Emiliana Torrini - Me and Armini

La cantante islandese propone il suo terzo disco definito da lei stessa di transizione ma che risulta godibile e ben arrangiato

Emiliana Torrini - Me and Armini

"Me and Armini"
(Rough Trade/distr.Self)
Voto: 7
2008

 

 

 

 

 

Il nome di Emiliana Torrini ha sempre generato un pò di confusione, con i distratti che la considerano tuttora un’interprete italiana che canta in inglese.

E’ vero che del sangue italiano scorre nelle sue vene, ma il suo papà tanti anni fa, quando ancora lei non era nata, si trasferì in Islanda dove si dedicò alla ristorazione e, per i più curiosi, il suo locale “Torrini’s restaurant” attualmente è ubicato proprio sulla via principale di Reykjavik.

 

La giovane autrice, di mamma islandese, si fece conoscere alla fine degli anni ’90 con un esordio che attirò l’attenzione per il suo delicato approccio al pop che però non nascondeva un certo amore per l’elettronica soprattutto di matrice trip hop melodico affine a Goldfrapp e Lamb.

 

Il suo secondo lavoro invece dimostrò che anche il folk cantautorale faceva parte del suo Dna evidenziando così come la sua natura compositiva avesse più orizzonti da cui attingere.

 

“Me and Armini” è ora il suo nuovo disco, un album che tenta una sintesi delle sue precedenti esperienze, un esperimento che a detta della stessa Torrini è una transione in vista di futuri episodi più maturi e soddsfacenti per la sua personale crescita creativa.

Ma questo suo mettere le mani avanti è in parte ingiustificato perché questo recente capitolo non risulta per nulla forzatamente raffazzonato bensì ben arrangiato con dodici tracce più che mai godibili.

Alla base del lavoro c’è il “tormento” dell’artista che dalle sue sofferenze, dubbi, stimoli e paure sa trarre il meglio nella maniera più onesta possibile con brani che tentano di sposare le attuali sonorità con il sacro della tradizione folk.

 

La sua voce ha un falsetto fanciullesco tipico di Joanna Newsom o le Cocorosie ma in altri episodi la sua ugola sa essere anche più soul e calda come quella di Skye dei Morcheeba o Martina Topley Bird (vedi recensione ) con la quale l’album ha più di un’affinità.

Al suo fianco c’è sempre l’inseparabile Dan Carey, supporto fondamentale per la stesura di ogni singolo suono e nota che, a detta della stessa Emiliana, devono sempre molto anche ai suggestivi paesaggi della propria terra foriera di suggestiva ispirazione.

 

Chi sia poi Armini non è ben dato saperlo, forse un fantomatico fan che si aggirava dalle parti della sua abitazione, ma di sicuro lei merita di essere ospite nelle case di tanti ascoltatori.

 

Sito Ufficiale
Myspace


Gianluca Polverari


15-10-2008

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