Vedute e visioni dal Colosseo al Gazometro
Fino al 20 Maggio
"ho deliberato entrare in una via, la quale,
non essendo suta da alcuno trita,
se la mi arrecherà fastidio e difficultà,
mi potrebbe ancora arrecare premio"
Esc, eccedi sottrai crea, è un spazio occupato da studenti, dottorandi, ricercatori, precari. Un'occupazione, quindi un pezzo di felicità strappato alla speculazione. Un'occupazione, quindi uno spazio autogestito, forma di vita e sfera pubblica autonoma, recalcitrante nei confronti della democrazia delegata e della rappresentanza politica.
L'unica forma democratica amata e praticata da Esc è la democrazia del «Tumulto».
Il conflitto, intelligente, refrattario al ghetto e alle logiche tribali, è il linguaggio in uso.
Esc è un'interfaccia tra Università e Metropoli. Per un verso la Metropoli e suoi flussi produttivi diffusi hanno sostituito la vecchia fabbrica fordista, mettendo al lavoro l'intera società, confondendo tempo di vita e tempo di produzione, rendendo inservibili le vecchie bussole del conflitto sociale. Per l'altro la conoscenza, l'innovazione, il linguaggio sono diventati principale risorsa produttiva. Tutto questo rende l'Università e il suo bacino un terreno non più separato dalla produzione di valore. Il confine tra Università e Metropoli sfuma, si fa sempre meno rigido.
Dentro questo mutamento prende vita Esc. Esc ha anticipato in termini conflittuali il processo di esternalizzazione de La Sapienza, producendo un dispositivo di uso virale e dal basso dell'autonomia introdotta dalle riforme universitarie degli ultimi anni.
L'unico modo di «dimorare tra le rovine dell'università» riformata è farne una nuova!
Esc tenta di mettere in comune saperi, linguaggi, creatività, intelligenza attraverso la Libera Università Metropolitana (LUM).
Nello stesso tempo Esc ha a cuore il comune. Il comune è la precarietà che ci riguarda, la sostanza insopportabile del ricatto, la persistenza del lavoro sotto padrone. Esc è il Punto San Precario e, assieme ad altri, la sperimentazione del sindacato metropolitano. L'obiettivo del reddito garantito, indipendente dalla prestazione lavorativa, aggiunto alla formazione permanente e all'accesso gratuito alle tecnologie (COMMON), costituiscono il terreno programmatico di Esc.
Esc è un atelier occupato, dunque un laboratorio di sperimetazione culturale. Le mostre di giovani artisti, le serate musicali, le performance teatrali, la produzione audio-visiva sono una costellazione mutevole e però permanente della programmazione culturale di Esc. Un'estetica metropolitana meticcia, ibrida, sempre sporca, il primato della striatura sullo spazio liscio.
Esc è globale e riconosce il carattere biopolitico della globalizzazione. Il globale è disegnato dalle resistenze, dai corpi che resistono nella scena «senza fuori» dell'Impero (Ya Basta Moltitudia).
Infine Esc è discorso sui piaceri e sui tratti sensuali dell'esperienza metropolitana. L'Infoshock è sportello informativo (medico, psicologico, legale) per l'uso conspevole delle sostanze. Contro le politiche proibizioniste, esemplificate dalla legge Fini-Giovanardi, ma anche contro ogni dipendenza. Lo scenario mutato e complesso dell'uso delle sostanze richiede nuove strategie, una nuova costituzione etica del consumo che sottragga l'intelligenza alla distruzione, il piacere alla passività e all'afasia.
Tutto questo è Esc. Esc è dalla parte dell'incontro, dalla parte dell'imprevisto, dalla parte della diversione.
Esc è un progetto di esodo.
redazione crak!
15-06-2008
Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.
Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187