Via del Falco 19
Tel.: 06.6867769

CUCINA: 34/40
AMBIENTE: 17/20
SERVIZIO: 18/20
PREZZO: 14/20
83/100
Situato vicino al Teatro dell’Opera il Ristorante del Giglio fin dal nome tradisce le sue origini toscane e, oggi, dopo più di cento anni di vita nella capitale, i proprietari, nipoti del fondatore, cercano ancora di mantenere intatte le tradizioni della famiglia, del ristorante e della cucina classica, toscana e italiana.
Nella spaziosa ed elegante sala infatti si possono gustare specialità di tutto il territorio nazionale, da nord a sud, con proposte direi rare da trovare nell’offerta gastronomica romana.
Ascoltando le arie delle opere liriche più famose si può iniziare con degli antipasti di terra e di mare: tagliere di salumi, carrello di verdure bollite, carpacci di pesce spada e spigola freschissimi, un insalata di gamberoni con rughetta, melone, mais e arancio. Fin qui nella norma.
Con i primi si inizia a fare sul serio: tortellini in brodo, “volgare” (cioè scuro in gergo, mi hanno spiegato) il giusto, ribollita toscana, risotto al cavolo, tonnarelli all’Iris, con vongole, gamberi e ricci di mare, o fettuccine alla Tosca, semplicemente al pomodoro ma gustosissime.
Come secondi si può scegliere tra ciò che il mare ha offerto, i proprietari ci tengono a sottolineare gli arrivi giornalieri del pesce: scaloppine di pesce spada con zucchine, tagliata di tonno al rosmarino, calamari alla griglia o all'aceto balsamico, tra le proposte che ho trovato.
Oppure virare decisamente sulla carne: vitello tonnato con capperi, sfogliatine di manzo al radicchio rosso, scaloppine di vitello al gorgonzola, bistecca alla fiorentina e, soprattutto (ci sono andato per questo), un ricchissimo e perfetto carrello dei bolliti misti: stinco, spalla, punta di petto, cappello del prete, lingua, cotechino, rollè, testina e pollo ruspante (si attende il cappone per Natale), accompagnato dai giusti bagnetti: salsa verde, mostarda di Cremona, salsa al miele, al rafano e l’incredibile Pearà veronese (pane grattugiato, formaggio grana, midollo di bue, burro od olio extravergine di oliva, brodo di carne e abbondante pepe).
I dolci deludono un po’, restando legati troppo saldamente alla tradizione, mentre merita una lettura attenta la carta dei vini e dei distillati con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
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Zelda
10-11-2008