Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti

“Seven lucky plays, or how to fix songs for a broken heart”
(Language of Stone)
Voto: 7,5
2008
Si passa tanto tempo a sentire musica che non lascia traccia, che scorre via e si dimentica dopo pochi ascolti. Poi, raramente, si inciampa su una pepita d’oro. E si resta un pò storditi, quasi increduli. E’ quello che succede sentendo Ilya E.Monosov.
La sensazione di aver trovato qualcuno di etimologicamente extra-ordinario, la si sente chiaramente già da quel primo quasi ronzio scricchiolante e cupo che introduce ‘I open my arms’, prima traccia di “Seven lucky plays, or how to fix songs for a broken heart”.
Poi entra la voce di Ilya E.Monosov, che ci porta in un universo talmente nero da far somigliare Leonard Cohen ai Mamas and Papas.
Ilya, russo d’America, resta ben aggrappato alle sonorità della sua terra d’origine, lavorando il suono con un gusto coheniano e con una profondità che gli deriva dal suo essere nato come musicista d’avanguardia, e anche dove il disco si fa minimale e scarno la ricchezza del suono va di pari passo con una produzione attenta e intelligente.
Chitarra e archi fanno da ossatura, perfettamente dosati in strutture circolari vagamente ossessive ma di grande fascino.
‘Tricycle’ è bellissima, e ricorda soprattutto nell’apertura il Capossela di ‘S.S. dei naufragati’, in ‘My Dear’ la voce si quasi un sussurro mentre la chitarra ci accompagna in una specie di immersione negli abissi.
Una certa ‘russità’ torna evidente nell’introduzione di ‘Winter Lullaby’, e nella dolente e bellissima ‘Ms. Desolate’, ancora una volta dominata da visioni cupe di archi.
In ‘Happy Song’, forse la traccia più bella in assoluto, la voce diventa un sospiro assassino prossimo ad alcune ballate di Nick Cave, e Monosov trova un equilibrio tra l’angoscia e una levità quasi liberatoria.
Il disco si chiude con ‘I’ll live my life without pain’, quasi a accettare di un destino, segnare una strada verso la liberazione dai demoni che attraversano tutto questo splendido disco.
Difficilissimo da trovare in Italia, “Seven lucky plays, or how to fix songs for a broken heart” si può acquistare su I-Tunes.
Nicola Ravera Rafele
08-10-2008
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