Via Giovanni Vitelleschi, 23
Tel: 06 68135297

“Il locale più antico di Roma” è scritto all’ingresso, non so se sia vero ma sicuramente questa trattoria nel cuore di Roma è un punto fermo della ristorazione capitolina da decenni. L’ambiente, rustico, piuttosto anonimo, eccessivamente illuminato a mio avviso, è tipicamente di un’altra epoca come lo è il rumore di sottofondo che accompagna il pasto: un frastornante vociare dovuto in principal modo alla conformazione rettangolare delle due sale, di grandi dimensioni, senza separè e angoli un po’ più riparati o riservati.
Antico, o meglio rodato, è anche il servizio, ma proprio per questo efficientissimo, veloce, cordiale e pronto a venire incontro ad esigenze particolari dei clienti.
La cucina comunque la fa da padrone: ottima, leggera, saporita, difficilmente migliorabile nella sua classicità.
Siamo partiti con dei fritti misti: olive ascolane, filetti di baccalà e fiori di zucca, questi ultimi fra i più buoni che mi sia mai capitato di assaggiare.
Quindi i primi, scelti a base di pesce: gustosi spaghetti alle vongole e stupefacenti linguine agli occhi di canna (sono una specie di gamberetti minuscoli), perfette. Nel menù naturalmente compaiono anche tutti i piatti tradizionali della cucina romana.
Come secondi abbiamo optato, in barba ad ogni regola e logica culinaria, di passare alla carne: coda alla vaccinara e abbacchio allo scottadito, da brividi (di piacere) la prima, più che buono l’agnello. Carciofi alla romana da manuale e un formidabile sformato di gobbi, cioè cardi, i contorni.
Al momento dei dolci eravamo sazi all’inverosimile ma il mio debole per la torta di mele, qui chiamato il “teglione alle mele” mi ha fatto cedere, aiutato dalla prontezza del cameriere che di sua sponte me l’ha subito offerta – Calda e cor gelato affianco, dottò ?- Non ho saputo dir di no e non me ne sono pentito: divina !!
La carta dei vini mi ha, personalmente, un po’ deluso, la scelta non è ampia e piuttosto scontata, strano che un locale così vecchio non abbia sviluppato una cantina più ricca nel corso dei (tanti) anni di vita lavorativa . Noi ce la siamo cavata bevendo un Rosso di Montalcino Casanova Neri, spendendo 28 euro (16 in negozio).
La Campana è e rimarrà, credo proprio, un ottimo indirizzo dove “riempisse la panza” con gusto e in salute.
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Zelda
20-04-2008