Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso

L'esposizione attraversa i secoli che vanno dal periodo romano all'Ottocento mettendo in luce i momenti in cui la cultura Romana si è lasciata influenzare e quasi attrarre irresistibilmente anche nelle deviazioni più pagane dall'irresistibile fascino del mondo egizio.
E' qui che gli intenti della mostra sono più interessanti: Presentando statue e mosaici dedicati a divinità Egizie ancora non del tutto isolate nelle rappresentazioni ma spesso utilizzate come pura presenza mistica inserita in un contesto pagano romano. Inserimenti necessari di una cultura come quella Romana che si abbeverava alle fonti di una civiltà millenaria che seduceva da sempre le classi più agiate dell'Impero.
Andando avanti di parecchi secoli, risulta molto interessante la vicenda delle stanze di Alessandro VI Borgia realizzate da Pinturicchio per le quali il papa chiese all'artista la rappresentazione del Bue Api che testimonia quanto complessa fosse la trama che univa elementi decorativi a simboli esoterici. Se il custode stesso della Cristianità occidentale inseriva elementi sfacciatamente egizi in un luogo così sacro non stupisce più di tanto la presenza di numerosi obelischi nelle piazze più importanti di Roma.
Per parlare della mostra chiamiamo in causa Elisabetta Interdonato, curatrice della Sezione Archeologica.
Come nasce l'idea di questa mostra e perchè è stato scelto castel S. Angelo
come sede espositiva?
La mostra nasce da un'idea di Eugenio Lo Sardo (Filosofo dell'antichità, Ispettore centrale del Ministero dei Beni Culturali, Professore a contratto alla Sapienza) e dall'osservazione ovviamente delle numerose testimonianze della cultura egizia presenti a Roma.
La scelta di Castel S.Angelo è stata dettata da motivi di natura diversa, sia pratica che concettuale. Certamente Castello è uno dei monumenti più affascinanti di Roma e gli spazi a disposizione, seppur non amplissimi, sono particolarmente suggestivi: la Sala d'Apollo, decorata con grottesche che richiamano le pitture della Domus Aurea, è certamente il luogo ideale per esporre le sculture antiche, ad esempio. Inoltre, tra i monumenti di Roma e gli eventuali spazi disponibili, è tra i pochissimi che ha un legame anche con questo aspetto della cultura antica: è il Mausoleo di Adriano, uno degli imperatori (forse l'imperatore) che maggiormente fu affascinato dalla cultura Egizia e Tolemaica, tant'è che nella Villa Adriana ripropose scenari e contesti che richiamano proprio il mondo alessandrino (Canopo, Serapeo...).
A proposito di Cleopatra, è vero, che a parte pochissime testimonianze a
favore sembra che la sua straordinaria bellezza fosse una leggenda?
Ebbene sì...pare non fosse bellissima.Del suo aspetto fisico infatti gli storici antichi quasi non parlano (solo Cassio Dione la definisce perikallistate gynaikon) ed è interessante sapere da Plutarco che la sua bellezza "non era del tutto incomparabile, né tale da lasciare attonito chi la guardava", sappiamo però che Cleopatra godeva di un fascino irresistibile: donna coltissima, parlava molte lingue (unica tra i Tolomei a conoscere anche l'egizio), era dotata di grande intelligenza politica ed eleganza, oltre che di una "conversazione seducente" e di una voce armoniosa".
Insomma, è come quando chiedi a qualcuno: "Come è ‘st'amica?" e quello ti risponde "simpatica, intelligente..." mediamente vuol dire che è una racchia....
Tommaso Capolicchio
22-07-2008
Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso
Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.
Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187