Lily Allen-It's not me, it's you

Buona la seconda.Stupisce per la maturità pop la fringuellina inglese.

Lily Allen-It's not me, it's you

 "It's not me, it's you"

(Capitol)
Voto: 7
2009      

 

 

 

 

D’accordo non stiamo parlando di un genio musicale. Stiamo parlando solo di pop inglese da top chart. Però non si può ignorare come l’arrembante fuoriuscita di girls non eccessivamente gnocche come Kate Nash, Adele e la suddetta Lily Allen dimostrino come, anche cambiando l’ordine dei fattori (o delle bimbe) il prodotto non cambi: la scena inglese della produzione pop al femminile è viva e di un certo spessore.  Insomma sembra di essere usciti fuori dai prodotti just for teens , buoni per essere ascoltati tra una ciucciata di gomma e l’altra per essere poi sputati alla fine del chewing gum stesso. Di Lily Allen non avevo una grande considerazione. Il suo primo singolo Smile che si portava dietro un irritante clip dove lei da tipica stronzetta inglese metteva una serie di gocce di purgante nella birra del malcapitato amico (girlpower clichè) non era certo una pietra miliare del pop, né lei una da inscrivere nell’albo delle migliori voci del millennio già cominciato. Invece questa seconda prova It’s not me, it’s you si presenta con la maturità di un singolo accattivante come “The fear” dove la vocina cockney della piccola Lily accompagna degli ottimi arrangiamenti elettronici leggermente ballabili. Mi lascio convincere dal singolo sperando in un cambiamento di rotta che effettivamente è arrivato. L’album è il convincente impacchettamento di una British Renaissance che come dicevamo sopra ha scelto alcune princess per raccontare di un pop elettronico che da noi potrebbe avere i connotati popintelligenti e pop-porno de “il Genio”. Eredità 80’s al servizio di canzoni intelligenti e orecchiabili. L’album dell’inglesina (che nel frattempo è diventata abbastanza gnocca) prevede altre 2-3 perle Everyone’s at it,  Who’d have known e Chinese. Sempre al limite tra cantato e parlato It’s not me, It’s you riassume la salutare tendenza a riassestare la dialettica tra pop sputtanato e colto. Ammetto che non stacco il cd dall’auto da svariati giorni e questo, per quanto può contare, non è poco in tempi in cui prendo la macchina molto spesso. Speriamo che la ragazzina sia veramente cresciuta e che i santoni inglesi che stanno dietro a queste sonorità non decidano di bruciare le ragazze della scuderia troppo in fretta.

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Myspace

 


Tommaso Capolicchio


27-02-2009

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