14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870
Il Mercante di Venezia
Di W. Shakespeare; traduzione, adattamento e regia di Loredana Scaramella;
La stagione al Globe chiude con il Mercante di Venezia, per la regia, traduzione e adattamento di Loredana Scaramella, sul palco nei panni di Porzia.
Il testo condensa molti degli elementi cari alla poetica di Shakespeare: lo scontro culturale, il conflitto tra padri e figli e fra amicizia e l'amore. Il rapporto con la diversità, in quest'opera di Shakespeare si enuclea in due grandi tronconi: da un lato quello relativo alla vicenda degli Ebrei a Venezia, diversità nel'ostilità; dall'altro gli intrighi femminili. E' una donna, la figlia Gessica, a derubare il padre e fargli salire la rabbia incontenibile e la sete di vendetta da cui sarà schiacciato - per mano dell'occulto intervento di altre due donne - alla fine della vicenda. Nonostante l'apparato narrativo sia da commedia, il personaggio Shylock scandaglia profondamente l'animo umano, tratteggiando un personaggio che è solo - Ebreo nel senso più antico del termine (Ibril - "colui che vive al di là del fiume"). Un "diverso", marginalizzato prima dai suoi affetti più cari (la figlia fugge con un cristiano, derubando il padre) e poi da quelle stesse istituzioni cui si era rivolto, che divengono da ferme, super partes e rigidamente immutabili a mobili, "umane", vive e proteiformi. L'ebreo sarà depredato grazie a un cavillo, che sancirà la flessibilità di ogni sistema di fronte ad attacchi esterni. L'uscita di scena di Shylock, che perde tutto (denaro - e quindi la sua vita e il suo lavoro, la casa, gli affetti e la sua appartenenza - verrà costretto alla conversione) avviene in silenzio, a testa bassa: l'ebreo viene distrutto dalla sua cieca sete di vendetta, ma anche e soprattutto da un sistema ostile, che non smette mai di insultarlo, anche quando vi si rivolge per bisogno, e che lo depreda alla prima occasione. Il testo è stato scritto probabilmente tra il 1594 e il 1597, e rispecchia la società del tempo, in cui gli Ebrei vivevano e operavano nel tessuto sociale dell'Europa Cristiana, di cui rispecchiavano l'ineluttabile anima nera, quella del commercio, dell'interesse e dell'usura, vietata ai Cristiani ma necessaria per la crescita economica. Un modo di vivere sia dentro che fuori la società, una mentalità da Ghetto, che Shakespeare fotografa bene nel testo.
La messa in scena del Globe risente della relativa vicinanza con la rappresentazione della stessa pièce all'Eliseo; Eros Pagni nei panni di Shylock aveva ben altra profondità - nonostante la bravura di Carlo Ragone, uno dei migliori sul palco, insieme alla Scaramella; d'altronde il personaggio è difficile, e quei trent'anni in più (a occhio e croce) che Pagni dà a Ragone si sentono tutti. L'allestimento è molto classico, rispetto ai tre precedenti al Globe: panneggi, luce, contrappesi e bellissimi costumi (a cura di Marco Calandra) non hanno fatto rimpiangere i filmati e i complicati, efficaci e suggestivi espedienti scenici del Lear o del Sogno. Ne è risultata una messa in scena molto giovane, nel bene e nel male: a guadagnarne la brillantezza dei dialoghi, a perderne la profondità emotiva. La scelta di Orlando Cinque per il ruolo di Antonio è esemplificativa: E' stato bravo nell'affrontare un personaggio difficile da tratteggiare, sospeso in un liquido amniotico di benevolenza, amicizia e virtù, attinta da chissà dove e spiegata da chissà cosa; però la sua giovane età ha fatto perdere - ad opinione di chi scrive - il senso profondo della dialettica tra il Mercante Ebreo e quello Cristiano: all'Eliseo è emersa molto di più, anche grazie alla vicinanza anagrafica tra i due attori. Sul palco anche musicisti, che hanno suonato le musiche di Stefano Fresi - di sapore rinascimental-barocco - con Chitarra, Flauto e Violino. Bella l'esecuzione di Canario (dalla "Fantasia para un Gentilhombre" di Rodrigo) da parte del chitarrista, tra il primo e il secondo tempo. Un po' approssimativa invece l'intonazione degli strumenti monodici.
Un adattamento, insomma, soddisfacente, che fa passare le quasi due ore e mezza con rapidità.
Fino al 14 settembre al Globe Theatre di Villa Borghese (P.zza di Siena) alle 21. Lunedi Riposo
Anadi Mishra
03-09-2008
14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870