14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

Il ritorno di Enrico Brizzi (conosciuto per il celeberrimo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, un riferimento obbligato della letteratura giovanile primi ’90) dopo qualche altro episodio letterario, sembra avvenire in sordina e lo ammetto, da buon calciofilo, la cosa che mi ha attirato di più nel vedere il volume in libreria è stata la copertina dove 8 calciatori disegnati con grafica anni sessanta indossano maglie del tutto sconosciute. Avvicinandomi meglio, il mistero non viene risolto perché sotto al nome di giocatori sconosciuti vi sono nomi di squadre altrettanto ignote: “Birra Venturi Asmara” “San Giorgio Addis Abeba” “Fiamme nere Gibuti”. Con questi presupposti si direbbe in gergo un libro scacciafiga e tutt’ora il dubbio rimane perché nonostante il volume campeggi ormai da qualche mese tra comodino e scrivania la mia ragazza non ha mai mostrato il minimo interesse alla lettura. Vediamo allora di intrappolare quantomeno i lettori maschietti. Il plot è affascinante: Italia, 1960, alla vigilia delle olimpiadi il fascismo non è caduto, abbiamo vinto la guerra perché non ci siamo alleati coi nazisti e il campionato di calcio italiano ha una lontana appendice nelle colonie africane: La serie Africa. Una specie di serie C, un inferno di sabbia e scontri tra hooligans locali dove viene mandato il giornalista sportivo protagonista della storia. Un mondo tutto da inventare dove Brizzi si diverte a immaginare teddy boys fascisti contro sostenitori africani, squadre arianissime e altre dove furoreggia il meltin pot. In più tanti altri simpatici elementi di fantapolitica che diverte pizzicare qua e la: la lotta per il potere tra Pavolini e Balbo in corrispondenza con l’ormai prevedibile morte del Duce; la presenza di attori, personaggi famosi e calciatori reali nell’italia del 1960 insieme a quelli fittizi dell’africa coloniale. Insomma, un “Come…se” piuttosto in voga nella letteratura anglo-americana fantapolitica ma non troppo abusato da queste parti. Con queste premesse è evidente che gli appassionati di storia e di calcio troverebbero tante chicche in un romanzo scritto bene ma senza guizzi stilistici che però appassiona e si fa leggere con divertimento. Non sono tanto i colpi di scena a reggere il ritmo narrativo quanto la scoperta a tappe, che avviene attraverso gli occhi del protagonista, ignaro quanto il lettore, di un’africa sconosciuta, ipotetica, futuribile dove sediziosi rivoluzionari preparano congiure e avveduti presidenti rafforzano la propria squadra in vista del torneo “Sette repubbliche” (dal nome delle Repubbliche affiliate al nostro stato nazionale) che le vedrà cimentarsi con le imbattibili squadre italiane. Le donne infine, a conferma di un libro per masculi, sono bellissime e disponibili ma non hanno ruoli particolari all’interno del romanzo. A corollario di tutto questo preme aggiungere che Nizza e la Corsica nel romanzo sono Italiane.
Tommaso Capolicchio
13-09-2008
14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870