“Caro Bugiardo” di Jerome Kilty

(adattamento di Anna Mazzamauro)

Con Anna Mazzamauro e Corrado Tedeschi
Regia Pino Strabioli

“Caro Bugiardo” di Jerome Kilty

CARO BUGIARDO

di Jerome Kilty
Adattamento di Anna Mazzamauro
Con Anna Mazzamauro e Corrado Tedeschi
Regia Pino Strabioli
Scene Alessandro Chiti
Costumi Graziella Pera

 

Appena si entra al Teatro Ghione si comincia a respirare un’aria sacrale. Saranno i broccati rosso porpora, le centinaia di locandine appese alle pareti o forse il cartellone stagionale, che “si ostina” a proporre adattamenti di testi classici, a dispetto della moda imperante che anno dopo anno rosicchia spazi sempre più ampi nei teatri di prosa, a beneficio dei monologhi dei vari comici televisivi; sta di fatto che già nel foyer cessano gli schiamazzi, le chiacchiere si fanno sussurri e l’animo si prepara nel migliore dei modi a partecipare all’antico rito del teatro.
 
E “Caro Bugiardo” - intelligente trasposizione della pièce di Jerome Kilty ad opera della protagonista Anna Mazzamauro - entra di diritto nel novero degli spettacoli “alti” che hanno lasciato il segno nella storia del Ghione. 
Un’attrice alle prese con il tempo che passa inesorabile (la Mazzamauro) e un attore narciso e strafottente (un calibrato e teso Corrado Tedeschi) si incontrano nei camerini del teatro dove di lì a poco debutteranno con “Caro Bugiardo”, una pubblica lettura del carteggio riservato tra due vere e proprie stelle del teatro del secolo scorso: George Bernard Shaw e Stella Campbell.
A cavallo delle due guerre mondiali, il commediografo e la diva si conobbero, divennero amanti, lavorarono insieme, furono allontanati dal passare del tempo e da insormontabili divergenze artistiche, ma continuarono a scriversi reciprocamente per quaranta lunghi anni, con un cipiglio e un cinismo che rivaleggiavano in intensità e profondità, missiva dopo missiva.

«Anna è stata bravissima nel trasformare una piece statica, basata sulla lettura della corrispondenza tra Shaw e la Campbell in uno spettacolo adatto al pubblico dei nostri giorni – confida a Crakweb.it il coprotagonista Corrado Tedeschi – e anche per me si è trattato di un lavoro diverso, in cui ho dovuto limitare la mia naturale verve comica per far emergere l’acume e la forza del pensiero di George Bernard Shaw».

E in effetti l’adattamento della Mazzamauro – complice l’efficace disegno scenografico di Alessandro Chiti che divide geometricamente lo spazio scenico in due camerini dietro i quali si intravede un palcoscenico – instaura una serie di rimandi tra finzione scenica e vita vissuta: un corto circuito di piani narrativi che si sovrappongono in maniera via via sempre più impercettibile, tanto che al termine delle quasi due ore di spettacolo lo spettatore non sa più se sta ascoltando due attori che ripassano delle battute prima di entrare in scena, oppure se sta assistendo all’inesauribile battibecco passionale tra Shaw e la Campbell.

C’è spazio anche per alcune divagazioni comiche, affidate all’interazione dei protagonisti con i due servi di scena Elsa e Roberto, e alla perizia tecnica degli interpreti: Anna Mazzamauro riesce a suscitare una risata anche soltanto grazie al modo in cui appoggia le sillabe del testo sui sospiri e sugli sbuffi del personaggio; Corrado Tedeschi è perfetto nel rendere lo humor britannico del suo George Bernard Shaw, grazie ad una sapiente gestione dei tempi comici e dei timbri vocali.

“Caro bugiardo” rimarrà in scena al Teatro Ghione fino a domenica 7 dicembre.

 

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Paolo Guerrieri


30-11-2008

14 Dicembre: Marco Travaglio

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14 dicembre al GranTeatro
V.le di Tor Di Quinto, 1 ore 21
Info: 06.54220870

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