Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti

"Easy Come, Easy Go"
Naive Records
Voto:7,5
2008
In pochi hanno l’onore di vivere due vite come quelle di Marianne Faithfull. Nella prima vita è stata la giovane musa (e amante) di Mick Jagger, resa immortale dall’interpretazione di “As tears go by”, e ha partecipato attivamente a costruire e far vivere il mito della Swinging London.
Poi, dopo alcuni buoni dischi, di lei si sono perse le tracce.
Fino a quando questo 2008 non ci ha presentato la Marianne Faithfull 2.0.
Prima il trionfo planetario come protagonista di “Irina Palm”, commedia firmata Sam Garbarski, poi il grande ritorno discografico.
“Easy Come Easy Go” è disco interamente composto di cover, in linea con una moda che sta coinvolgendo un pò tutti, da Cat Power a Battiato, nel quale però la Faithfull riesce a condensare tutta la sua classe.
18 brani nella versione “deluxe”, con collaborazioni del calibro di Nick Cave (su “The Crane Wife” dei Decemberists) e Rufus Wainright (su “Children Of Stone” degli Espers), la stessa Cat Power (su “Hold On, Hold On” dei Neko Case), Antony (Su “Ooh Baby baby” di Smokey Robinson) e tanti altri.
Il repertorio attraversa buona parte della musica degli ultimi 60 anni, e la Faithfull riesce a rendere perfettamente omogenei Dolly Parton (“Down from Dover”, splendida apertura dell’album) e Duke Ellington (“Solitude”), i Black Rebel Motorcycle Club (“Salvation”) e Leonard Bernstein (“Somewhere”), Brian Eno (“How many Worlds”) e Bessie Smith (la title track “Easy Come Easy Go”)
La compattezza del disco è data dalla voce, intensa e struggente, sempre controllata. Una voce che porta i segni del tempo e dei vizi, una voce che racconta storie mentre canta, a tratti simile a quella dell’ultimo Dylan.
Gli arrangiamenti sono tutti di grande gusto, intelligenti e minimali, perfetti per esaltare la nuova vita da grande interprete della Faithfull. Del resto, la produzione è affidata a un grande come Hal Wilner, e nella band suona gente che non ha bisogno di presentazione: Greg Cohen, Marc Ribot, Jim White.
Insomma, questo “Easy Come Easy Go” è un piccolo saggio di storia della musica, intenso e meravigliosamente interpretato, un disco coraggiosamente sospeso al di sopra delle mode e lontano da facili scorciatoie. Un disco, nel migliore dei sensi, antico. Per questo consigliamo la bellissima versione in doppio vinile.
“Easy Come Easy Go” è la definitiva consacrazione di una grande interprete. Una che, da quando era una groupie dei Rolling Stones, ha fatto davvero parecchia strada.
LA TRACK-LIST
1. "Down from Dover", (Dolly Parton)
2. "Hold On, Hold On", with Cat Power (Neko Case)
3. "Solitude" (Duke Ellington & Eddie DeLange)
4. "The Crane Wife", with Nick Cave (The Decemberists)
5. "Easy Come, Easy Go" (Bessie Smith)
6. "Children of Stone", with Rufus Wainwright (Espers)
7. "How Many Worlds", with Teddy Thompson (Brian Eno)
8. "In Germany Before the War" (Randy Newman)
9. "Ooh Baby Baby", with Antony Hegarty (Smokey Robinson)
10. "Sing Me Back Home", with Keith Richards (Merle Haggard)
Disco 2:
1. "Salvation", with Sean Lennon (Black Rebel Motorcycle Club)
2. "Black Coffee" (Sarah Vaughan)
3. "The Phoenix", with Kate and Anna McGarrigle (Judee Sill)
4. "Dear God Please Help Me" (Morrissey)
5. "Kimbie" (Jackson C. Frank)
6. "Many a Mile to Freedom", with Jenni Muldaur (Traffic)
7. "Somewhere (A Place for Us)", with Jarvis Cocker (Leonard Bernstein and Stephen Sondheim)
8. "Flandyke Shore", with Kate and Anna McGarrigle (traditional, cantata da Nic Jones)
Nicola Ravera Rafele
01-12-2008
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