Il cuore è un cacciatore solitario-
C.Mc Cullers

Microcosmo di una città della Georgia.

Il cuore è un cacciatore solitario
(The heart is a lonely hunter)
Einaudi stile libero
368pp
11,80 euro

Il cuore è un cacciatore solitario- 
C.Mc Cullers
 

E' incredibile come questo piccolo gioiello sia un romanzo quasi misconosciuto, noto solo agli esperti americanisti, o a qualche sparuto lettore che abbia avuto la curiosità di andare a scoprire questa scrittrice americana. Perché è chiaro di scoperta si tratta, nonostante la prima edizione del libro sia del 1940.

La storia è ambientata in una cittadina della Georgia, non lontana da Atlanta, nella quale si aggirano come spettri  le esistenze marginali dei protagonisti. Romanzo corale, dove spiccano personaggi desolati e fuori dal mondo:dalla tredicenne Mick Kelly, al dottor Copeland(un nero laureato),dal sordomuto Singer al sovversivo Jake Blount, fino a Biff titolare di un caffè.

Se l'atmosfera e l'ambientazione potrebbe far pensare ad un Sud raccontato tante volte, non vorremmo lasciar credere che si tratti di un ritratto convenzionale. Nessun tram chiamato Desiderio passa da quelle parti, la sensualità che nel testo comunque aleggia, è sempre lasciata nell'ombra come un sottinteso, come del resto la violenza che riecheggia nelle cronache europee dei giornali(siamo in piena epoca Hitleriana),oppure nella conflittualità della società che sia di tipo razziale, o di tipo puramente politico.

La rappresentazione che la McCullers descrive si esprime tutta nel privato, una storia intima e delicata, nella quale tutti i personaggi si muovono alla ricerca di un filo che li leghi ad un'altra esistenza . I protagonisti parlano discutono senza mai riuscire ad arrivare al cuore dell'altro.

Il sordomuto Singer fa da cardine alle traiettorie di queste solitudini. Ognuno crede di aver trovato in lui un alter  ego, un amico, un enigma, o un amore segreto come nel caso di Mick. Il cuore confonde, e lo stesso succede a lui, innamorato segretamente di un amico sordomuto, internato in un manicomio, la cui unica preoccupazione è il cibo.

Un romanzo lancinante che spezza le vene, scioglie il sangue in blocchi di ghiaccio, un romanzo che racconta come la solitudine sia un destino  non negoziabile. Le parole sono non dette,ed in questo ancora centrale è la figura del sordomuto, o peggio fraintese, non serve l'amore per la musica(Mick), o la politica(Jake Blount) a cambiare questo stato di cose, perché il tempo non lascia spazio neanche alle proprie aspirazioni, e la caccia,ai sentimenti, è un'occupazione che persone ai margini, ed a volte addirittura menomate, non sono in grado di sostenere con sincerità. L'integrità è la compagna rabbiosa di questa desolante solitudine.

 

Alessandro Lucibello



27-05-2008

14 Dicembre: Marco Travaglio

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14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

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06 57284637

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