Intervista a Martina Topley Bird

La bella artista di colore, di recente dal vivo in Italia, racconta a Crak l'idea che caratterizza il suo terzo album "The Blue God"

Intervista a Martina Topley Bird

Il successo del giovane Tricky nella seconda metà degli anni '90 deve qualcosa anche a colei che era la voce femminile di quei primi lavori dell'artista di Bristol.
Martina Topley Bird  all'epoca poi non era solo collega di lavoro ma anche sua compagna di vita, un'intensa relazione con addirittura prole.
Poi però le loro strade artistiche e non si sono divise e la bella Martina ha intrapreso una carriera solista in cui non è mai rimasta sola, anzi al suo fianco ha sempre avuto collaborazioni illustri: Josh Homme, Mark Lanegan, Gorillaz, Primus, Jon Spencer Blues Explosion.
"The Blue God" (Independiente/distr.Self) è il suo più recente terzo disco (vedi recensione ), un bel lavoro in cui canzoni brillanti si avvalgono dei preziosi suoni curati dal produttore Danger Mouse (attivo con i Gnars Barkley), un lavoro che in tempi recenti è stato presentato dal vivo anche nella nostra penisola.
Come perdere l'occasione di incontrarla?

 

Questo tuo nuovo album è molto bello e sta giustamente avendo successo in Inghilterra. Quali sono secondo te le differenze con i tuoi precedenti cd?
Mentre gli altri lavori avevano molti ospiti a darmi una mano, ora invece il tutto è stato realizzato con il solo Danger Mouse a Los Angeles in tre mesi. Il suono degli altri miei cd, soprattutto "Quixotic", era molto più eterogeneo e con molti stili al loro interno condensati insieme. Questo è molto più omogeneo e sono del tutto felice del risultato ottenuto. C'è solo un musicista ed un solo produttore per tutto quanto riguarda struttura, arrangiamenti e definizione delle canzoni.

 

Tu hai scritto dapprima i brani e poi Danger Mouse ha espresso le sue opinioni oppure tutto è rimasto come l'avevi concepito con solo qualche minima variazione?
Questo è un disco che è nato e cresciuto in duo curando insieme le registrazioni e produzioni senza che nessuno prevaricasse l'altro.

 

Hai affermato che la musica per te significa molto perché offre la possibilità di esprimere al meglio le proprie emozioni più profonde. Quali sentimenti hai voluto rappresentare con questo cd?
Ho voluto trasmettere grande energia tralasciando atmosfere introspettive e lente. E' un lavoro incentrato sul rapporto con mio padre analizzando ciò che è stato bello e quello che mi ha intristito e poi come questa relazione, a livello di affetto, ha successivamente influito nella conoscenza di altre persone.
Lo spirito energico è ispirato da alcune bands degli anni '60 come le Shangri La's e le Supremes proprio perché lo scopo principale del cd è di arrivare immediato.
Non posso negare che in alcune parti ci siano frammenti leggermente più cupi, ma in generale vi è un approccio spiritoso, vivace, divertente e soprattutto basato sull'istinto e che evita di rivelarsi troppo complicato o cervellotico.

 

Per chi ancora non ti ha visto dal vivo come descriveresti un tuo concerto?
Sostanzialmente sul palco siamo io ed un altro giovane musicista tuttofare. Non abbiamo samples o campionamenti ma è tutto suonato ed il nostro scopo principale è quello di divertire il pubblico facendogli riconoscere nella maniera più semplice i brani dei miei tre album.

 

Ti piace suonare dal vivo o ti imbarazza?
Non nego che talvolta il tutto mi imbarazza un pò ma ugualmente è una prova costante che ho con me stessa e poi mi piace osservare le reazioni della platea, conoscere nuove persone e comprendere anche quali sensazioni regalo.

 

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Gianluca Polverari


17-11-2008

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