Obama sarà il prossimo presidente? Per la tv, si.

Oggi Barack Obama ha vinto la corsa democratica alle presidenziali USA, e il merito è soprattutto di una serie-TV...

David Palmer e Jack Bauer
David Palmer e Jack Bauer

Sei mesi fa sembrava impossibile. I giornali, in America come in Italia, parlavano di ‘impresa’, di ‘follia’, di ‘sogno irrealizzabile’.

Eppure oggi, 4 Giugno 2008 dopo un discorso nel Minnesota, Barack Obama è diventato il primo candidato nero alla Casa Bianca.

Sembrava impossibile. Dicevano. Lo dicevano tutti quelli che non avevano visto la serie tv ‘24’. Già, perché nel telefilm che vede come protagonista Kiefer Sutherland un presidente nero già c’era, e somigliava a Obama in un modo inquitente…

 

  ‘24’, ovvero Jack Bauer contro tutti.

 

Per chi non lo sapesse, ‘24’ è un telefilm che racconta in tempo reale una giornata del nucleo anti-terrorismo (CTU) di Los Angeles. Ovviamente, non una giornata qualsiasi. Ogni serie si compone di 24 puntate, il tempo necessario al CTU per sventare una minaccia che mette in pericolo l’America. In Italia siamo fermi alla sesta giornata (su Italia Uno), mentre dall’altra parte dell’Oceano si aspetta per Gennaio 2009 il ‘Day 7’.

All’inizio incautamente (e ideologicamente) bollato come telefilm ‘fascita e  filo-americano’, ‘24’ rivela invece con il tempo tutt’altra attitudine, arrivando lentamente fino a far credere l’esatto contrario. Forte di una straordinaria compattezza narrativa, la serie tiene un ritmo travolgente dal primo all’ultimo minuto, riuscendo anche a essere un fedele specchio delle paure delle fobie degli americani (la prima produzione, quasi profetica, è pre-Twin Towers, la prima messa in onda avviene meno di due mesi dopo la caduta delle torri…).

 

Nella prima serie i nostri eroi, guidati dall’infallibile Jack Bauer (uno al cui cospetto MacGyver  farebbe la figura di Paperino…) se la devono vedere con un attentato all’aspirante presidente degli Stati Uniti. Come ci annuncia una voce all’inizio della prima puntata: ‘L’azione si svolge il giorno delle primarie presidenziali della California’.

E chi è l’aspirante presidente? Un nero che ricorda molto John Kennedy nelle idee politiche e nel modo di parlare, il suo nome è David Palmer.

 

  Palmer e Obama, ovvero come ti cambio la Storia con un telefilm.

 

Ora, prima di tutto David Palmer è la somma di tutte le virtù. Buono, onesto, rassicurante, abile oratore, è pure alto come una pertica e ha un sorriso che gli affideresti il tuo destino in un secondo.

Ovviamente lo vogliono uccidere, perché in America quando uno è nero come Martin Luther King e democratico con John Kennedy ha una percentuale di finire preso a pistolettate piuttosto alta.

A questo punto entra in scena il nostro Jack Bauer (Kiefer Sutherland), gli salva la pelle, e Palmer diventa presidente degli Stati Uniti. Qui ci fermiamo e non sveliamo altro per non rovinare il gusto delle serie successive a chi non  le avesse viste (e ne vale la pena).

Quando Obama si candida come presidente (impossibile, assurdo, irrealizzabile…), in America la voce di diffonde di bocca in bocca, cioè di blog in blog: ehi ragazzi, si è candidato David Palmer.

Lentamente l’entusiasmo cresce: il ‘ticket’ Obama/Palmer funziona tanto che l’attore che ha impersonato il presidente nella serie, Dennis Haysbert, decide di rendere la cosa ufficiale: ‘Il mio ruolo ha mostrato ai telespettatori come sarebbe se il Paese fosse guidato da un nero. Se prima erano preoccupati, evidentemente ciò che hanno visto gli è piaciuto, e hanno aperto le menti e i cuori all’idea che un nero potrebbe essere l’uomo giusto…che un nero potrebbe essere il prossimo presidente degli Stati Uniti. Già la gente, quando promuovevo 24, mi chiedeva se mi sarei candidato’ ha detto Haysbert a ‘Tv Guide’.

Haysbert non si ferma qui, e diventa pure finanziatore della campagna elettorale di Obama, mentre il giovane sentore dell’ Illinois comincia a battere sistematicamente Hillary Clinton in tutti i confronti elettorali.

Adesso la candidatura alla Casa Bianca è arrivata, la marcia di Barack sembra inarrestabile, il suo sorriso aperto (che sembra ricalcato su quello del suo alter-ego televisivo con ore di esercizi allo specchio) ha conquistato l’America. Tanto che Palmer/Haysbert torna alla carica, questa volta parlando al Los Angeles Times: ‘Penso che siamo molto simili nel pensare come e cosa deve fare un presidente. Barack non si arrabbia, è molto moderato: io ho interpretato così il presidente Palmer, un uomo con il controllo delle emozioni e una grande intelligenza’.

Sondaggi corroborano le parole dell’attore: in molti in America dicono che non avrebbero neanche concepito di votare Obama se non avessero visto ‘24’.

Forza della televisione, quindi, o geniale preveggenza degli sceneggiatori nel precorrere i tempi di un cambiamento epocale?

Non si sa, fatto sta che oggi  (non ci nascondiamo, tanto avete capito da che parte stiamo…)  l’America festeggia il primo candidato eletto da un telefilm.

Sorvolando sulle implicazioni teoriche, filosofiche, sociologiche eccetera che questo evento può implicare, arriviamo al vero problema che tormenta tutti noi…

 

  Un mondo senza Jack, ovvero: chi salverà Barack Obama?

 

Il problema vero è questo, alla fin fine. Senza l’intervento di Jack Bauer, David Palmer sarebbe stato assassinato un quindicina di volte in modi sempre diversi e truculenti. Obama come pensa di salvarsi?

E' escluso che un qualunque agente nel mondo reale possa avere la stessa infallibilità di Jack, e anche la avesse gli mancherebbero sceneggiatori e produttori intenti a garantire un lieto fine. 

Qualcuno ha proposto a Kiefer Sutherland di intervenire, prendere la macchina (strafica) del Ctu e scatenarsi per le vie di Los Angeles per salvare Obama. Forse ci ha provato, ma l’hanno fermato per guida in stato d’ebbrezza e si è fatto 48 giorni di galera.

A questo punto, in un mondo dove perfino Jack Bauer va in galera per futili motivi, Obama dovrà correre i suoi rischi, sperando che questa volta, finalmente, l’America non perda l’occasione per diventare un paese un po’ migliore.

 

Ps: Anche il tastierista dei Jethro Tull si chiamava David Palmer. Poco tempo fa si è operato ed è diventato una donna. Adesso si fa chiamare Dee. Vorrà dire qualcosa? Sarà un segno? Probabilmente no.

 

 Per chi volesse saperne di più su ‘24’ o su Obama ecco alcuni link:

 

www.24-italia.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/24_(serie_televisiva)

http://www.jackbauerfacts.com/ (la versione Jack Bauer dei ‘Chuck Norris facts’)

 

OBAMA

http://www.barackobama.com/

http://italianbloggers4obama2008.blogspot.com/

 

 


Nicola Ravera Rafele


15-05-2008

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