Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti

Produzione: Carlo Muratori
Musicisti:Carlo Muratori, Francesco Calì, Giancarlo Parisi, Enzo Augello, Quartetto d'Archi Stesichoros, Maria Teresa Arturia, Giorgio Rizzo, Massimo Genovese,Oreste Muratori, Carmelo Genovese, Carmelo Salemi, Antonio Paguni, Rosario Acquaviva, Gaetano Pennino.
Voto: 7,5
A trent'anni dai suoi esordi con I CILLIRI, gruppo che riprendeva - non filologicamente, ma con rispetto - il patrimonio musicale popolare siciliano, i canti di lavoro, di lotta e s'amore della sua terra, e a più di venti dal suo primo disco da solista, per tacere dei festival internazionali, colonne sonore per la tv e il cinema, musica di scena per il teatro e rielaborazioni delle lamentazioni del Venerdì Santo, il siracusano Carlo Muratori, sempre in bilico tra recupero della tradizione etnica e scrittura personale attenta al suo presente, rimane un genuino artigiano della canzone, piuttosto defilato dal circo mediatico un po' per sorte e un po', sospettiamo, per intima disposizione d'animo.
E in artigiano non si legga una diminutio: ha a che fare più con la dedizione amorevole di chi fabbrica qualcosa mettendoci ogni volta del suo (e lo dice lui stesso in Fabbrico: "Fabbrico da sempre come è scritto sul mio nome") che con il distacco routinario e a volte mortifero del mestiere. Il nuovo La Padrona del Giardino, in bell'equilibrio tra vissuto interiore e tensione collettiva - a tratti diremmo civile - riguardo le problematiche della Sicilia, contiene 10 tracce che, pur intrise di folk e di mediterraneità, dispiegano una scrittura e un tessuto sonoro perfettamente moderni, trasversali.
Sporadici e mai invadenti campionamenti convivono così in modo organico con gli strumenti acustici, come i fiati etnici assortiti di Giancarlo Parisi e, caso limite, il quartetto d'archi che fa capolino in Stranu Amuri. C'è una visione musicale d'insieme sapiente appunto, esperta, che mette gli strumenti - elettrici o tradizionali fa lo stesso - al servizio di quello che sembra sempre essere un racconto: dalla tradizione popolare Muratori ha mutuato senza dubbio quello che gli inglesi chiamano storytelling. Ad ogni modo, con una voce forte dei suoi limiti, è capace ogni volta di evocare un piccolo mondo. Che sia una sua dimensione interiore o qualcosa di esterno non importa: lo farà magarì senza l'epicità debitamente (e opportunamente) gonfiata di certi cantastorie, piuttosto con una semplicità che riesce ad essere profonda.
La chiave d'accesso più ovvia al disco è questa: una partecipata, ricca semplicità. Molto belle l'esortazione gioiosa de Il Tamburo (apertura azzeccatissima) , l'asprigna e oscura L'amore che beve, l'esasperata e polemica 'Mpare, la fluida Cantari Cantari, l'intensa Notte dell'Ascensione, ma siamo di fronte a un lavoro convincente nella sua interezza.
Adriano Lanzi
01-09-2008
Il 3 marzo al Circolo degli Artisti i Monotonix al Circolo degli Artisti
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L'assordante quiete del 4° lp di Hollis e Co. Songwriter in cerca di se stesso.
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