CRAK! è andato a vedere il nuovo film di Checco Zalone. Andare o non andare?

U.S.A./Gran Bret./Francia 2008
Un film di Ron Howard
Con: Michael Sheen, Frank Langella, Kevin Bacon
Sceneggiatura: Peter Morgan
Fotografia: Salvatore Totino
Montaggio: Daniel P. Hanley, Mike Hill
Frost/Nixon è l'ultimo film di Ricky Cunningham. Mi correggo: di Ron Howard. Il fatto è che quando vedo un suo film immagino il regista a muovere i fili, circondato dai vari Fonzie, Ralph, Pozzy e via discorrendo. Nulla di male. Almeno spero.
Tornando al suo ultimo lavoro, Frost/Nixon è un vero e proprio scontro: già dal titolo se ne intuisce la piega.
L'argomento è sicuramente accattivante: gli anni scelti sono particolarmente significativi per la storia americana. L'idea di concentrare il film sul dibattito, fiore all'occhiello della politica made in U.S.A. è ottima: lo scontro di dialettiche, da che ricordo, raramente varca i confini del cinema fatto di avvocati e sale di tribunale.
La scelta di un evento realmente accaduto (il celebre scontro televisivo tra Richard Nixon e il giornalista David Frost) da quel pizzico di autorevolezza in più, utile a tenere salda l'attenzione dello spettatore. Il taglio vagamente documentario completa il quadro, conseguenza diretta di tutta la serie di scelte appena elencate.
Alla luce di questi "ingredienti" ti siedi in sala e inizi a seguire la vicenda, nella segreta attesa dello scontro. Naturalmente i più smaliziati non aspettano altro che il momento-confessione, e scoprire il gioco che porta il famigerato ex presidente a un'ammissione di colpa mai concessa giuridicamente. Maledetti i trailer, mi viene da pensare. Un film non può e non deve certo ridursi a questo. Io ci sono cascato, però. Ho sperato di godermi un conflitto di menti, di dialettiche, di colpi bassi anche.
Nulla di tutto ciò. Inizi a vedere il film, e scopri che davvero non te ne importa nulla. Aspetti per non essere quello prevenuto, e ti accorgi che fosse stato Rocky vs Ivan Drago, solo dal sangue avresti intuito la differenza. Arrivi al momento culminante, e capisci di averlo già visto (e di nuovo: maledetti i trailer).
In più, una cosa quadra davvero poco: la figura di Richard Nixon.
Cunningham, alias Howard, lo dipinge in tutta la sua umanità, passando da un profilo "presidenziale", attributo che gli ha valso la massima carica amministrativa oltreoceano, a un uomo fragile, distrutto nei sensi di colpa, vecchio al punto da subire l'alzheimer, quasi fosse lo scontato destino di chiunque, presidenti compresi.
Il risultato? Si respira una certa aria di riabilitazione storica. Rafforzata oltretutto da alcune battute dello stesso, che immagino servano a renderlo simpatico.
In definitiva Frost/Nixon è un film sbrigativo, forse anche a causa del carattere delicato dell'argomento.
Non arrivo a dire che siano soldi buttati, ma se si rinuncia alla magia del grande schermo, al silenzio di sala, al volume che ti avvolge, nulla di male, allora, aspettare qualche mese per affittarlo in dvd.
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Matteo Olivieri
13-02-2009
CRAK! è andato a vedere il nuovo film di Checco Zalone. Andare o non andare?