Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti

Enzo Jannacci: The best DVD - concerto vita miracoli
(DVD + CD audio Alabianca Group/Warner Italia)
2008
Voto: 7,5
Musicisti: Enzo Jannacci (voce, pianoforte, chitarra); Paolo Jannacci (pianoforte, fisarmonica, tastiere, cori); Sergio Farina (chitarre); Michele Monestiroli (sassofoni, armonica, cori); Daniele Moretto (tromba, flicorno, cori); Marco Ricci (basso); Stefano Bagnoli (batteria).
Dai recenti concerti teatrali di Enzo Jannacci, classe 1935, con tutta la ritrosia alle celebrazioni ufficiali, l'imbarazzo umile che si riscatta in guizzo ironico e surreale del principe della schizo music, emerge anche la sua consapevolezza di essere ormai un'istituzione (nel senso buono) della canzone d'autore italiana. Uno degli ultimi esponenti viventi di una generazione di cantautori fulminata dal genio, visitata, a volte, dalla vera poesia. L'interessato smentisce, e con la solita umiltà, nel suo caso preferisce parlare di poetastrica ("e meno male che non siamo tutti Beckett o Caproni, la vita sarebbe un inferno"), ma il concerto documentato quasi per intero nel nuovo The Best (che esce in confezione dvd + cd audio) non fa eccezione.
Nota a margine: dagli scaffali dei negozi di dischi continuano scandalosamente a mancare ristampe in cd di qualunque album di Enzo antecedente al '93, e chi non ha l'età deve accontentarsi delle solite raccolte, che sistematicamente omettono autentiche perle dal suo vasto repertorio. Ma le case discografiche aspettano che crepi per remasterizzare i suoi vecchi LP? Accolgo comunque di buon grado quest'ennesima antologia: se non altro è un live, e dal punto di vista musicale ci presenta Jannacci alla testa di uno dei suoi gruppi migliori, con la direzione artistica del figlio Paolo, che dal dutùr ha chiaramente ereditato le doti di pianista e arrangiatore.
Un combo di ottimi jazzisti relativamente giovani, eccetto il chitarrista Sergio Farina, veterano della scena milanese che ha accompagnato il medico-cantante in un'infinità di dischi e tour a partire dagli anni '70, asseconda Jannacci in una scorribanda caotica e ragionata lungo quasi cinquant'anni di carriera. Panoramica imprevedibile e per forza di cose parziale, ché in un solo concerto non si possono accontentare tutti. Al momento dei bis, quando sul palcoscenico del Teatro Smeraldo di Milano cominciano letteralmente a piovere richieste disordinate, il nostro si toglie dai guai dicendo "Eh, ne ho fatte seicento...!"
C'è spazio per tre pagine dagli anni '80: Io e Te, poi l'intensa Parlare con i limoni (con dedica a Luigi Tenco, esplicita, e Paolo Conte, implicita) e Se me lo dicevi prima, con le offerte di lavoro al tossicomane di turno che chiede aiuto aggiornate al peace keeping ("Sarebbe... andare in guerra, t'interessa? No eh? Sei drogato ma sei mica scemo...").
Archeologia dagli anni '60 (Ma mi, a voce nuda, cioè senza microfono), e classici della poetica surreale di Jannacci, in cui tragedia e commedia spesso coincidono, e il riso si confonde e sovrappone così facilmente al pianto: Andava a Rogoredo, El Purtava I Scarp del Tenis, El Me Indiriss, Faceva Il Palo.
Autentiche idiozie reiterate con gioia per il puro gusto di suonare e far suonare il gruppo, come Il Ladro di Ombrelli ("Festa per chi ha tanti capelli / festa per chi ruba gli ombrelli / E va... E va... E va... E va..."), e subito dopo la scoperta drammaticità di Sei Minuti All'Alba, con la profonda dignità del protagonista, condannato alla fucilazione dai soldati di Salò. Deliri esilaranti su Carmen Russo con una tetta più lunga dell'altra e frecciate amare sulla miseria politica e civile dell'Italia di oggi. Chi conosce un minimo Jannacci sa che è la coincidenza degli opposti fatta persona, e un suo concerto è un'altalena emotiva. Oggi tiene il palco con un magnetismo tenero e folle, e recita - senza recitare - con ogni sua ruga.
Menzione speciale per l'interpretazione di Via del Campo di Fabrizio De Andrè, omaggio tra jazz e musica da camera che chiude un cerchio iniziato negli anni '60. Fabrizio infatti "rubò" la musica di Via del Campo alla canzone di Enzo La Mia Morosa Va Alla Fonte, che a sua volta era un'elaborazione (a firma Fo-Jannacci) di una ballata di anonimo lombardo del '500, presentata dal vivo nello spettacolo "22 Canzoni" e poi inclusa nel fondamentale album Vengo anch'io... no tu no. (Che non troverete da nessuna parte, se non in vinile, a prezzi alti oltre i limiti del ridicolo, presso i collezionisti ... vedi sopra). Faber e Enzo ci misero 20 anni a chiarirsi, fortunatamente in amicizia. La rimusicazione di Jannacci del testo di De Andrè, incisa per la prima volta nel CD Come Gli Aeroplani (2001) è allo stesso tempo una riappropriazione e un atto d'amore.
Adriano Lanzi
29-12-2008
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