Via Giovanni Vitelleschi, 23
Tel: 06 68135297

L’imperatore Federico 1° fu conosciuto come “stupor mundi” (meraviglia del mondo), naturale quindi aspettarsi molto da un ristorante che porta il suo prestigioso nome.
Il primo impatto è stato convincente e beneaugurante: l’entrata è molto bella, la sala elegante ma sobria, il dehor esterno delizioso, affacciato su una tranquilla stradina alle spalle del parlamento. I camerieri simpatici, caldi nell’accoglierci, pronti nel mettersi a disposizione immediatamente. Fino a qui sembrava che questo nuovo locale, aperto da sei mesi, rispettasse le promesse lette sul suo sito internet, bellissimo e assolutamente invitante, che è stata la ragione della nostra scelta.
Poi, ahinoi, ci è toccato ordinare.
Già la carta dei vini evidenziava dei ricarichi mostruosi: più del cento per cento. Il menù, quasi esclusivamente di pesce, era all’apparenza ricco di scelta ma anche quello più costoso delle più cupe aspettative: ma si sa, mangiare bene, al giorno d’oggi, costa…
Avessimo mangiato bene.
Come antipasto sono state ordinate le due perle della casa: plateau di crudi e l’antipasto Federico 1° cioè un misto di molluschi e crostacei caldi. Una porzione del primo, due del secondo, totale 80 euro (mi viene da ridere, per non piangere): i crudi consistevano in due scampetti, un gamberone, due gamberetti, due fette due di carpaccio di spigola e un pochino di tartare mista tonno/salmone; i due Federico 1° (povero imperatore) serviti nello stesso, affascinante, grande piatto di portata erano un’accozzaglia di molluschi gratinati, che secondo me non piacciono (tanto) a nessuno, ma è una mia opinione, mezza porzioni di sautè di cozze e vongole, buono, di insalata di seppie, insipida, e di moscardini al pomodoro, freddi !!
Non contenti poiché affamati abbiamo perseverato e ordinato il primo: siamo, però, stavolta andati sul sicuro con dei classici e consigliatissimi, dal cameriere portoricano (lui si veramente forte, un surfista di passaggio a Roma che sogna le onde australiane), spaghetti ai crostacei: una piccola porzione di pasta al pomodoro con un unico melanconico scampo in cima.
Deciso di saltare il dessert abbiamo concluso con dell’ottimo Calvados e un buon caffè, stranamente non ristretto.
Insomma, spero, che chi di internet colpisca di internet perisca (in modo metaforico, per carità…).
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Zelda
28-04-2008