'anni di distanza emerge con tutte le sue attualità, soprattutto in questi giorni in cui la ferita di Genova è stata nuovamente aperta e che il desiderio di verità sembra quasi esser mutato in un patetica ostinazione.

 

Piero Bruno giovane studente dell'ITIS "G. Armellini" di Roma e militante di Lotta Continua.   , ne1 lontano-vicino 1973, venne ucciso dalle forze dell'ordine ad un corteo.
La vicenda viene narrata da Alfredo, portiere di un palazzo in Via Ludovico Muratori, la strada in cui avvenne l'uccisione. Ma Alfredo è anche la memoria di Gustavo, suo padre, portiere all'epoca dei fatti.

 

Un racconto visivo, dove lo spettatore viene gettato dentro ad un epoca (si scorge un momento storico livido, una Roma ancora ingenua ma anche torbida,  la cronaca nerissima di quegl' anni). Fabrizio Giannini con linguaggio fisico riesce a reggere da solo oltre un ora di spettacolo e a far "immaginare" grazie alle parole..che è il piccolo miracolo che la letteratura e il teatro riescono a compiere. ù

 

Lo spettacolo si avvale di contributi video dell'epoca, di una colonna sonora originale creata da Lorenzo Marsili e Luigi Pulcinelli (già arrangiatore dei "Tiromancino") e del contributo di molte canzoni degli anni ‘70.

 

Finito lo spettacolo guardando nelle facce della gente ci si accorge che anche  in quest' epoca di iper comunicazione c'è bisogno del teatro tra le gente, il brusio dei Media sembra inghiottire cronaca e passato. Raccontare di un ingiustizia si rivela necessario per parlare di tutte le ingiustizie.

 

L'INTERVISTA 

Dopo lo spettacolo incontro Massimiliano Coccia per fargli qualche domanda su gli "Gli occhi di Piero" ma anche per scoprire qualcosa in più di questo giovane autore che ha già le idee molto chiare e molti riconoscimenti alle spalle (Premio Internazionale di letteratura "Miramare", il Premio "Lungo er Tevere...Roma", il Premio "Calabria 2007" indetto dalla Regione Calabria, il Premio "Creativi- Città di Cosenza" indetto dal Comune di Cosenza, TarPremio " Festival Voce Romana" come miglior opera prima ed il Premio "Dipartimento Scienze Umanistiche - Università Sapienza di Roma").

 

 

 

Nei tuoi due libri "Gli occhi di Piero" e "Esterno Estivo" i perimetri di Roma sembrano essere il rifugio delle tue suggestioni poetiche ma generano spesso, anche una sottile melanconia e sono il punto di partenza per l'osservazione di un Italia - che nonostante la forza e l'indole positiva del tuo messaggio - spesso ti delude. Che rapporto hai con Roma? Più amore o più odio? Quale credi sia la situazione culturale della capitale?

Con Roma ho un rapporto bellissimo ed intenso, fatto di amore che è un sentimento così grande e potente che contiene in sè milioni di rivoli, quindi Roma per me è amore, malinconia, felicità. Roma è un tramonto che infuoca sia i palazzi delle case popolari che le vetrate delle chiese barocche o delle fontane; come tutte le cose complesse a volte illude e delude, ma sta nelle cose della vita, l'importante è capire la difficoltà di una città che stenta a volte a rimanere se stessa.

A Roma c'è una situazione culturale a mio avviso grave, nel corso di questi anni si è andato avanti non premiando la meritocrazia e l'impegno sul territorio ma le adesioni degli operatori culturali a quello o questo partito e credo che questo abbia creato una cultura di facciata che cambia però poco la realtà che va a toccare; a Roma ci sono troppi salotti di sinistra dove molti artisti appaiono e non dicono nulla. Il futuro con Alemanno non lo vedo roseo, visto che in campagna elettorale annunciava più palestre e meno teatri e che la parola "cultura" la ripete pochissime volte in questi primi mesi di governo.

 

 

La tua scrittura scorre veloce.

Con semplicità descrivi  scenografie immaginarie.

Con te ci si trova dinnanzi ad un film più che ad un libro o ad un testo teatrale, infatti nel leggerti mi viene da accostarti al cinema Neorealista: frugale e poetico. Qual'è la missione estetica della tua scrittura?

Ho sempre pensato che nella semplicità risiedono le cose importanti e credo che la scrittura non debba contenere figure tese a far vedere la bravura dello scrittore ma al centro ci debba essere la storia che si racconta e i tanti particolari che costruiscono le cose che si raccontano.

Lo scrittore è uno strumento, il fine è la storia, non occorre mai capovolgere questo assioma, e quindi la missione estetica del mio scrivere e del mio narrare è quella di dare centralità alle parole, alle metafore, al silenzio, la parola deve riprendere il primato sul nulla e la scrittura deve per me contenere più piani sensoriali e narrativi magari diversi e distanti tra di loro, occorre mescolare e fondere stili differenti.

 

 

Sei in tournee in Italia con lo spettacolo teatrale "Gli occhi di Piero" di cui sei autore del autore del testo assieme a Fabrizio Giannini. Come sei riuscito a gestire il passaggio da parole a gesto, da testo a teatro?

Al centro del mio lavoro c'è sempre la ricerca e l'osservazione di quello che mi sta intorno e rendere il passaggio tra parola e azione trovo che sia una sfida affascinante , una scelta che ha trovato un compimento intenso nello spettacolo perché avere accanto Fabrizio Giannini che oltre ad essere l'autore è anche l'interprete de "Gli occhi di Piero", mi ha aiutato a capire i tempi di scena, che sono diversi dai tempi della narrazione.

 

 

Lo spettacolo è stato proposto anche in luoghi assolutamente non convenzionali come Centri Sociali e feste dell'Unità riportando il teatro alla portata della gente, una vera e propria missione. Quali sono le difficoltà e le soddisfazioni di questa scelta?

Le difficoltà sono prevalentemente legate ad aspetti tecnici e dal fatto che la gente quando non si trova in un ambiente definito fa un casino tremendo! Le soddisfazioni sono molte, ad esempio la stessa gente che fa casino si ammutolisce e si commuove, oppure vedere il cielo con un pezzetto di luna appesa mentre lo spettacolo è in scena o ancora arrivare a persone che a teatro non ci andrebbero mai. Il nostro è uno spettacolo sulla memoria e la memoria deve viaggiare ovunque, la scena è semplice e possiamo andare ovunque.

 

Tre personaggi che hanno maggiormente influenzato la tua scrittura.

Un personaggio che ha influenzato molto la mia scrittura è stato mio nonno, che mi ha trasmesso quel "neo-realismo" di cui parlavi prima, quel nesso temporale tra le varie epoche di Roma e del quartiere dove abito, l'Alberone, è stato un barista, torrefattore che sapeva il Belli a memoria e citava Petrolini, la migliore scuola che potessi avere, la fusione tra la sapienza popolare e la poesia di questa città. Altri personaggi che mi hanno influenzato in maniera più accademica Pasolini, Nazim Hikmet e Montale, comunque mi sento influenzato da tante cose che non sempre arrivano dai libri.

 

Quali sono i prossimi appuntamenti con Gli occhi di Piero?

Siamo "Festival del Teatro Civile" organizzato da Legambiente a Vico del Gargano. Questo spettacolo è una bella avventura composta da molti pazzi che hanno sposato il progetto che si avvale della regia di Marco Simeoli, un grande regista che a teatro a portato opere bellissime e che come attore affianca Gigi Proietti in maniera stabile da tanto tempo.

 

Sito Ufficiale

 

Giulia Anania



28-07-2008

"Gli occhi di Piero" di Massimiliano Coccia

14 Dicembre: Marco Travaglio

14 Dicembre: Marco Travaglio

14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

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Einaudi
320 pp.
16,00 euro

Lorenzo Guadagnucci-Noi della Diaz

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Terre di Mezzo editore

Fuori Piove (G.Cardillo)

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