Matthew Herbert Big Band - There's me and there...

Il geniale artista elettronico inglese riporta in auge la sua big band swing jazz per un disco di Rivoluzione contro il potere, il consumismo e...

Matthew Herbert Big Band - There's me and there...

"There's me and there's you"
(!K7/distr.Audioglobe)
Voto: 8
2008

 

 

 

 

 

 

Se si vuole parlare di Genio eccone uno subito a portata di mano.

Lui è Matthew Herbert, artista inglese poliedrico e colto che negli anni ha dato prova di essere più che mai un lucido compositore elettronico che spazia dalle piste da club ad unioni con il jazz, affiancando il tutto con una sempre accesa carica di denuncia politica.

Oltre a lavori solisti a suo nome e con vari altri moniker (Doctor Rockit, Wishmountain, Radio Boy), ha nel tempo maturato preziose collaborazioni con Bjork, Quincy Jones, Yoko Ono, John Cale, ecc.

 

Definito il personaggio come uno di evidente rilievo, eccolo tornare con la sua Big Band dagli umori swing jazz con i quali aveva realizzato anni addietro lo splendido progetto “Goodbye Swingtime”.

“There’s me and there’s you” ne è il degno seguito, un lavoro digitale e di campionamento che si affianca ad una vera e propria orchestra di oltre 18 persone guidate alla voce dalla bravissima Eska, un’ugola potente ma nello stesso carezzevole tipica delle più grandi interpreti soul jazz.

Ed anche l’album vive di un duplice volto che fa parte però della stessa medaglia: il sound è vivace, dinamico, con strizzate d’occhio ai musical ’50 dal grande ritmo e fiati; al contrario i titoli, testi e i campionamenti inseriti all’interno delle musiche sono aspri e brutali, in una parola: arrabbiati.

 

Herbert, dichiaratamente schierato a sinistra, in questo album tratta temi come la guerra in Iraq che il suo paese ha voluto realizzare contro la volontà della maggior parte della sua gente.

A tale scopo ha gettato 70 preservativi sulle scale interne del Parlamento e ne ha campionato i rumori, così come ha ripreso i suoni che vengono dalle sue stanze con lo scopo di percepire cosa avviene all’interno delle stanze del potere.

E ancora ha campionato i beep dell’incubatrice dove vi era suo figlio nato prematuro. Ogni suono della macchina rappresenta 100 persone che muoiono costantemente in terra irachena.

Ci sono ancora poi strali contro la monarchia, lo sfrenato consumismo, la preoccupazioni per i veloci mutamenti climatici che i vari governi non si preoccupano di curare e risolvere.

 

La musica scorre con piacere, l’orecchio vigile inizia volta dopo volta a trovare nei meandri delle partiture gli esperimenti ed i suoni più disparati, rendendo così vivo un concept che non vuole essere solo di amara inquietudine ma che anzi si pone con una speranza alla base di un cambiamento, mutamenti che però possono avvenire solo se la gente si sveglierà dal torpore ed inzierà ad urlare numerosa e con forza “rivoluzionaria” contro un sistema laido e cieco.

 

Magari marciando al suono di queste vibranti e “solari” note.

 

Sito Ufficiale
Myspace


Gianluca Polverari


09-10-2008

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