14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

Regia di Tommaso Capolicchio & Christian Angeli
Con: Emanuela Caruso, Giovanni Di Lonardo, Barbara Folchitto, Adriano Giammanco, Anna Gigante, Giorgio Marchesi, Leonardo Sbragia
Da un romanzo di: Tommaso Capolicchio
In scena al Teatro Argot
Fino al 22 Febbraio 2009
Via Natale del Grande 27
Tel. 06.5898111
Tratto dall’omonimo romanzo di Tommaso Capolicchio (Dino Audino editore, 2008), e dallo stesso Capolicchio diretto con Christian Angeli, “Il club delle piccole morti” racconta come un gruppo di persone si venga a trovare coinvolta in un assurdo gioco di suicidi su commissione.
Come ogni testo che funziona, “Il club delle piccole morti” ha due livelli di lettura: il primo di puro divertimento, ritmato, intelligente, in un continuo scambio di battute da screwball comedy post-moderna.
Un secondo livello è più profondo, claustrofobico, e racconta di vite non consumate, di amori nevrotici e di paure inconfessabili.
Il triangolo erotico (che poi diventa “quadrato” con l’arrivo di un vicino di casa guardone) tra la Dama, Grey e Silvia è un piccolo trattato in forma ironica sull’autoreferenzialità contemporanea, che tutto divora e tutto rende precario.
Così come Pablo, bello e di successo, viene divorato dall’ansia, e Maus, fotografo voyeur, dalle sue paure.
Sembrano, i sei personaggi di Capolicchio, Sei personaggi in cerca di un'anima, prigionieri della nevrosi e della superficialità, dell'incapacità, per gusto o per debolezza, di essere integrati in un mondo che infatti non entra mai nella rappresentazione. La Dama, Grey, Pablo, Cerquetti, Silvia, Maus non sono nè buoni nè cattivi. Sono semplicemente fragili, condannati a girare come un criceto sulla ruota, alla ricerca di una strada che, forse, non esiste.
In questo contesto si innesta la trama “gialla” che risolve la storia: l'entrata in scena di Katia, una donna misteriosa e algida, indirizza ciascuno verso il suo suo destino.
O forse no. Perchè non è il giallo che interessa davvero l’autore, quanto la descrizione di ambiente, brillante dove serve e asfittica, drammatica in altri punti.
In questa direzione va anche la messa in scena: i sette personaggi sempre in scena, divisi in quattro ambienti che prendono corpo di volta in volta, danno grande ritmo e compattezza al racconto.
Lo spettatore in alcuni momento può addirittura scegliere dove guardare, perchè mentre in un angolo del palcoscenico due personaggi parlano, nell’angolo opposto altri due si baciano, creando un effetto bello e straniante che ricorda le folgoranti gag multiple di Jacques Tati in “Playtime”.
Una nota di merito agli attori, incredibilmente tutti bravi. Sottolineo “incredibilmente”: e’ rarissimo trovare nel giovane teatro contemporaneo interpreti leggeri senza essere caricaturali, capaci di una naturalezza perfettamente giocata sui mezzi toni di una commedia sempre sul baratro del dramma.
“Il Club delle piccole morti” sarà in scena fino al 22 Febbraio, si consiglia di prenotare perchè l’Argot è piccolo, e, altra rarità al giorno d’oggi, il teatro è sempre pieno.
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Nicola Ravera Rafele
12-02-2009
14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870