Palazzo Incontro
Via dei Prefetti, 22
dalle 10 alle 19
costo: 6€
Lunedi chiuso

La Casa del Jazz festeggia il 20 aprile il suo terzo compleanno, con una domenica a ingresso libero animata da tre jam session. Le prime due nel parco (una alle 12 diretta da Lino Patruno e l’altra alle 16, coordinata da Mauro Verrone), la terza nella sala concerti, a cura del trombonista Marcello Rosa. Prevista la partecipazione spontanea di ospiti a sorpresa nell’arco dell’intera giornata.
Abbiamo cercato al telefono il direttore artistico Luciano Linzi, a Brema per Jazz Ahead, meeting che raccoglie operatori culturali del settore da tutto il mondo. Con una punta d’orgoglio può dire: “La Casa del Jazz è una struttura unica, presa come esempio in Europa. Siamo soddisfatti delle attività svolte, sia a livello concertistico che didattico e di approfondimento: guide all’ascolto, cicli di proiezioni dei filmati storici del jazz, registrazione e produzione discografica” (due le serie di Jazz Italiano live distribuite con successo in edicola - è in arrivo la terza). I numeri parlano chiaro: duecentotrentamila visitatori in tre anni sono un bel traguardo. Per quanto concerne la produzione di eventi, una copertura a tutto campo di ciò che è jazz e suoni limitrofi forse è utopistica. “Ma e’ pur vero”, spiega ancora Linzi, “che variando il più possibile la programmazione abbiamo accostato un pubblico eterogeneo per stili di vita, età anagrafica, interessi. Continuiamo poi a puntare, oltre che sui nomi più noti, anche sulla promozione dei cosiddetti giovani leoni, artisti che cominciano a emergere, ai quali il pubblico risponde con un entusiasmo incoraggiante”. Tra i progetti recenti, notevole la rassegna I sing the body electric dello scorso gennaio, tutta dedicata al jazzrock.
Ricordiamo che la Casa del Jazz come tale è nata dal restauro di Villa Osio, edificata negli anni 30 da Pascoletti, finita dopo alterne vicende tra i beni della banda della Magliana e infine assegnata al Comune a seguito della confisca. Il progetto di un centro per il jazz italiano e internazionale a Roma è stato fortemente voluto dal sindaco uscente Veltroni. E ora? “Non sono preoccupato” conclude Linzi. “Certo mi auguro, qualunque sia la nuova amministrazione cittadina, che tenga conto del lavoro svolto, riconoscendo che strutture stabili dedicate alla produzione di cultura - come la nostra,la Casa del Cinema o la stessa Casa delle Letterature - hanno un ruolo importante a Roma, e che continui ad appoggiarle per quello che valgono. Tra i progetti presentati all’Assessorato alle Politiche Culturali uscente c’era già quello di allestire un’ orchestra giovanile del jazz, che manca non solo a Roma ma in Italia, e avevamo raccolto se non altro dei pareri favorevoli a supportare uno sforzo del genere. Con Marcello Piras, che segue l’Archivio e il Centro Studi, vorremmo poi dedicare parte degli studi di registrazione al restauro sonoro, per recuperare e preservare digitalmente documenti storici del nostro jazz, lasciati su supporti che vanno deteriorandosi, e per far questo servono macchinari e software specifico”.
Pubblicato anche su "l'Unità"
Adriano Lanzi
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