Interviste Musica: Carlo Muratori

Crak incontra il cantautore e musicista siciliano. Gli chiediamo del rapporto con la sua arte e, in tutti i sensi, con la sua terra.

Interviste Musica: Carlo Muratori

Ci siamo già occupati dell'ottimo La Padrona del Giardino di Carlo Muratori. Abbiamo cercato il suo autore, non per tornare sulla sua ultima fatica discografica (secondo classificato alle Targhe Tenco 2008) ma per affrontare un discorso più ampio su arte, terra, lavoro, radici, impegno, tradizione e... bellezza.

 

 

Chi è "la padrona del giardino"? Vuoi dirci qualcosa sul quadro riprodotto nel tuo ultimo cd e sul suo autore?



Il titolo si è presentato casualmente (esiste il caso?). Scrivo a mano i miei testi e gli appunti collegati che non entreranno mai a far parte del disco. Sono solito comprare un quaderno quando inizio a lavorare su un concept….Mi evita i fogli sparsi, persi…Posso mantenere una cronologia e comparare le diverse release. Solo quando ho deciso che il lavoro poteva essere concluso, solo allora, ho chiuso il quaderno e osservato la copertina. Un bel dipinto di un macchiaiuolo fiorentino, Silvestro Lega, dal titolo La Padrona del Giardino. A quel punto bisognava assolutamente assecondare quella indicazione…Non sono un esperto d’arte; non so molto sui macchiaiuoli e su Lega. Mi piace la musica, e quel titolo è una sinfonia.

Quali erano i tuoi riferimenti musicali (dentro e fuori dalla tradizione) quando hai cominciato a suonare?


Ho cominciato evitando accuratamente la tradizione popolare. Purtroppo quello stile aveva (e per certi aspetti ancora ha) il difetto di essere presentato come un cliché assolutamente privo di verità e di emozione. Un giovane non può appassionarsi a quella musicaccia, ancorché suonata male dai gruppi folk. Viene percepito come kitsch. I veri documenti di cultura orale della nostra Isola, vere perle di bellezza e di verità (vale per tutta l’Italia) non sono assolutamente fruibili dal grande pubblico. I musei etno-antropologici e gli studiosi vivono all’interno della loro accademia, chiusi ed autoreferenziali… e puoi vivere una vita senza imbatterti in un antico canto di carrettiere o di una lavandaia. La scuola dell’obbligo spesso fa più male che altro: utilizza per i saggi di fine anno qualche rifacimento oleografico e fasullo, giusto per turisti scemi. Per entrare dentro la storia artistica e culturale del tuo popolo (di appena cinquanta anni fa) in maniera corretta e approfondita, lo devi volere con tutta la tua volontà. Io ho cominciato a suonare a sedici anni il rock e il pop degli anni settanta. Per caso (e siamo a due!!!!) ho sostituito un chitarrista di un gruppo folkloristico e da quel giorno sono entrato in un'altra dimensione. Formai un gruppo musicale nel 1977, in borghese, senza costumi, fazzoletti e lustrini…per l’epoca fu uno scandalo…e cominciai ad eseguire i canti di lotta e di protesta dei braccianti.



Ti manca qualcosa di quegli anni?



L’ingenuità mia…e la sensazione di trovarti dentro un contesto di impegno e di coscienza che da allora si è sempre più consumato. Il grande senso di stupore ad ogni mia composizione. Non leggevo la musica allora; era una grande inspiegabile magia. Lo studio e il conservatorio mi hanno aiutato tantissimo, ma forse ho perso un po’ di "selvaticheria".



Dai tuoi testi (a parte quelli più intimi) trapela, assieme a un amore vero e non retorico per la tua terra, anche l'esasperazione rispetto a certi mali legati a torto o a ragione alla "sicilianità", e rispetto al persistere di un atteggiamento di accettazione rassegnata piuttosto che di uno slancio verso un vero cambiamento (penso soprattutto a 'Mpare). Un artista può fare qualcosa, a parte "testimoniare"? (Non è poco, beninteso)



Noi dobbiamo preoccuparci di cantare bene…sempre meglio…di rappresentare in modo credibile la bellezza, nostra, del territorio che ci circonda, dei nostri sentimenti. Il resto avverrà da solo…la bellezza lavora in background….ovviamente e pericolosamente mi sono iscritto d’ufficio al partito della bellezza…supposto che il mio lavoro sia bello….perdonate la presunzione.



In una delle foto di "La padrona del giardino" sei ritratto in mezzo a un agrumeto... Che posto è? E' terra tua per caso?



Nel 2003 ho comprato un ettaro d’agrumeto, che, onde evitare errate congetture, mi hanno quasi regalato perché c’è la fuga dalla campagna. Ho tirato via ventiquattro alberi e mi sono fatto una casetta agricola dove vivo (e lavoro!!!) con la mia famiglia. La Padrona del Giardino in qualche modo ritornava nelle scelte della mia vita recente. Alterno la mia giornata fra lavori agricoli e musica. Lo studio di registrazione è sistemato fra motozappe e decespugliatori e spesso sulla moquette dello studio di ripresa ci sono tracce di terra nera e quadrifogli verdissimi.



Hai qualche indice riguardo la penetrazione della tua proposta al di fuori dei circuiti strettamente legati ai vari premi e festival di musica d'autore e a quelli per così dire "etnici"? (so bene che non fai "folk", è una parolaccia qualsiasi per capirci) Ho l'impressione che la tua musica abbia, potenzialmente, un bacino d'utenza più ampio... Sei soddisfatto in questo senso? Ci piacerebbe ascoltarti dal vivo anche nella capitale, per esempio.

 

Non credo di essere molto conosciuto al di fuori della Sicilia e dell’ambiente world. Molto dipende da me e dalla mia naturale ritrosia….e poi ho da potare e vendere le arance, da sistemare l’orto e dare da mangiare alle galline. Sul bacino d’utenza ho sentito molti dire la stessa cosa…però le radio ti passano alle due di notte… i concerti fuori dallo Stretto sono lo “stretto necessario”….ma so già che dopo quest’intervista svolterò certamente. Ne sono certo!!! Grazie mille.

 

(... Se Crakweb avesse questa forza, avremmo "svoltato" anche noi, Carlo. Grazie mille a te per la simpatia e la disponibilità...)

 

 

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CARLO MURATORI SITO UFFICIALE


Adriano Lanzi


23-10-2008

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