The Mojomatics - Don’t pretend That You Know Me

La band italiana propone un acceso e sincero rock'n'roll, di quelli che ormai sono pochissimi a proporlo con furia e inventiva nel nostro paese

The Mojomatics - Don’t pretend That You Know Me

"Do'nt pretend that you know me"
(Ghost/distr.Audioglobe)
Voto: 7.5
Anno: 2008

 

 

 

 

 

 

Chissà perché a certi gruppi più che ad altri si rimprovera la mancanza di elementi innovativi, come se di dischi realmente con tali qualità ne uscissero dieci all’anno e non uno ogni dieci anni.
Che il “nuovo” sia ingrediente essenziale della grande musica è uno degli equivoci più aristocratici e presuntuosi, nonché ricorrenti, negli scritti di tanta stampa specializzata.

 

Questo per dire che sì, i Mojomatics non hanno inventato nulla ma non si può iniziare a parlare di loro dicendo che "non hanno inventato nulla", come si sentenzia un po’ all’unanimità nei giudizi sparsi su carta e in rete sul duo veneziano.
Perché allora bisognerebbe fare lo stesso nel novantanove per cento dei casi, inclusi quelli più altisonanti.

 

Non ci sono molti gruppi che suonano come i Mojomatics in Italia.
Ce ne sono pochissimi e hanno una risonanza mediatica mediamente tendente allo zero.
Peccato tradizionalmente italiano, tant’è che per farsi le ossa gruppi come questi cercano e ogni tanto trovano un po’ di fortuna all’estero. E meno male.

 

“Don’t pretend that you know me” è il terzo disco dei Mojomatics ed è quanto di più genuinamente rock ‘n roll si possa ascoltare oggi in Italia, a partire dall’iniziale folgorante “Wait a While”, un condensato di boogie, pop-core e punk tutto declinato su fragorosi accordi in minore, degno dei migliori (ma proprio migliori) Bad Religion, mentre la successiva “Miss me when I’m Gone” è un bel blues rockabilly con perfetto ritornello pop, e suona come una canzone dei Beatles nelle mani di Jon Spencer (o viceversa, se fosse ancora possibile).

 

Il rock’n’roll, il blues e i Beatles sono gli ingredienti principali un po’ di tutto il disco, che si fa apprezzare anche per piacevoli escursioni, molto vintage, in un certo country-blues che non può non far pensare agli Stones (“Complicate My Life” sembra “Angie” eseguita al doppio della velocità e del rumore), mentre altrove l’orizzonte temporale si sposta in avanti fino a lambire territori cari a certi splendidi gruppi come Guided By Voices, Pavement e persino Pixies, che qui riecheggiano più per attitudine – a sporcare di bassa fedeltà le melodie più orecchiabili - che per similitudini strettamente musicali (“Down my Spine”, “Hole in My Heart”).

 

Certo certo, tutto già ascoltao, ma questo è usato di "gran classe".

 

E c’è da sperare che siano in tanti ad accorgersi di loro, iniziando da chi ha gridato al miracolo per i White Stripes o si strappa i capelli al cospetto di gruppi come Kills o Libertines, tanto per dirne due non proprio a caso.

 

Sito Ufficiale
Myspace

 

Marco Florio



17-10-2008

THE MOJOMATICS "Wait a while"

Caciara sudata al Circolo degli Artisti

Caciara sudata al Circolo degli Artisti

Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti

Le radio romane che Crak vi suggerisce

Le radio romane che Crak vi suggerisce

Crak vi indica quelle emittenti che meritano di essere ascoltate

MATERIE PRIME:Spirit Of Eden (Talk Talk)

MATERIE PRIME:Spirit Of Eden (Talk Talk)

L'assordante quiete del 4° lp di Hollis e Co. Songwriter in cerca di se stesso.

Recensione live: Glasvegas

Recensione live: Glasvegas

Glasvegas in concerto
12 Maggio 2009
Magazzini Generali - Milano
Voto: 6.5

Handsome Furs - Face Control

Handsome Furs - Face Control

"Face Control"
(Sub Pop)
Voto: 7
2009

Recensione live: Michel Portal Unit

Recensione live: Michel Portal Unit

Auditorium Parco Della Musica, Sala Petrassi - Roma
16 Aprile 2009
Voto: 7,5