CRAK! è andato a vedere il nuovo film di Checco Zalone. Andare o non andare?

17-20 aprile
Caroline Champetier. La donna con la macchina da presa
Siamo ormai alla quinta edizione del Festival Printemps du cinéma français. Da cinque anni il Cinema Trevi accompagna questa manifestazione che vuole attirare l’attenzione del pubblico romano su artisti ancora non abbastanza conosciuti in Italia sebbene rappresentino il cinema francese attuale: Olivier Assayas, Arnaud Desplechin, Lucas Belvaux, ecc. Quest’anno, il Festival compie una svolta, mantenendo fede all’ambizione di suscitare una vera curiosità per il cinema francese, di svegliare un amore assopito per dei film che hanno interessato la critica e che di sicuro faranno anche appassionare il pubblico. Giovani registe emergenti saranno invitate presso la Villa Medici mentre il Cinema Farnese mostrerà in anteprima italiana film che in Francia hanno riscosso successo. Al Cinema Trevi verrà a presentare il suo lavoro Caroline Champetier, una direttrice della fotografia imprescindibile nel cinema recente, francese e non. Il ruolo del direttore della fotografia è decisivo in ogni tappa del processo di creazione di un film. È all’incrocio tra tecnica e inventiva. Con le mani sulla macchina da presa e all’ascolto del regista, a monte e a valle della realizzazione del film: del quadro, dell’immagine, della visione del girato, fino al bilanciamento dei colori. È in questo modo che, per riprendere parole a lei care, Caroline Champetier ha sempre «accompagnato» un autore, si è sempre «impegnata» nei film per i quali ha lavorato. È in questo modo che negli ultimi 20 anni ha lavorato con grandi cineasti, francesi e non solo (Jean-Luc Godard, Jacques Rivette, Jacques Doillon, André Techiné, Benoît Jacquot e Philippe Garrel, ma anche la coppia Jean-Marie Straub - Danièle Huillet, Nobuhiro Suwa, Robert Altman, Amos Gitaï,). Ha lavorato, inoltre, con la giovane generazione di registi francesi, alla cui notorietà ha contribuito (Arnaud Desplechin, Laetitia Masson e Xavier Beauvois). Caroline Champetier ha selezionato alcuni suoi film che presenterà al Cinema Trevi dialogando con Eugenio Renzi, critico dei Cahiers du Cinéma, e incontrando il pubblico e alcune cineaste. Tra queste, Sabina Guzzanti, per la quale ha curato la fotografia de Le ragioni dell’aragosta. Insieme a lei commenterà questa collaborazione transalpina.
A cura di Florence Ferran, Stéphane Solier, Eugenio Renzi, Frédéric Sicamois (Associazione Regards/Sguardi), il festival Printemps du cinéma français è organizzato sotto l’egida del Servizio culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia, in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Académie de France à Rome - Villa Medici, Università “La Sapienza” di Roma e Università Roma Tre.
Il programma completo sui siti: www.ambafrance-it.org e www.france-italia.it
giovedì 17
ore 18.00
Plus tard tu comprendras... (2008)
Regia: Amos Gitaï; soggetto: tratto dal romanzo omonimo di Jérôme Clément; sceneggiatura: A. Gitaï, Marie-José Sanselme, Dan Franck; fotografia: Caroline Champetier; musica: Louis Sclavis; montaggio: Isabelle Ignold; interpreti: Hippolyte Girardot, Jeanne Moreau, Emmanuelle Devos, Dominique Blanc, Daniel Duval, Denise Aron-Schropfer; origine: Francia/Germania; produzione: Image et Compagnie, NDR; durata : 90’; v.o.; sott.it.
Victor viene a sapere che una parte della sua famiglia è stata deportata durante la seconda guerra mondiale. Cerca di saperne di più interrogando sua madre. Plus tard tu comprendras... adatta al piccolo schermo la biografia di Jérôme Clément, direttore del canale tematico Arté. Il film è stato presentato al 58° festival di Berlino (2008) nella sezione Berlinale Special.
ore 19.40
Incontro con Caroline Champetier
ore 20.30
Promised Land (Terra promessa, 2004)
Regia: Amos Gitaï; soggetto e sceneggiatura: A. Gitaï, Marie-José Sanselme; fotografia: Caroline Champetier; musica: Simon Stockhausen; montaggio: Isabelle Ingold, Isabelle Mongald, Kobi Netanel; interpreti: Anne Parillaud, Hanna Schygulla, Diana Bespechny, Rosamund Pike, Amos Lavi, Alla An; origine: Francia/Gran Bretagna/Israele; produzione: Agav Films; durata: 90’; v.o.; sott.it.
Attraverso il deserto tra l’Egitto e l’Israele, una delle frontiere più sorvegliate al mondo, delle prostitute vengono introdotte clandestinamente e rivendute sul mercato di Ramallah. «Con Caroline Champetier abbiamo cercato di filmare in modo che l’incertezza della macchina da presa incontrasse l’incertezza imposta a queste donne» (Gitaï). «Il trentesimo lungometraggio di Amos Gitaï e forse il suo migliore» (Philippe Azoury).
ore 22.30
Toute une nuit (1992)
Regia: Chantal Akerman; sceneggiatura: C. Akerman; fotografia: Caroline Champetier; montaggio: Luc Barnier; interpreti : Frank Aendenboom, Natalia Akerman, Véronique Alain, Paul Allio, Jacques Baudin, François Beukelaers; origine: Francia; produzione: Paradise Film e Avidia Films; durata : 90’; v.o.; sott. it.
Amanti insonni, tante coppie diverse o la moltiplicazione di una sola. Pochi dialoghi, una sottile ironia, e un vero campionario di gesti, costumi, pratiche amorose degli anni Ottanta. Toute une nuit è una commedia sentimentale trattata come una coreografia: un ballo appassionato fino al termine del desiderio.
venerdì 18
ore 18.00
Soigne ta droite (Cura la tua destra, 1987)
Regia: Jean-Luc Godard; fotografia: Caroline Champetier; montaggio: Christine Benoît; interpreti: Jacques Villeret, Jane Birkin, François Périer, Dominique Lavanant, Pauline Lafont, Eva Darlan; produzione: JLG Films, Xanadu Films, Rtsr, Gaumont ; origine: Francia-Svizzera; durata: 82’; v.o.; sott. it.
Film per situazioni, gag, immagini. Folle rilettura de L’Idiota di Dostoevski. Il “Principe” (Godard stesso) è un regista che deve girare un film. L’“Uomo” (François Périer) gli impone di terminarlo in fretta. L’“Individuo” (Jacques Villeret) è l’eroe di una storia senza né capo né coda. Imperdibile esperimento del Godard anni Ottanta. In Cura la tua destra il regista continua la ricerca di One+one e Je vous salue Marie : rompere la narrazione attraverso il testo letterario (Beckett, Malraux, ma anche Racine, Lautrémont e qualcun altro) e ricomporla filmando la creazione musicale (Rita Mitsouko).
ore 19.30
Incontro con Caroline Champetier e Anne-Marie Faux
ore 20.30
Hic rosa, partition botanique (2006)
Regia: Anne-Marie Faux; fotografia: Kamel Belaïd; montaggio: Sébastien Descoin; voce: A-M. Faux, Anne Sabatelli; origine: Francia; durata: 56’; v.o.; sott.it.
La corrispondenza dal carcere di Rosa Luxembourg con Sonia Liebknecht e Mathilde Wurm, tra il giugno del 1916 e l’ottobre del 1918. Con grande generosità estetica la regista Anne-Marie Faux materializza l’evasione poetica del leader rivoluzionario: la natura, il canto degli uccelli, il colore dei fiori.
ore 22.00
Sobibor 14 octobre 1943 16 heures (2001)
Regia: Claude Lanzmann ; fotografia: Caroline Champetier; montaggio: Chantal Hymans; interpreti: Yehuda Lerner, C. Lanzmann (voce); origine: Francia; 95’; v.o.; sott. it.
Nel campo di sterminio nazista di Sobibor, il 14 ottobre 1943 alle ore 16, un gruppo di circa sessanta detenuti fomenta una ribellione e fugge dal lager. Nel 1979 Claude Lanzmann aveva filmato il racconto di uno dei protagonisti della rivolta: Yahuda Lerner. Quell’intervista, insieme alle immagini dei luoghi degli eventi, riprese da Caroline Champetier nel 2001, formano il dispositivo, semplice e impeccabile, di questo film.
sabato 19
ore 16.00
Ponette (1996)
Regia; Jacques Doillon; sceneggiatura: J. Doillon; fotografia: Caroline Champetier; musica: Philippe Sarde; montaggio: Jacqueline Lecompte; interpreti: Victoire Thivisol, Delphine Schiltz, Matiaz Bureau Caton, Marie Trintignant, Xavier Beauvois, Aurelie Verillon; origine: Francia; produzione: Le Films Alain Sarde, Region Rhoane, Alpes Centre National de la Cinematographie Canal +; durata: 97’; v.o.; sott. it.
Ponette ha quattro anni; vive in un collegio di montagna, dove attende il ritorno della madre, morta in un incidente automobilistico. Affidata alla zia, non si rassegna alla perdita, convinta del suo ritorno. «Jacques Doillon filma con un’intelligenza rara la conversione di tante credenze in una fede, toccando vette di sublime ingenuità» (Roth Laurent). Coppa Volpi a Victoire Thivisol alla Mostra del Cinema di Venezia (1996).
ore 18.00
Incontro con Caroline Champetier e proiezione di estratti commentati
ore 20.00
Un couple parfait (2005)
Regia: Nobuhiro Suwa; sceneggiatura: N. Suwa; fotografia: Caroline Champetier, musica: Haruyuki Suzuki; montaggio: Dominique Auvray, Hisako Suwa; interpreti: Valeria Bruni Tedeschi, Bruno Todeschini, Natalie Boutefeu, Jacques Doillon; origine: Francia/Giappone; produzione: Comme des Cinemas, Bitters End; durata: 104’; v.o.; sott. it.
Nicolas (Bruno Todeschini) e Marie (Valeria Bruni Tedeschi) stanno divorziando. Il viaggio che intraprendono per partecipare al matrimonio di una coppia di amici è forze l’ultimo che fanno insieme. «Suwa è l’erede del cinema moderno. Qui ripercorre, reinventandolo, il percorso di Rossellini, di Godard e di Garrel» (Emmanuel Burdeau). Premio speciale della giuria e premio C.I.C.A.E./Arte & Essai alla 58ma edizione del Festival Internazionale del film di Locarno (2005).
ore 22.00
H Story (2001)
Regia: Nobuhiro Suwa; fotografia: Caroline Champetier; musica: Haruyuki Suzuki; montaggio: N. Suwa; interpreti: Béatrice Dalle, Kou Machida, Hiroaki Umano, N. Suwa, C. Champetier, Michiko Yoshitake; origine: Giappone; durata: 111’; v.o.; sott. it.
Un regista (Nobuhiro Suwa) vuole girare il remake di Hiroshima mon amour. Un’attrice francese (Béatrice Dalle) impara il testo di Duras, entra nel ruolo che fu di Emmanuelle Riva. Ma la ripetizione è interrotta da buchi di memoria. «H Story è un film su ciò che manca. Nel film c’è her story, ma poco dell’his story e certamente nulla dell’history» (Stéphane Bouquet).
domenica 20
ore 17.00
Le ragioni dell’aragosta (2007)
Regia: Sabina Guzzanti; sceneggiatura: S. Guzzanti, Luca Bandirali; fotografia: Caroline Champetier; musica: Riccardo Giagni, Maurizio Rizzuto; montaggio: Clelio Benevento; interpreti: S. Guzzanti, Antonello Fassari, Cinzia Leone, Francesca Reggiani, Stefano Masciarelli, Pierfrancesco Loche; origine: Italia; produzione: Ambrafandango, Secol Superbo, Sciocco Produzioni; durata: 90’
Un pescatore di aragoste contatta Sabina Guzzanti per sensibilizzarla sullo spopolamento del mare nella Sardegna occidentale. Inizialmente non interessata, l'attrice si entusiasma quando scopre il passato di operaio alla Fiat del pescatore. Non solo, ma allestire uno spettacolo per attirare l'attenzione dei media sulle aragoste potrebbe essere l'occasione per riunire la banda di Avanzi dopo 15 anni. Senza contare che Pierfrancesco Loche, una delle colonne del gruppo di allora, si è trasferito nel villaggio di Su Pallosu e sarebbe felice di ospitarli. Inizia così un'avventura artistica e umana esaltante ma anche densa di ostacoli.
ore 18.30
Incontro con Caroline Champetier e Sabina Guzzanti
ore 20.00
En avoir (ou pas) (1995)
Regia: Laetitia Masson; soggetto e sceneggiatura: L. Masson; fotografia: Caroline Champetier; montaggio: Yann Dedet, Babeth Si Ramdane; interpreti: Sandrine Kimberlain, Arnaud Giovaninetti, Roschdy Zem, Claire Denis, Daniel Kiberlain, Nathalie Villeneuve; origine: Francia; produzione: CPL, Dacia Film; durata: 90’; v.o.; sott. it.
Boulogne-sur-Mer. Alice, 26 anni, manutentrice in una fabbrica di pesci è licenziata. Lascia il suo compagno e se ne va. Lione. Bruno, 27 anni, operaio solitario, si rifugia presso il proprio amico Joseph, portiere d’hotel. Una sera, nota al bar una giovane dall’aspetto misterioso. È Alice. «Il tono del film, realismo sociale tinto di umorismo, deve molto all’immagine di Caroline Champetier» (Toulza Pierre-Olivier).
ore 22.00
Le petit lieutenant (2005)
Regia: Xavier Beauvois; soggetto e sceneggiatura: X. Beauvois, Cédric Anger, Guillaume Bréaud, Jean-Eric Troubat; fotografia: Caroline Champetier; montaggio: Martine Giordano; interpreti: Nathalie Baye, Jalil Lespert, Roschdy Zem, Antoine Chappey, X. Beauvois, Jacques Perrin, Patrick Chauvel; produzione: Why Not Productions; durata: 110’; v.o.; sott. it.
Appena uscito dall’accademia di polizia, il “tenentino” Antoine Derouère è assegnato alla “police judiciarie” di Parigi. Durante un’inchiesta viene pugnalato a morte. Questo quarto lungometraggio di Xavier Beauvois è secco e preciso. Nessuna concessione al pathos o alla macchietta poliziesca, ma un convincente spaccato umano e sociale. Evento speciale in apertura della II edizione delle “Giornate degli autori”, Mostra del Cinema di Venezia 2005. Premio Cesar (2006) come miglior attrice protagonista a Nathalie Bayeredazione crak!
25-03-2008
CRAK! è andato a vedere il nuovo film di Checco Zalone. Andare o non andare?