Il Treno -
Georges Simenon

Nel 1940 Simenon fu responsabile di un campo per profughi di guerra a LaRochelle. Ne 'Il treno' racconta quella esperienza.

Il Treno -
Georges Simenon

Il Treno

Georges Simenon

Adelphi 2008 (scritto nel 1961)

PP.146

Euro 16 

 

Simenon lavorò in un campo profughi a LaRochelle, durante la seconda guerra mondiale. Poi per anni cercò un modo per approcciarsi al racconto di guerra. Il risultato della sua ricerca è questo romanzo breve, ‘Il treno’, che ha visto la luce solamente nel 1961 e oggi Adelphi ripubblica in edizione italiana.

Un uomo normale, affetto dalla mediocrità di tanti altri antieroi simenoniani, deve abbandonare (con moglie incinta e primogenita di tre anni) la sua città natale, Fumay, perché arrivano le truppe di Hitler.

Sul treno carico di profughi si ritrova diviso dal resto della famiglia, e conosce una ragazza misteriosa. Durante il lento viaggio del treno verso il mare, tra l’uomo e la ragazza espode una passione intensa e dolorosa, assurda, più forte di tutto quello che succede loro attorno.

E’ proprio qui il cuore del romanzo di Simenon, che non è intressato al vero e proprio racconto di guerra, quanto a approfondire la riflessione su alcuni temi costanti nella sua produzione: il caso, il libero arbitrio, il dolore che deriva dalla felicità e dalla consapevolezza della sua breve durata.

Marcel, il protagonista del romanzo, si sente lontano dagli avvenimenti che lo circondano, e ne prova vergogna. Per lui quello spazio fuori dal tempo che è la condizione di profugo, per necessità oltre i confini della propria vita e del proprio destino, è un’opportunità irripetibile per fingersi altro da sé.

Una possibilità per inserire un granello di polvere nell’ingranaggio di un’esistenza segnata (non si è mai fatto troppe domande Marcel, mentre sentiva compiersi il suo destino banale) e vedere schiudersi un’altra vita possibile. Sarà un lampo, una visione, meno di una realtà, ma forse abbastanza per dimostrare a sé stesso di essere qualcosa di diverso.

A Simenon, come al solito, interessa la radiografia emozionale di un cambio di stato, e la guerra è solamente una causa scatenante, quasi priva di valore specifico. Il fuoco è tutto spostato sul sul senso profondo, effimero, doloroso, che ha la felicità nella vita delle persone.

Il tema dell’amore visto come possibile riscatto, ma destinato comunque a essere veicolo di sofferenza e frustrazione è un altro tema che ritroviamo spesso nei romanzi dello scrittore franco-belga. Pubblicato esattamente vent’anni dopo ‘Tre camere a Manhattan’, ‘Il treno’ è stato scritto appena due anni prima de ‘La camera azzura’, che va a concludere una trilogia ideale dedicata all’erotismo, che mai come in questo romanzo Simenon racconta senza censure.

La descrizione della guerra è, come si diceva, quasi assente, e alcune pagine ricordano, quantomeno per assonanza paesaggistica, la prima splendida parte di ‘Suite francese’ di Irene Nemirovsky. 

Nel complesso un romanzo con alcune pagine folgoranti, ma all’interno di un racconto che a tratti sembra incompiuto, non completamente riuscito, comunque distante dai capolavori di Simenon come ‘La neve era sporca’, ‘Il primogenito dei Ferchaux’, o ‘Cargo’.

 


Nicola Ravera Rafele


01-03-2008

14 Dicembre: Marco Travaglio

14 Dicembre: Marco Travaglio

14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

L'inverno di Frankie Machine

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Di Don Winslow
Einaudi
320 pp.
16,00 euro

Lorenzo Guadagnucci-Noi della Diaz

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Terre di Mezzo editore

Fuori Piove (G.Cardillo)

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Teatro Cometa Off
Via Luca Dalla Robbia 47
06 57284637

Andrè Helena - Un uomo qualunque

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(Le Demi-Sel)
Fanucci Editore
192 pp.
16 Euro.

ACAB - Carlo Bonini

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ACAB
Carlo Bonini
(Einuadi Stile Libero)
191 pp.
16,50 euro