Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti

"La varietà di tante bizzarrie, la vaghezza de' colori, la università de' casamenti, e la lontananza e varietà ne' paesi", e poi: "una invenzione copiosa di tutte le cose"
(Giorgio Vasari, Vite)
"Il manierismo è una corrente artistica italiana, soprattutto pittorica, del XVI secolo che si ispira alla maniera, cioè lo stile, dei grandi artisti" (wikipedia)
Un gran bel lavoro questo doppio cd-dvd live di Capossela. La qualita’ esecutiva e dell’invenzione ne fanno uno degli artisti piu’ interessanti dell’ attuale panorama musicale contemporaneo internazionale.
Si’, internazionale, perche’ la fama del “nostro” artista ha valicato con valore i confini del nostro malandato paese.
Il dvd, un live ben girato che rappresenta degnamente il tour relativo, e’ il punto di forza di quest’ultima uscita discografica, una soddisfazione per gli occhi la scelta dei costumi, dei visuals e dell’ azione sul palco del cantautore e della sua band .
Sorprendente e’ la capacita’ di essere cosi’ eclettici per stili, immagini, citazioni, ispirazioni, recupero di elementi culturali del passato, come dei vecchi amici di cui la societa’ di oggi tende a dimenticare le voci e i colori.
Una ben fatta testimonianza, quindi, di un bellissimo lavoro teatrale ( e musicale ) come pochi ne sono stati prodotti in Italia.
Non riesco a non notare, come al solito, le diverse influenze presenti del Gran Maestro dell’ Alchimia sonora:Tom Waits.
Nulla di male in questo, non a caso si parlava di “manierismo” nell'epigrafe iniziale.
E da buon manierista, la tecnica e la creativita’ del Capossela superano il maestro, mescolando gli elementi geografico-tradizionali italiani a timbri sonori chiarissimi del genio americano.
L’eclettismo vocale di “Frank Wild Years” ( Brucia Troia ), il soffio di uno pseudo kazoo con un quarto di banjo di “Lowside of the road” ( Non trattare ) , l’ ibrido tra “Tango ‘til they’re sore” e la sonorita’ ineluttabile di sassofoni e marimbe appese in una macelleria di “ Big Time “ ( Corvo Torvo, tra l’altro un animale sempre presente nell’immaginario waitsiano ), l’intro di “Crossroads” in una balera a Caracas ( Con una rosa ), il piano struggente che ripete un altro riff tipico, alla “Picture in a frame “ ( Ovunque proteggi ), e infine la partecipazione del buon Marc Ribot, sono riferimenti cosi’ evidenti che non possono non saltare all’ “orecchio”.
Tutto il resto, e non e’ poco, e’ buonissima farina del sacco di Capossela, di cui i testi, l’impianto ritmico ( e il legame tra i due ), le sonorita’ remote della penisola mi sembrano gli elementi di spicco nel calderone oscuro ed eclettico dell’Alchimista nostrano.
Una nota particolare la merita “Dove siamo rimasti a terra nutless” un piccolo capolavoro, una nostalgia che attanaglia senza pieta’ dall’inizio alla fine.
Insomma, questo "Nel niente sotto il sole" è un bellisimo prodotto, che fa ben sperare per il nuovo album in studio "Da Solo" . Augurando a Capossela di sganciarsi un po’ di piu’ dall’influsso sonoro del “padre” spirituale d’oltroceano.
Bubu Pastafari
Guarda il video de "Il Gigante e il mago", dal nuovo album "Da Solo"
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14-10-2008
VINICIO CAPOSSELA "Brucia Troia"
VINICIO CAPOSSELA "Dove siamo rimasti a terra Nutless"
Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti
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