12/16 Aprile. Sala Trevi: Cinema Finlandese.

vicolo del Puttarello, 25 - Roma
tel.: 06.6781206
per informazioni: 06.72294301/389

12/16 Aprile. Sala Trevi: Cinema Finlandese.

12-16 aprile

Nuvole in paradiso. Viaggio nel cinema finlandese

La Cineteca Nazionale è lieta di ospitare una preziosa retrospettiva dedicata alla storia del cinema finlandese, dagli anni Trenta ad oggi, per scoprire un cinema ed un paese ancora poco conosciuti in Italia, nonostante il successo di alcuni autori di fama internazionale, come Aki Kaurismäki. La rassegna itinerante raccoglie undici titoli fra i più significativi, presentati in diverse città italiane: prima a Bologna e poi a Torino, Roma e Milano. Undici film che valgono come passaporto per un’esotica cultura nordica e che sono stati scelti sulla base della loro rappresentatività di epoche e linguaggi, della loro appartenenza di genere e, non da ultimo, della loro bellezza.

Come precisa Peter von Bagh, «i film finlandesi riflettono una quantità di abitudini, dettagli di cultura materiale e sociale, comportamenti legati a un’appartenenza di classe, indizi di come funzionano le relazioni familiari, e così via. Ci restituiscono la vibrante presenza di luoghi, case, paesaggi che non esistono più, o sopravvivono in modi profondamente alterati. Ci rendono testimoni, ad esempio, della graduale disintegrazione del paesaggio rurale, un tempo prospero e vitale, oggi solo una scheletrica periferia di tragica emarginazione». Ed anche oggi, dopo che Kaurismäki «senza cedere ad alcun compromesso e senza il sostegno di macchine pubblicitarie, si è imposto nel mondo come cineasta geniale», e che «le platee straniere hanno cominciato a lasciarsi conquistare dai timidi e impacciati e quasi afasici personaggi di Kaurismäki», va detto che «sono questi i tratti che hanno da sempre dominato l’immagine del cinema finlandese».

La rassegna – curata da Guy Borlée e Peter von Bagh, in collaborazione con Merja Makela e Sanna Maria Martin – è promossa da Cineteca di Bologna e Mostra Internazionale del Cinema Libero in collaborazione con Finnish Film Archive di Helsinki, Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Cineteca Italiana. L’evento, patrocinato dal Centro Finlandese di Promozione del Turismo, dall’Institutum Romanum Finlandiae di Villa Lante e dall’Associazione Finlandese Suomi-Seura di Roma, è realizzato con il contributo dell’Ambasciata di Finlandia a Roma.

Il libro Nuvole in Paradiso. Una guida al cinema finlandese di Peter von Bagh viene pubblicato in italiano in una versione aggiornata in occasione della rassegna (Edizioni Cineteca di Bologna) e sarà disponibile da maggio nelle principali librerie italiane.

 

sabato 12

ore 17.00

Sellaisena kuin sinä minut halusit (Come tu mi volevi, 1944)

Regia: Teuvo Tulio; soggetto: Ahti H. Einola; sceneggiatura: Nisse Hirn; fotografia: Olavi Gunnari, Eino Heino, Gunnar Juselius, Auvo Mustonen, Esko Töyri; montaggio: Teuvo Tulio; musica: Tapio Ilomäki; interpreti: Marie-Louise Fock, Ture Ara, Kunto Karapää, Lauri Korpela, Annie Sundman, Ida Salmi; origine: Finlandia; produzione: Teuvo Tulio; durata: 99’; v.o.; sott. it.

Lo schema base di un film di Teuvo Tulio: una ragazza lascia la campagna per la città e viene sedotta. Seguono, di norma, passione, abbandono, rimorso, vita grama ed espiazione. Tulio è per eccellenza l’autore di melodrammi del cinema finlandese: le sue opere incrociano audacia visionaria e dura critica sociale. «Lo splendore sensuale delle immagini incanta, mentre l’immagine del maschio finlandese che emerge da Come tu mi volevi è senza pietà. […] La ragazza è l’immagine della Finlandia, che ha subito la guerra e la disfatta, è spezzata, è l’ombra di se stessa – ma ha conservato in sé un’immagine ideale di pace e di felicità» (von Bagh).

 

ore 19.00

Ombre in Paradiso (Varjoja paratiisissa, 1986)

Regia: Aki Kaurismäki; soggetto e sceneggiatura: A. Kaurismäki; fotografia: Timo Salminen; montaggio: Raija Talvio; scenografia: Pertti Hilkamo, Heikki Ukkonen; interpreti: Matti Pellonpää, Kati Outinen, Sakari Kuosmanen, Esko Nikkari, Kylli Köngäs, Pekka Laiho; origine: Finlandia; produzione: Mika Kaurismäki; durata: 71’; v.o.; sott. it.

Fredde albe a Helsinki, pancetta fritta a colazione in squallidi bar, bidoni della spazzatura da raccogliere e svuotare. Poi, nella vita di Matti Pellonpää, arrivano umili sogni infranti e l’amore silenzioso di Kati Outinen, cameriera fuggita con la cassa: un film con i più carismatici attori del cinema di Kaurismäki. Il regista «ha descritto una Finlandia marginale, un mondo di sfortunati e di perdenti, di cui i suoi film colgono la luce magica, la sofferenza autentica, la compassione profonda e l’umorismo – con un fantastico senso dello stile. […] Primo titolo della trilogia kaurismakiana sui lavoratori» – cui seguono Ariel e La fiammiferaia – «è una delle più sensibili descrizioni di vita proletaria mai realizzate […] nella profondità e ai margini d’una Finlandia colonizzata, una Finlandia da terzo mondo – descrizione immersa in un potente, già inconfondibile umanismo, condito di sovrana ironia e gelido sprezzo per la burocrazia e il potere» (von Bagh).

 

ore 21.00

Juha (1937)

Regia: Nyrki Tapiovaara; soggetto: dal romanzo omonimo di Juhani Aho; sceneggiatura: Heikki Aho, Björn Soldan, N. Tapiovaara; fotografia: Olavi Gunnari, Björn Soldan; montaggio: Heikki Aho, Björn Soldan; interpreti: Hannes Närhi, Irma Seikkula, Walle Saikko, Tuulikki Paananen, Aino Haverinen, Ida Kuusela; origine: Finlandia; produzione: Heikki Aho; durata: 96’; v.o.; sott. it.

Da uno dei più celebri romanzi finlandesi, un’ossessione d’amore portata sullo schermo anche da Stiller (versione muta del 1919) e da Kaurismäki (nel 1999, versione non meno muta). Ma il vero capolavoro è questo di Nyrki Tapiovaara. Un uomo quasi vecchio e innamorato come un bambino. Una moglie giovane e vergine. Un vagabondo che la seduce e la porta via, verso una sorta di barbaro harem nordico. Lo strazio romantico prende alla gola, mentre intorno riluce la struggente bellezza del creato (acque trasparenti, alte betulle, nuvole gonfie). Tapiovaara fu una sorta di Jean Vigo scandinavo: girò cinque film, fondò il primo cineclub del paese (Projektio), con forte ispirazione d’avanguardia, morì in guerra a ventinove anni – il genio spezzato del cinema finlandese. «Un classico triangolo romantico […] diventa presto una tragedia cinematografica alta, grazie alla profondità di sguardo con cui osserva questi personaggi privi di qualsiasi artificio e grazie a un potente senso della natura» (von Bagh).

 

domenica 13

ore 17.00

Incontro moderato da Andrea Morini con Fernando Solanas

 

a seguire

Argentina latente (2007)

Regia: Fernando Solanas; origine: Argentina; durata: 97’; v.o.; sott. it.

Il film, considerato l’ultima parte di una trilogia iniziata con Memorie del sottosuolo, a differenza dei due precedenti che erano un documento storico sulla crisi finanziaria e sociale in Argentina agli inizi di questo secolo, è una scommessa ottimistica sul presente e le future generazioni. Solanas viaggia in varie parti del paese e visita organizzazioni nazionali generalmente sconosciute alla popolazione. Il film documenta la situazione tecnologica, energetica e scientifica del paese in un modo assai accurato. Più esplicitamente, il film espone il messaggio che se si è cittadini argentini si è stati sottoposti a un lavaggio del cervello da parte della propaganda in modo da sentirsi inferiori al resto del mondo. Il film cerca di confutare questa propaganda.

Ingresso gratuito

 

ore 19.30

Mieheke (Surrogato di marito, 1936)

Regia: Valentin Vaala; sceneggiatura: Hilja Valtonen, V. Vaala; fotografia: Theodor Luts; montaggio: Valentin Vaala; interpreti: Tuulikki Paananen, Tauno Palo, Uuno Laakso, Regina Linnanheimo, Hilja Jorma, Helmer Kaski; origine: Finlandia; produzione: Matti Schreck;  durata: 75’; v.o.; sott. it.

Una commedia screwball coi fiocchi. Per guadagnarsi un posto da segretaria, una donna deve fingere di avere un marito e trova uno sconosciuto che si presta, ma, poiché lui è il bel tenebroso del cinema finlandese Tauno Palo, le conseguenze sono prevedibili. Valentin Vaala è un regista raffinato, Lubitsch il suo nume tutelare. Attenzione allo strepitoso design: non c’è da stupirsi, sono gli anni in cui maestri finlandesi come Alvar Aalto e (dall’America) Eero Saarinen rivoluzionano il modernismo con le loro sinuose invenzioni. «Il film portava a compimento la missione così formulata dai suoi sceneggiatori: “L’era moderna deve essere inventata”. Il frizzante intreccio richiama dozzine di commedie borghesi europee degli stessi anni, ma una singolare prospettiva femminile attribuisce al film un sapore tutto suo: il regista Vaala amava ricorrere al lavoro di sceneggiatrici. Mieheke è firmato dall’autrice di best-seller Hilja Valtonen, che […] seppe dar voce al risentimento sociale delle donne» (von Bagh).

 

ore 21.00

Komisario palmun erehdys (Il mistero Rygseck, 1960)

Regia: Matti Kassila; soggetto: dal romanzo di Mika Waltari; sceneggiatura: M. Kassila; fotografia: Olavi Tuomi; montaggio: Elmer Lahti; musica: Osmo Lindeman; interpreti: Joel Rinne, Elina Pohjanpää, Matti Ranin, Leo Riuttu, Leo Jokela, Elina Salo; origine: Finlandia; produzione: T.J. Särkkä; durata: 103’; v.o.; sott. it.

Il migliore tra i film che hanno per protagonista il commissario Palmu, serie amatissima negli anni Sessanta. Classico delitto nella camera chiusa: un produttore cinematografico viene trovato morto nella vasca da bagno. «Un genere nuovo di detective-film ironico, dove la combinazione di scatenata parodia e vere indagini produce un effetto irresistibile – non ultimo per via dei brillanti attori» (von Bagh). Di grande atmosfera una Helsinki in bianco e nero, percorsa da brividi di musica jazz: una visione di città che Kaurismäki cita tra le proprie fonti.

 

lunedì 14

chiuso

 

martedì 15

ore 17.00

Ajolähtö (Batti e corri!, 1981)

Regia: Mikko Niskanen; sceneggiatura: Matti Ijäs, M. Niskanen; fotografia: Jukka Lampinen, Henrik Paersch, Keijo Venho, Jarmo Villebrand; montaggio: Tuula Mehtonen, Lena Paersch; interpreti: Sami Aarva, Markku Hannula, Kauko Hynninen, Ville-Pekka Kiviranta, Tuulikki Kuorikoski, Lis Laviola; origine: Finlandia; produzione: Alf Hemming, Mikko Niskanen; durata: 104’; v.o.; sott. it.

Tra i più personali e importanti registi finlandesi tra gli anni Sessanta e Ottanta, autore del “leggendario” Eight Deadly Shots (crime-movie rurale lungo oltre cinque ore), Mikko Niskanen osserva con angoscia un mondo che ha perso le proprie radici. «Il tema ricorrente dei suoi film è lo stesso che ossessiona la società finlandese in generale: la scomparsa di un antico mondo rurale sostituito da un altro. Questo processo viene descritto con tale emozione che lo spettatore finisce per sospettare che il regista si abbandoni a una parallela, febbrile ricerca delle proprie radici. […] I tre ragazzi di Ajolähtö lasciano il loro villaggio natale per andare a lavorare in Svezia: destino di tutta una generazione, sullo sfondo di una campagna che ha perduto il suo aspetto familiare» (von Bagh).

 

ore 19.00

Tuntematon sotilas (Il milite ignoto, 1955)

Regia: Edvin Laine; soggetto: dal romanzo omonimo di Väinö Linna; sceneggiatura: Juha Nevalainen; fotografia: Osmo Harkimo, Antero Ruuhonen, Olavi Tuormi, Pentti Unho, Kalle Peronkoski; montaggio: Osmo Harkimo, Armas Vallasvuo; scenografia: Aarre Koivisto; interpreti: Kosti Klemelä, Heikki Savolainen, Reino Tolvanen, Veikko Sinisalo, Âke Lindman, Pentti Siimes; origine: Finlandia; produzione: T.J. Särkkä; durata: 140’; v.o.; sott. it.

Dal capolavoro di Vaino Linna, uno dei più grandi film di guerra mai realizzati. La guerra è la Guerra di Continuazione, che dilagò nella Finlandia dei primi anni Quaranta, presa nell’ambigua alleanza con la Germania nazista. «L’arco degli eventi assume una drammatica densità, dai momenti relativamente tranquilli della “guerra di posizione” (quando ancora le manovre potevano sembrare escursioni in tempo di pace) al terrificante cataclisma che ciecamente coinvolge tutto, esseri umani e natura. Il film trascorre da un’atmosfera rilassata e naturale alle più acute manifestazioni di nevrosi, terrore e follia» (von Bagh).

 

ore 21.30

Juurakon Hulda (Hulda di Juurako, 1938)

Regia: Valentin Vaala; soggetto: dall’omonimo dramma di Hella Wuolijoki; sceneggiatura: V. Vaala, Jaakko Huttunen; fotografia: Armas Hirvonen; montaggio: V. Vaala; scenografia: Ossi Elstelä; interpreti: Irma Seikkula, Tauno Palo, Topo Leistelä, Hugo Hytönen, Ossi Elstelä, Vappu Ela; origine: Finlandia; produzione: Risto Orko; durata: 81’; v.o.; sott. it.

La ragazza di campagna Hulda va a Helsinki, si impiega come cameriera presso un giovane parlamentare, lavora, studia, dispiega il suo ironico buon senso, arriva a farsi strada nella politica ufficiale e lungo la strada, naturalmente, trova l’amore. «Nel 1997 il festival di La Rochelle presentò una serie di film di Vaala. I commentatori entusiasti furono d’accordo: “dimenticate Capra, Cukor, McCarey – e fate largo a Valentin Vaala!”» (von Bagh). In effetti, quanta magica sintonia con la miglior commedia americana: il motivo ricorrente dei servi più saggi dei loro padroni, l’energica mozione femminista, l’incrocio di classi, lo schema romantico. Tanta sintonia che, dallo stesso dramma di Hella Wuolijoki, per trent’anni figura eminente della cultura finlandese, Hollywood trasse nel 1947 un film con Loretta Young, e, negli anni Sessanta, una serie televisiva di largo successo.

 

mercoledì 16

ore 17.00

Evakko (Il profugo, 1956)

Regia: Ville Salminen; soggetto: dal romanzo omonimo di Unto Seppänen; sceneggiatura: V. Salminen, Jussi Talvi; fotografia: Unto Kumpulainen; montaggio: Nils Holm; scenografia: Ville Salminen; interpreti: Santeri Karilo, Linda Lampinen, Aino-Maija Tikkanen, Eila-Kaarina Roine, Tauno Söder, Kaarlo Wilska; origine: Finlandia; produzione: Mauno Mäkelä; durata: 96’; v.o.; sott. it.

Insieme a Tuntematon sotilas (Il milite ignoto), è il monumento antimilitarista del cinema finlandese. Si parla di anni tra i più drammatici nella storia del paese: i primi anni Quaranta, nei quali la Carelia, tormentata regione di confine, venne annessa all’Unione Sovietica e migliaia di famiglie si trovarono nella bufera di un esodo forzato. «Nonostante la portata storica del soggetto, il film ha un tono sommesso, una qualità intimista. Una barca tra grandi fiocchi di neve, un gatto sulla neve: sono le immagini-chiave di un film dominato da un’atmosfera onirica (di sogno e d’incubo) che trova splendida resa visiva – e da una malinconia di cui si è detto che è profonda come la notte» (von Bagh).

 

ore 19.00

Jäniksen vuosi (L’anno della lepre, 1977)

Regia: Risto Jarva; soggetto: dal romanzo omonimo di Arto Paasilinna; sceneggiatura: R. Jarva, Kullervo Kukkasjärvi, A. Paasilinna; fotografia: Juha-Veli Äkräs, Antti Peippo, Erkki Peltomaa; montaggio: Risto Jarva, Matti Kuortti, Tuula Mehtonen; scenografia: Matti Marttila; interpreti: Antti Litja, Kauko Helovirta, Markku Huhtamo, Paavo Hukkinen, Juha Kandolin, Kosti Klemelä; origine: Finlandia; produzione: Kullervo Kukkasjärvi; durata: 123’; v.o.; sott. it.

Dal romanzo di Arto Paasilinna, accolto con attenzione anche in Italia (edizioni Iperborea). «È la storia di un pubblicitario che un bel giorno decide di sottrarsi all’infernale ingranaggio della sua professione. Un uomo di successo, socialmente appagato, che molla tutto. […] Il tema ecologico, sempre caro a Jarva, attraversa tutto il film come una sovrana forza della natura. Questa variante delle storie di transfughi e di salti nel vuoto è tanto più commovente e singolare se consideriamo che il solo compagno del protagonista, Antti Litja (magistrale la sua interpretazione), non è altri che un leprotto» (von Bagh).

 

ore 21.15

Koirankynnen leikkaaja (L’artiglio del cane, 2003)

Regia: Markku Pölönen; soggetto: dal romanzo omonimo di Veikko Huovinen; sceneggiatura: M. Pölönen; fotografia: Kari Sohlberg; montaggio: Jukka Nykänen; musica: Vesa Mäkinen; interpreti: Peter Franzén, Taisto Reimaluoto, Ahti Kuoppala, Ville Virtanen, Risto Salmi, Timo Lavikainen; origine: Finlandia; produzione: Kari Sara; durata: 99’; v.o.; sott. it.

Gli anni Duemila del cinema finlandese guardano al passato. «Markku Pölönen ha affrontato con ottimi risultati il delicato rapporto tra letteratura e cinema. Nel suo film, il caporale ferito alla testa nella seconda guerra mondiale è un giovane invalido mite e allo stesso tempo smarrito, “un uomo diviso nel mondo razionato”, come l’ha definito lo scrittore Veikko Huovinen. Il film è un toccante racconto di sopravvivenza, e approda a un punto di vista significativo: i veri eroi del paese sono gli svantaggiati. Pölönen dà il meglio di sé sullo stesso terreno che Huovinen predilige come scrittore: nel descrivere la natura umana e i personaggi con comprensione, con gentilezza, con rispetto» (von Bagh).


redazione crak!


25-03-2008

Che Bella Giornata (Checco Zalone)

Che Bella Giornata (Checco Zalone)

CRAK! è andato a vedere il nuovo film di Checco Zalone. Andare o non andare?

Beket (D.Manuli)

Beket (D.Manuli)

Torna Manuli, a dieci anni di distanza da “Girotondo, giro intorno al mondo"

Two Lovers (J.Gray)

Two Lovers (J.Gray)

La versione indie del Nuovocinemaparaculo all'americana

Che - L'argentino (S.Soderbergh)

Che - L'argentino (S.Soderbergh)

Convince poco il Che Guevara dell'accoppiata Soderbergh-Del Toro.

Gran Torino (Clint Eastwood)

Gran Torino (Clint Eastwood)

Clint Eastwood colpisce ancora, confezionando l'ennesimo grande film.

L'Onda (Dennis Gansel)

L'Onda (Dennis Gansel)

Bel film tratto dal celebre esperimento di Palo Alto del 1967.