Via Giovanni Vitelleschi, 23
Tel: 06 68135297

CUCINA: 30/40
AMBIENTE: 16/20
SERVIZIO: 17/20
PREZZO: 13/20
76/100
E’ un pò troppo visibile nel cuore di Trastevere, il ristorante “Glass”. Piazzato all’intersezione tra Vicolo del Cinque e Vicolo del Bologna, si fa subito notare per i suoi arredi minimali di metallo e mattoni, staccando forse un pò troppo violentemente con il decore del resto del quartiere.
Detto questo, l’interno è bello e curato. Tavoli in vetro con tovagliette in ardesia, luci ben studiate, pareti che ospitano interessanti installazioni artistiche in laminato di ferro. Bello e curato, si diceva, anche se forse un pò freddo.
L’ ambiente, il menù, il servizio: tutto da “Glass” aspira al ristorante di gran lusso.
E il primo impatto è perfettamente in linea con le pretese: un cestino di pani fatti in casa molto buoni (nero di seppia e frutta candita, al farina di mais, alla ‘nduja, con cipolle rosse e bacon solo per citarne alcuni), e un assaggio offerto dalla casa di un’ostrica fritta su letto di cetrioli, una carta dei vini dello spessore dell’Enciclopedia Britannica.
Fin qui tutto bene, ma per giudicare un ristorante con queste pretese bisogna mangiare...
Gli antipasti (15/18 euro): abbiamo provato la Cappasanta con lardo di Colonnata e ristretto di cicoria, la Tartare di pesce bianco con arancia e microverdure, le Animelle in crosta di semi di girasole con crema di cavolfiori.
Notevolissime le animelle, buona la tartare di ombrina.
Tra i primi (16/25 euro): Ravioli di Fois Gras con amaretti e mele, Tagliolini con cappesante, rafano, capperi e caviale di salmone, poi Tortelli di prosciutto toscano con fonduta di pecorino e pere, Risotto ai porcini con arancia e piccione.
Ogni piatto è ben inventato, interessante, ma c’è qualche squilibrio che non ci convince fino in fondo.
Tra i secondi (20/22 euro): Coda di rospo arrosto con zabaione al tamarindo e grano spezzato, “Erano spuntature” con glassatura speziata, cavoletti di Bruxelles e patate Anna (Spuntature tritate e ricomposte in una specie di mattoncino di carne glassato, interessante...), Filetto di manzo al guanciale con patate affumicate e salsa al cassis.
Capitolo dolci (8/9 euro): Zuppetta di Caffé con gelato al Bayleys e mandorle pralinate, Strudel di castagne con salsa di cachi e gelato alla vaniglia tanto per fare due esempi. Non servono caffè.
Da notare che il menù cambia spesso. Questo articolo è stato scritto prendendo come riferimento il menù autunnale.
Nel complesso le creazioni dello chef Cristina Bowerman ci sono sembrate interessanti, gli accostamenti spesso divertenti, ma in alcuni casi il risultato nel piatto era un pò pesante.
Il conto è correlato alla qualità del servizio e della cena, quindi piuttosto caro. Una visita da “Glass” è consigliata se volete fare un’ esperienza diversa, se vi incuriosiscono l’alta cucina e le sue alchimie, da gustare con la deferenza e la curiosità che si potrebbe dedicare a un museo. Tenendo conto che non tutti i “quadri” sono perfettamente riusciti, e il “biglietto d’ingresso” è un pò caro...
Per info e prenotazioni: il sito
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Zelda
03-11-2008