Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso

Correggio e l'antico
Roma, Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese 5
dal 22 maggio al 14 settembre 2008
Orari: tutti i giorni, escluso il lunedi dalle 9.00 alle 19.00
Ingresso: interi € 11,50 per mostra e Galleria Borghese, più diritto di prevendita
la prenotazione è obbligatoria
Prenotazioni: tel. 06 32810 – www.ticketeria.it
Danae languida e sensuale riceve Giove sotto forma di pioggia dorata, seduce con un erotismo allo stesso tempo esplicito e velato.
Intorno a questo capolavoro della Galleria Borghese è stata allestita la mostra dedicata al suo autore, Correggio. Ne chiediamo alcuni dettagli a Geraldine Leardi, coordinatore scientifico della mostra “Correggio e l’antico".
Raffaello, Canova, ora Correggio, qual è l’idea che guida queste mostre alla Borghese? C’è un filo conduttore?
Si, il filo conduttore è il progetto “Dieci grandi mostre”, concepito e curato dalla direttrice della Galleria Borghese Anna Coliva. E’ un progetto iniziato nel 2006 con Raffaello e si concluderà nel 2015 con “I Borghese e l’antico”, mostra che ricostituirà la raccolta delle antichità della collezione Borghese disperse nel corso del XIX secolo. Tra queste figurano sculture come l’Ermafrodito o il Gladiatore, vendute insieme ad altre centinaia di opere antiche da Camillo Borghese, marito di Paolina Bonaparte, al cognato Napoleone nel 1807, e oggi patrimonio del Louvre.
Ogni mostra del progetto ruota attorno ad un maestro dell’arte moderna europea e al suo capolavoro conservato nella Galleria Borghese.
Correggio ovviamente non è il suo vero nome, chi era questo artista?
No, il suo vero nome è Antonio Allegri, e come altri artisti – vedi Leonardo o Parmigianino – è passato alla storia col nome della città d’origine, in questo caso Correggio, nota più di recente per aver dato i natali a Pier Vittorio Tondelli e Ligabue.
Antonio Allegri è stato un pittore “regionale” nel senso delle commissioni che ricevette in vita - principalmente emiliane – ma è stato un artista immenso in tutti gli altri sensi.
Su di lui si è abbattuta la velata damnatio di Vasari, che lo giudicò tra i massimi conoscitori della tecnica pittorica, esplicitando tuttavia che se avesse compiuto un viaggio a Roma e avesse potuto conoscere e imitare l’arte antica romana e l’opera di Raffaello e Michelangelo la sua produzione sarebbe stata ancora più grande.
Famoso per gli affreschi parmensi, del Duomo e della Camera della Badessa in particolare, non gli era mai stata dedicata un’esposizione monografica fino ad oggi e quella alla Galleria Borghese, che conserva la sua Danae, deve essere considerata la prima.
Il sottotema della mostra è il rapporto con l’antico, perché e come avete deciso di rappresentarlo?
Il “sottotema” del rapporto con l’antico è legato proprio a questo possibile viaggio a Roma, negato dal Vasari, di Correggio – e quindi a una sua conoscenza diretta del mondo dell’antichità –. A questa ipotesi, a lungo scansata dalla storiografia e dalla critica e recuperata invece nel Novecento, la mostra della Galleria Borghese vuole restituire tangibilità e forza.
Questa la ragione per cui accanto a molti dipinti di Correggio sono state esposte opere antiche, ad esempio il Torso di Dioniso dei Musei Capitolini davanti a Venere, Cupido e un satiro, oppure il Satiro su delfino della Borghese davanti a Giove ed Io. La visione diretta degli accostamenti consente di tracciare confronti, di scovare dettagli identici, di sorprendere analogie così smaccate da sembrare citazioni e più in generale di penetrare l’immersione di Correggio nell’antico, sentimentale e trasfigurante.
L’osservatore è chiamato a stabilire una relazione personale con questo filo che unisce sculture antiche e dipinti moderni, deve girare attorno alle sculture e conquistare il punto di vista esatto, dal quale si dischiude improvvisamente il motivo per cui quella scultura è lì, a quella distanza e in quella posizione.
Nella mostra però l'impressione prevalente è di un pittore molto sensuale, erotico, è vero?
Assolutamente sì. Correggio eseguì circa sei dipinti di soggetto erotico, presenti in mostra con l’eccezione della Leda di Berlino, inamovibile per ragioni conservative. Ma non dobbiamo applicare le nostre categorie di giudizio e definizione dei comportamenti e delle pulsioni erotiche nella valutazione della sua opera. Nella pittura correggesca erotismo significa rappresentare il sesso nel contesto dell’amore, della reciprocità e dell’affetto e in questo senso Correggio è il creatore di un vero e proprio paradigma di pittura erotica. Le sue Veneri giacenti o stanti, la Leda che si accoppia col Cigno in posa estatica, la Danae che languidamente accoglie Giove in forma di pioggia d’oro, sono creature morbide e innocenti, il loro abbandono non è volgare né volontariamente ammiccante. Erotismo è nell’intenzione (misurata e indirizzata) dell’artista, non nella nudità in sé. Il nucleo dei dipinti erotici - i quattro cosiddetti Amori di Giove, l’Educazione di Cupido e Venere e Cupido addormentati e spiati da un satiro - è quello che più intensamente, alla mostra della Galleria Borghese, rivela la relazione con l’antichità, dove con più chiarezza l’antico è il luogo dell’ispirazione tematica, formale e iconografica.
Quali sono le principali difficoltà per organizzare una mostra di questo livello?
Si tratta innanzi tutto di una mostra con prestiti internazionali e che ha ottenuto opere mobili delicate, che raramente si spostano dalle loro sedi. Ciò ha naturalmente comportato un notevole sforzo produttivo e organizzativo.
Ma la principale difficoltà di realizzare mostre alla Galleria Borghese è un’altra. La Galleria ha un contesto fortemente connotato, è un edificio con un’identità artistica chiara e storicizzata, non è un contenitore neutro; le opere della sua raccolta permanente, così come la loro distribuzione nelle sale, riflettono la concezione unitaria che lega il contesto al contenuto, sono le testimonianze di una visione organica e sintattica dell’insieme. L’introduzione anche di una sola unità, nuova ed estranea, deve misurarsi con questa compattezza.
Una mostra comporta l’inserimento, per un periodo di tempo piuttosto lungo, di un numero elevato di nuove opere e stimola la ricerca di soluzioni di allestimento, e ancor prima di selezione, compatibili con il contesto. E’ un processo stimolante, che riserva scoperte e permette di rinnovare e approfondire anche la conoscenza della collezione stabile.
E’ un atto interpretativo consapevole, che aggiorna il concetto di conservazione e rende le mostre occasioni di valorizzazione sia delle opere in esposizione temporanea che di quelle patrimonio permanente della Borghese.
Maddalena Libertini
07-07-2008
Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso
Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.
Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187