Recensione live: Meat Puppets

Serata di revival grunge con i precursori Meat Puppets che hanno attirato però solo uno sparuto numero di spettatori.

Recensione live: Meat Puppets

Meat Puppets live
17 luglio 2008
Rolling Stone
Milano
Voto:5.5

 

Foto: Giovanni Cerro

 

Il tour mondiale del 2008 dei campioni del rock alternativo "Meat Puppets" tocca l'europa con sole 2 date, quella milanese è l'unica a vederli in scena da soli (l'altra è un festival in Belgio dove l'affluenza sarà fortemente influenzata dal seguito delle altre band).
Le aspettative dei fan più accaniti sono disattese, quasi tutti gli spettatori con cui parliamo non credono ai loro occhi, all'inizio del concerto le presenze non raggiungono neanche le 100 unità.

 

I gemelli Kirkwood escono sul palco alle 21.40 e sembrano non badare al carattere confidenziale della serata, nelle 2 ore di set spenderanno ogni stilla di energia e i pochi fortunati che hanno potuto assistere allo spettacolo gli tributeranno 20 minuti di assedio, con richiesta di autografi e foto ricordo, dando la possibilità al chitarrista in particolare di dimostrare una straordinaria disponibilità verso i fans.

 

Gli addetti alla sicurezza che presidiano i cinque scalini di divisione tra il palco e il pubblico, ad inizio concerto si fanno da parte, scegliendo di seguire il concerto dai lati del palco.
Nonostante questo gli spettatori si comportano in maniera esemplare, sostengono i musicisti senza mai scadere nella maleducazione e sono disposti a perdonare le piccole inesattezze tecniche ampiamente sopperite dal divertente e divertito atteggiamento di Curt e Cris Kirkwood.

 

La lunga scaletta composta da più di 20 brani rappresenta interamente la venticinquennale carriera della band americana.
Ci sono un paio di sfuriate che ricordano l'hard-core degli esordi (ai tempi del LP "Meat Puppets I" del 1982) fino alle celeberrime ballate pubblicate su "Meat Puppets II", seminale disco del 1983, rese note al grande pubblico nel 1994 quando il suo quasi omonimo Cobain scelse di invitare Curt Kirkwood e suo fratello Cris sul palco dell'MTV Umplugged e di omaggiare la Band dell'Arizona con tre brani:  "Plateau", "Lake of Fire" e "Oh Me".

 

Quando invece la band continua a proporre i pezzi più country del loro repertorio anni ‘90 la sensazione alla lunga è di una leggera carenza di idee.

 

Alla batteria non c'è più Derrick Bostrom che è stato in formazione fino allo scioglimento datato 2000, al suo posto siede Ted Marcus che si è unito alla band al momento del ritorno sulle scene lo scorso anno, la sua 7 pezzi è una batteria montata in maniera scolastica e il suo apporto non aggiunge niente di creativo al semplice compito dell'accompagnamento acustico.

 

I venti euro del biglietto vengono giustificati dalla storia del gruppo, che un tempo è stato tra i primi innovatori della scena indipendente statunitense.
Chi è abituato alle sbilenche e stonate esecuzioni presenti nei dischi si trova di fronte due musicisti che suonano meglio di quanto ci si aspettasse, la chitarra di Curt è precisa quando serve, ovviamente non si arriva mai a parlare di virtuosismi ma le mani del signor Kirkwood e la Stratocaster verde acqua che imbraccia sembrano parlare la stessa lingua.
Le semplici linee di basso di Cris Kirkwood sono veloci e convincenti.
Le due voci talvolta riescono anche ad essere intonate.
Il brano più riuscito è stato "Lost" arrivato subito dopo "Plateau", quello con il maggior riscontro di pubblico è stato "Lake of Fire" che ha chiuso la prima parte del concerto. Su "The whistling song" la melodia fischiettata da Curt è totalmente diversa dall'originale e l'improvvisazione risulta davvero poco riuscita.

 

Quando tra i quattro pezzi del bis è la volta del coinvolgente country di "Back Water" Cris non ricorda più il giro di basso e il fratello divertito dice: "di solito se la ricorda, ma non stasera!", l'interazione col pubblico cresce nel finale, il centinaio di persone presenti alla fine apprezza la confidenzialità dell'evento, e i due fratelli Kirkwood non si prendono troppo sul serio.

 

Peccato per la poca affluenza, la data milanese dei Meat Puppets sarebbe stata un ottimo modo per rendersi conto di come spesso il coraggio delle idee valga ben più della confezione o della tecnica musicale.

 

Sito Ufficiale

 

Ascolta i brani su
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Giovanni Cerro



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