Clinic - Do It!

Un buon anche se non eccezionale quinto disco per un gruppo ingiustamente sottovalutato dal music business

Clinic - Do It!

"Do it!"
(Domino/distr.Self)
voto: 6.5
2008     

 

 

 

 

 

 

I Clinic, band di Liverpool, sono tornati con un quinto disco gradevole ma che non ripete, in termini di successo e di qualità, i loro primi due album, "Internal Wrangler" del 2000, e "Walking With Thee" del 2002.
Questo gruppo è noto, oltre che per l’originalità del proprio sound, un rock psichedelico con venature a volte punk, a volte poppeggianti, principalmente per tre ragioni.

 

Innanzitutto i Radiohead li indicarono, dopo la pubblicazione del primo disco, come loro band preferita e li scelsero come gruppo di supporto nell’ottobre del 2000 in occasione del tour di "Kid A" ed in America ed in Giappone l’anno seguente per promuovere "Amnesiac".
I Clinic raggiunsero anche una discreta esposizione mediatica perché 9 anni fa la Levi’s utilizzò come colonna sonora "The Second Line", pezzo tratto dal loro primo album, per uno dei loro spot.
L’ultimo elemento che ha contribuito, ma in fin dei conti neppure molto, ad aumentare la loro fama, è la loro abitudine a vestirsi da chirurghi quando suonano live.

 

Dal vivo il loro rock ipnotico assume connotati abbastanza diversi, perchè prevale il lato ruvido e urticante. La band nei concerti ha in effetti un approccio più duro, e azzera lo spazio tra le canzoni velocizzandole e creando un climax molto coinvolgente, come si è potuto apprezzare nelle recenti esibizioni nel suolo italico (hanno suonato proprio a Roma, all’Init, il 15 gennaio), dove i Nostri mancavano dal 2002.
I primi a credere nelle qualità di questo gruppo, che a dire il vero non ha mai sfondato, furono John Peel, il più popolare dj radiofonico d’Inghilterra, che li fece suonare nelle sue celebri sessions, ed il musicista Scott Walker, che fece di tutto per averli nel cartellone del Meltdown Festival, prestigiosa rassegna londinese.

 

Io li ho scoperti grazie alla trasmissione cult Brand:New, condotta da Massimo Coppola, a mio avviso l’unico vero personaggio di talento della storia della televisione italiana insieme a Paolo Villaggio.
La loro etichetta è la Domino, che è spesso sinonimo di qualità perchè per questa nota casa discografica indie incidono gruppi del calibro di Animal Collective, Archie Bronson Outfit, Kills, Last Shadow Puppets, l’emergente Eugene McGuiness ma anche band più famose e sopravvalutate anche se comunque valide come Arctic Monkeys e Franz Ferdinand.

 

"Do It!" è il quinto disco, ma in realtà il settimo lavoro, se comprendiamo le due raccolte "Clinic", compilation del 1999 che conteneva i primi 3 loro Ep, e "Funf", del 2007, album di b-sides, cover e rarità.
I Clinic anche nella loro ultima opera discografica utilizzano martellanti progressioni di accordi minori uniti alla voce aspra del cantante Ade Blackburn ed al drumming incessante di Carl Turney, con la Philips Philicorda (organo vintage) spesso in primo piano.
Hanno diversi ritornelli ma piuttosto ostici, non certo da radio, e necessitano qualche ascolto attento prima di essere assimilati.
I pezzi da segnalare sono l’iniziale "Memories", vibrante marcia con un bel ritornello che rallenta la canzone, le danzerecce "Winged Wheel" e "The Witch", che hanno un inizio davvero splendido e coinvolgente, in tipico Clinic style, ed infine "Coda", che non a caso chiude l’album.
Quest’ultima traccia si discosta dal loro sound, ha arpa e armonica in primo piano e delle campane poste alla fine del pezzo, e richiama un contesto fieristico, quasi ci fossimo imbattuti in un circo, ma dopo l’assunzione di funghetti allucinogeni.

 

Pollice verso invece per la punkeggiante "Shopping Bag" e per due brani, che, pur essendo stati scelti come singoli, non graffiano, "Tomorrow" e "Free Not Free".
Quest’ultima è piuttosto aspra e si segnala per un video davvero palloso dove i Nostri sono impegnati a suonare con mascherina e camicie hawaiane e variopinte sullo sfondo di un acquario con pesci in movimento.

 

Purtroppo non ci sono episodi di ballad simili alla stupenda "Distortions", risalente al loro primo disco, "Internal Wrangler", che è stata coverizzata dagli Arcade Fire, i quali, esattamente come i Radiohead, hanno scelto i Clinic come support band in alcune date.
La durata delle canzoni è breve e non raggiunge mai i 3 minuti e 30 (la band di Liverpool non ha mai scritto una canzone più lunga di quattro minuti e mezzo).
Il disco in tutto contiene poco più di mezz’ora di musica, come tutti i loro album ad esclusione di "Walking With Thee", che dura più di 35 minuti.

 

Riguardo alle influenze musicali, Ade Blackburn, mente del gruppo insieme al chitarrista Jonathan Hartley, dice di non aver attinto affatto dalla scena indie attuale, ma di preferire la musica del passato.
In particolare il cantante dei Clinic ha dichiarato che da giovane lo entusiasmavano band come Teardrop Explodes, Sonic Youth, e Pavement
mentre non ha mai amato la musica goth.
L’impressione è che i Clinic siano senza dubbio un gruppo ingiustamente sottovalutato in Italia, ma "Do! It", che è un buon disco, conferma però il calo di creatività avvenuto dopo "Walking With Thee", che è stato il loro album migliore e più venduto (infatti negli Stati Uniti è stato un best-seller della musica indie).

 

Attendiamo con curiosità il loro prossimo album, che dovrebbe essere pubblicato a fine anno, probabilmente a settembre, e, a detta del cantante, avrà un sound ispirato al mersey beat, corrente rock-blues dei primi anni’60.

 

Sito Ufficiale
Myspace

 

Paolo Agnoletto



25-02-2009

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