14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

(Le Dieu du Carnage)
Regia di Roberto Andò
Con: Anna Bonaiuto, Silvio Orlando, Alessio Boni, Michela Cescon
Da un testo di: Jasmina Reza
In scena al Teatro Argentina
Fino al 22 Febbraio 2009
Tel. 06 684000311
Yasmina Reza è un genio.
I suoi romanzi sono capolavori minimi, racconti di vite asfittiche composti per accumulazione e sottrazione di particolari, e anche il libro scritto “spiando” Sarkozy in campagna elettorale (L’alba, la sera, o la notte ) ha un’intensità di sguardo rarissima da trovare nella letteratura contemporanea.
Ma Jasmina Reza è prima di tutto un’autrice teatrale, e finalmente un grande teatro le concede lo spazio che merita, grazie alla messa in scena di Roberto Andò di questo “Dio della carneficina”.
La forza del testo non necessità di effetti speciali: due divani, quattro attori, due vasi di tulipani e niente più. Come vedremo, basta e avanza per raccontare il mondo.
Alain e Annette (Boni-Cescon), coppia borghese con aspirazioni rampanti, vanno a casa di Michel e Veronique (Orlando-Bonaiuto), coppia borghese con aspirazioni intellettuali.
Il figlio di Alain e Annette, nove anni, ha infatti picchiato ai giardinetti il figlio di Michel e Veronique.
Gli adulti si incontrano per gestire “da persone di buonsenso” l’accaduto.
E per un pò ci riescono, in una profusione di salamelecchi e cordialità di maniera. Ma evidentemente il buonsenso non fa più parte nemmeno del mondo degli adulti, e dopo poco vengono fuori differenze e rivalità, rancori e stanchezze.
La pacata discussione di Alain, Annette, Michel e Veronique si trasforma in una resa dei conti di classe (intellettuali di sinistra o presunti tali contro avvocato rampante consorte), di genere (uomini contro donne), di coppia.
La tessitura del testo della Reza è magistrale: la tensione sale lentamente, senza sbalzi, il tratteggio dei caratteri è perfetto, umano e mai caricaturale.
Si ride molto, e ridendo si riflette sulla società in cui viviamo, sui rapporti genitori-figli, sulla necessità (o meno) di un’etica e di un principio educativo fondante. E poi sulla coppia e sulla politica, e sulle fragilità degli esseri umani.
Non ha risposte pronte, Jasmina Reza, è una “studiosa” troppo attenta e appassionata della realtà per offrire allo spettatore semplificazioni, assoluzioni e condanne.
Il merito però non è tutto dell’autrice: la messa in scena di Roberto Andò è perfetta: gestisce il testo sottolineando silenzi e immobilità, usati come contrappunto e commento alle esplosioni della discussione crescente.
Tutti da premio gli attori: naturali e intensi, Silvio Orlando e Anna Bonaiuto a tratti superlativi.
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Nicola Ravera Rafele
13-02-2009
14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870