Crak! ha la sua talpa nelle stanze segrete del potere. ItaloAllodi.

Continua il diario della nostra 'corrispondente' dalle Isole Fiji. Da tre anni Giovanna vive a Yageta, e ci racconta com'è 'vivere dall'altra parte del mondo'.
Scalinata bianca che porta ad un edificio presidenziale, autoblinde asserragliate pronte per lo spietato omicidio, un presidente obbligato all’immolazione come un animale sacrificale, e giornalisti sciacalli che si litigano le ultime parole del morituro.
Così Woody Allen ci aveva dipinto il colpo di stato nella Repubblica dello Stato Libero di Bananas; e noi ridevamo amaramente per la fisiologica imprevedibilità di un Golpe che si tramutava in teatrino di una paradossale tragedia annunciata, con spettatori che rimanevano lì a guardare, e con il disperato presidente che nulla poteva contro il proprio destino. Dall’assurdità nasceva la comicità.
Come si può infatti annunciare un Golpe senza rischiare un guerra civile?
Come può una forza emergente far fronte ad un sovvertimento del potere dovendo tener a bada una sommossa popolare? La segretezza, oltre che per la tutela dei golpisti in caso di fallimento, rimaneva e rimane tuttora fondamentale per ovvi motivi logistici.
Alle Fiji, come succede nelle ex colonie, sono avvezzi ai colpi di stato. Negli ultimi venti anni ce ne sono stati quattro, i prime tre dei quali seguivano pienamente le regole di ingaggio: segretezza, appoggio militare, e, a Golpe avvenuto, scontri fra esercito e civili con morti.
Il quarto, al quale ho assistito personalmente nel Novembre del 2006, condotto dal Generale Bainimarama sembra invece aver superato la fantasia di Woody Allen, e sicuramente la mia e quella di altri osservatori.
Cominciò con le minacce di un generale appena tornato dall’Iraq e si concluse dopo un paio di mesi con una partita di rugby. Io, come la maggior parte della popolazione fijiana, seguivo gli eventi attraverso una gracchiante radio, con apprensione ma, nonostante la gravità dell’evento, anche con curiosità ed eccitazione, come succede a chi si trova all’improvviso a far parte di un momento storico. Certo non era Radio Londra, il mio nemico non erano le forze dell’Asse ed io non ero una partigiana sulle rive del Po’. La nostra realtà era meno importante ma per fortuna anche più comica: eravamo sintonizzati su Radio Fiji, che fra la dichiarazione di un politico ed un militare inseriva uno spot su una polvere di Cacao per i pargoli dell’emergente borghesia fijiana; le esternazione contraddittorie di Bainimarama facevano più ridere che fremere; ed io facevo sì una vita spartana, ma non rischiando di morire con un fucile in spalla, ma rischiando di sbucciare i miei scalzi alluci.
Il nostro “golpista” di turno, a sua volta si trovava in una situazione più confortevole rispetto alle italiche e teutoniche controparti. Sembrava preferire il rumore all’azione.
Disorientava oppositori ed osservatori annunciando un colpo di stato settimanalmente per poi rimandarlo. Una volta, mentre stavamo tutti attendendo la risposta del Primo Ministro ad un imminente ultimatum, venimmo a sapere che il Generale si sarebbe trovato nel suo villaggio natale, dove era stata organizzata una raccolta di fondi per il rimodernamento della chiesa metodista alla quale lui non poteva mancare. Un’altra volta, dopo che il Primo Ministro aveva affermato che alcune delle richieste di Bainimarama erano inaccettabili, il Generale partì per la Nuova Zelanda dove si sposava sua figlia.
Chi avrebbe potuto dargli credito? Apparentemente nessuno, ma, mentre cominciava a crescere l’idea che il nostro Generalissimo fosse uno scemo di guerra rimasto stordito da qualche bombardamento in Iraq, l’edificio dell’unica emittente televisiva Fiji One, e il Ministero dell‘Agricoltura furono occupati da 30 militari.
Il Golpe era avvenuto, e nessuno si era opposto. Invece no, dopo poche ore i militari si ritirarono soddisfatti. La sera Bainimarama informò quasi tutta la nazione, per lo meno tutti quelli che possedevano una radio, che le prove generali erano andate bene. A questo punto, presumibilmente, a noi tutti non restava che attendere il giorno in cui Bainimarama si sarebbe svegliato psicologicamente pronto per concludere questo benedetto Golpe.
Dire che eravamo perplessi è un eufemismo. Noi non avevamo calcolato che il Sabato seguente ci sarebbe dovuta essere la partita di Rugby Polizia vs. Esercito, e bontà Sua, Bainimarama non voleva privarcene, mandando i suoi militari ad occupare quello che avevano da occupare. La partita ebbe luogo, la Polizia dimostrò che oltre a non essere in grado di difendere lo Stato da un Golpe, non era in grado neanche a battere l’esercito ad armi pari: nel primo caso non avevano avuto nessuna chance non essendo armati.
Il Golpe avvenne il Lunedì successivo senza “Colpo ferire” e non ci fu neanche bisogno di sparare contro una controfigura del Primo Ministro su una scalinata bianca. Nel periodo post-coup non successe nulla di eclatante. Nell’isola principale per alcune settimane furono messi dei posti di blocco con dei vecchi sorridenti sdentati militari che gridavano “Bula Bula” (Ciao Ciao) ad ogni vettura con degli occidentali o orientali a bordo, confacendosi al completo allo stereotipo del fijiano accogliente e smaliziato, per non spaventare i turisti ma per ricordarci chi era adesso al potere. I fijiani di origine indiana, che a differenza dei nativi non possono possedere nessun terreno, non devono più, per fortuna, pagare una tassa salatissima sul rinnovo dei contratti d’affitto sui terreni agricoli. Le piantagioni di Marijuana sono state bruciate e alle infermiere e agli insegnanti non è stato concesso l’aumento che gli spettava di diritto. Hanno scioperato, il nuovo governo non ha trattato, ed ospedali e scuole hanno rimandato pazienti ed alunni a casa per molte settimane. Uno dei rarissimi episodi di violenza l’ha subito un giornalista australiano che è stato preso a pugni da militari in borghese per aver detto che Bainimarama era un pagliaccio. Speriamo che non capiti anche a me, ma alle Fiji l’italiano non lo capisce nessuno.
Cose dall’altro mondo, ma forse non solo.
Giovanna Morandi
04-04-2008
Crak! ha la sua talpa nelle stanze segrete del potere. ItaloAllodi.
Quarta puntata del nostro diario dalle Isole Fiji. Religione, spiritismo, magia.
Crak! ha la sua talpa nelle stanze segrete del potere. Italo Allodi.