Il Crepuscolo delle Idee

Berlusconi incassa una fiducia utile solo a rimanere in animazione sospesa. Contento "Il popolo della Vita". Un po' meno i manifestanti manganellati.

Il Crepuscolo delle Idee
E quindi, alla fine, la misera scaletta al dieci è entrata - guarda un po' - a Berlusconi. Grazie alla Polidori si rompe Futuro e Libertà, e ora questo governo vivacchierà per un altro po', Fini avrà preso l'ennesimo cetriolo, e il Paese continuerà a navigare a vista, senza idee per il futuro, oramai considerate inutili per lo sviluppo dei patrimoni personali della nostra inetta classe dirigente.

Quello che colpisce del Crepuscolo delle Idee è il distacco alla Ceaucescu che il nostro establishment dimostra nei confronti della realtà del paese: così come la discussione sulla riforma dell'Università, inverosimilmente pacata, veniva contrappuntata solo pochi giorni fa da una piazza mobilitata a tutti i livelli, oggi il ministero degli Interni non ha saputo fare altro che creare un'altra zona rossa intorno ai palazzi del potere, forse per dare l'occasione a B. - come già accadde nel 2001 - di mettere a posto le fioriere per la sua parata trionfalistica. D'altronde, la festa del capo non dev'essere rovinata da qualche facinoroso, e quindi?

Quindi pronti, partenza, via: ritorna in scena il frutto di sedici anni di Berlusconismo. Torna in scena la disperazione del precario che non si riesce a spiegare perché quando stacca dalla fabbrica non si va a ciulare Belèn; torna in piazza il veleno vomitato da pensionati che il venti del mese vanno a comprare la pasta alla caritas, mentre quello che hanno votato - che aveva promesso loro di trasformare l'Italia nel Milan di Sacchi - festeggia la vittoria con un po' di sano Bunga Bunga, magari con Brunetta vestito da scolaretto che guarda, e un ministro dei beni culturali qualsiasi che viene estratto da un baule, a mo' dello Storpio di Pulp Fiction.

L'Italia è un paese malato: c'ha la Berlusconite, che è una malattia esantematica grave: si manifesta con uno stato di prostrazione intellettuale, una tendenza alla megalomania diffusa, un distacco dalla realtà e un persistente dolore al culo.

La cura da questa malattia non la passa la mutua - ché è di Berlusconi pure quella - ma i libri, il buon cinema, l'arte; il libero pensiero, insomma, e un'indipendenza personale che non si può prendere a pillole. La cura dalla Berlusconite è a base di vitamine di partecipazione e proteine di solidarietà. E' l'anticorpo del collettivo che sbaraglia il virus dell'egoismo.

Per questo a noi di CRAK! Non sono piaciuti gli scontri di oggi: non solo perché chi scrive ci si è trovato in mezzo (come tantissime altre volte, CRAK! sta sempre in mezzo a queste cose, chissà come mai), ma anche perché - pur condividendo totalmente e frustrazioni che hanno generato le violenze, CRAK! non ha potuto non notare che questa forma di scontro è stata dettata dall'agenda del Presidente del Consiglio. Non avrà creduto ai suoi occhi, il CaiNano, alla vista di Roma ridotta a campo di Battaglia: avrà gongolato, potendosi giocare la carta della paura, come mille altre volte ha già fatto, l'ultima qualche ora fa, agitando lo spauracchio del declassamento dell'Italia presso le agenzie di Rating. E quindi, invece che sul merito della questione (PERCHE' la gente è scesa in Piazza?), il terreno sarà fertile per dibattiti calcistico - televisivi del tipo: "quel poliziotto ha picchiato una ragazza inerme, prendendola per i capelli e sbattendola a terra, per poi prenderla a calci", cui qualcuno immancabilmente replicherà: "E perché, i sampietrini si sono divelti da soli, per volare sulle teste delle forze dell'Ordine?" E così noi tutti saremo di nuovo prigionieri nel gioco delle parti, del "Comunisti contro i Fascisti", di questioni che stanno solo nella testa del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Pardon, nella sua testa e sulle sue emittenti.


Anadi Mishra


14-12-2010

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dalle 10 alle 19
costo: 6€
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